A Milano in scena i grandi vini italiani da appassimento delle uve

Una serata all’insegna del tutto esaurito allo Starhotel Ritz di Milano, giovedì 19 novembre, per la degustazione di undici grandi vini rossiitaliani scelti per un evento dedicato a veri appassionati, organizzato da Onav Milano e condotto da Vito Intini che lo ha definito “una delle migliori raccolte di vini da uve da appassimento”.

FBA_7433Di scena bottiglie importanti, di grande successo, vini rappresentativi di tutta la penisola, dalla Valtellina al Salento, dalla Valpolicella alle Marche, dall’Emilia all’Alto Mincio, creati a diverse latitudini, da nord a sud, passando per le regioni centrali e con sistemi differenti, ma tutti con la caratteristica di essere stati prodotti da uve lasciate appassire. Presenti in sala alcuni produttori: Mariolina Bolzoni dell’az. La Tollara e Francesco Vallone produttore del famoso Graticciaia.

Le tecniche di appassimento dell’uva sono molto antiche, – racconta Intini – già i Romani ne facevano uso soprattutto per migliorare vini non particolarmente ricchi di antociani e di estratti e con “poco colore” che venivano notevolmente rinforzati attraverso la surmaturazione dei grappoli al sole in pianta o dopo la raccolta, praticata nelle zone più calde e soleggiate, mentre in aree più a nord o piovose si era soliti sottoporre il mosto a cottura per ottenere lo stesso effetto benefico. L’appassimento si può ottenere in pianta, mediante la torsione del peduncolo, sistema molto facile che veniva utilizzato già nell’antichità oppure i grappoli d’uva possono essere raccolti e conservati in cassette, sui graticci all’aperto, nelle regioni calde e in fruttai coperti e possibilmente dotati di ventilazione nelle zone più fredde.

vitobonaL’appassimento naturale rappresenta circa i due terzi dell’appassimento in Italia, mentre quello in pianta è di quasi un terzo e viene effettuato con vendemmia tardiva, torsione del peduncolo, taglio del tralcio, tipologia che consiste nel lasciare l’uva in pianta oltre la normale maturazione fisiologica, permettendole di raggiungere la sovramaturazione ed un variabile aumento di concentrazione zuccherina negli acini anche per la perdita progressiva di acqua.

Molto interessante in proposito è stato l’intervento del produttore Francesco Vallone che ha raccontato come il fenomeno dell’appassimento dell’uva in Puglia sia iniziato solo negli anni Ottanta per ispirazione di Severino Garofano, enologo e produttore del famoso vino “Le Braci” che ha segnato la strada ad altri produttori della zona. L’ispirazione, però, è nata per tutti dalle antiche tradizioni contadine locali dell’appassimento dei frutti e degli ortaggi per poterli consumare durante l’inverno, sfruttando per l’essiccamento il vento secco e fresco della costa salentina ma soprattutto la potenza del vitigno Negroamaro che viene qui allevato in alberelli vecchi di settant’anni su un terreno povero di natura calcareo argillosa.

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In degustazione durante la serata:

1) Robbione, Serrapetrona DOC, 2009, Colli di Serrapetrona

2) Moro del Moro, IGT Rosso dell’Emilia,2007, Rinaldini

3) Il Giorgione, 2008, La Tollara

4) Sforzato di Valtellina DOCG Albareda, 2010, Mamete
Prevostini

5) Sforzato di Valtellina DOCG Cà Rizzieri, 2011, Aldo
Rainoldi

6) Val di Pietra, Alto Mincio IGP Cabernet, 2012, Tenuta
Maddalena

7) Le Braci, rosso IGP Salento, 2007, Masseria Monaci

8) Graticciaia, rosso IGT Salento, 2011, Agricole
Vallone

9) Rosso 17 Maccone, Donato Angiuli

10) Amarone della Valpolicella DOCG Campo Rocco I
Corsi, 2010, Le Marognole

11) Amarone della Valpolicella DOCG, Riserva 2005,
Massimino Venturini

Enrica Bozzo; foto di Fabio Bertazzoli

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