“Una vendemmia molto interessante, particolarmente per le uve rosse”, anticipa Francesco Iacono, Direttore ONAV

Agosto è, per molti, tempo di inizio vendemmia; dico molti perché negli ultimi anni l’epoca di raccolta dell’uva si è anticipata notevolmente. Una volta agosto era periodo di riflessione, oltre che di, seppur brevi, vacanze: la vigna era tranquilla, l’uva maturava sotto il sole ferragostano e i vignaioli cominciavano a tirare le somme dell’annata. Oggi dovremmo anticipare questa fase a luglio. Anche quest’anno, infatti, seppur la stagione fosse partita in ritardo e le piogge di inizio primavera avessero fatto prevedere un “ritorno alla normalità”, il caldo umido di giugno e luglio ha fatto recuperare il “tempo perduto”.

Già a fine luglio/primi di agosto abbiamo registrato le prime vendemmie di varietà precoci in Sicilia e Puglia, prima di ferragosto ha iniziato anche la Franciacorta e adesso possiamo dire che la vendemmia è generalmente avviata: Pinot grigio e Chardonnay facendo da apripista. E sulla qualità? Cosa sulla quantità? Argomento delicato e come sempre non generalizzabile, essendo la nostra penisola molto diversificata. Certamente dopo un’annata di scarica, il 2017 ricordo essere stato veramente scarso. il 2018 si sta presentando come un’annata abbastanza fertile.

Le viti hanno differenziato bene e, forse anche dovuto al fatto che i vignaioli sono stati un po’ più generosi con la potatura a secco, i grappoli sono tanti e ben allegati. La primavera piovosa ha creato dei problemi di peronospora che in alcuni casi è stata abbastanza aggressiva, dove la peronospora è stata clemente, invece, è stato l’oidio a essere pericoloso con giugno e luglio particolarmente caldi e umidi. Quindi se annata abbondante certamente anche abbastanza difficoltosa per gli aspetti fitosanitari: la situazione naturalmente ha messo a dura prova soprattutto i vignaioli biologici/naturali.

Se le temperature notturne caleranno, ed è quello che sta accadendo in questi giorni, la vendemmia si presenta molto interessante, particolarmente per le uve rosse: le diverse zone viticole e le diverse varietà si stanno comportando mettendo in evidenza la loro diversità. Questo è un dato molto importante per la qualità di una vendemmia, non sempre messo in evidenza. Annate troppo calde e siccitose rischiano di appiattire tutto nel segno della maturazione omogenea e contemporanea di varietà che geneticamente sarebbero anche molto diverse. L’estate 2018, infatti, si sta mostrando calda ma la situazione idrica non è stata critica da nessuna parte e la disponibilità di acqua ha messo le viti nelle condizioni di ben vegetare anche in zone notoriamente difficili. Quindi un 2018 che fa ben sperare!