3 dicembre 2017

Ad ONAV Milano i grandi Sauvignon blanc della Loira

La zona orientale della Loira e la sua magnifica produzione di Sauvignon Blanc è stato il tema della serata organizzata da Onav Milanoe dedicata da Vito Intini a territori quali Pouilly Fumè, Sancerre, Menetou – Salon, Quincy e Reuilly.

Zone pregiate per la produzione di vini bianchi, per una estensione di circa 2200 ettari e una produzione di 16 milioni di bottiglie di Sauvignon Blanc, su terreni variegati di origine vulcanica con tufi bianchi, argillosi, marnosi e  calcarei con presenza del silex.

Qui, tra le AOC dei vigneti centrali, di maggior rilevanza sono certamente Sancerre, sulla costa occidentale del fiume Loira, dove si produce un Sauvignon fresco, fine ed elegante e Pouilly Fumè, dove il vino prodotto con lo stesso vitigno risulta più maturo, rotondo e longevo. Il diverso terroir è la causa della marcata differenza tra le due tipologie di Sauvignon Blanc: a Sancerre i vigneti crescono su rocce vulcaniche con la presenza del famoso silex, cioè silicio a scaglie che dona al vino una nota minerale molto marcata, con sentore di pietra focaia, mentre a Pouilly il terreno è in prevalenza calcareo e argilloso e il vino prodotto risulta più maturo, longevo e meno verticale.

Il Sauvignon Blanc, coltivato in tutto il mondo con risultati molto diversi, ha un buon contenuto acidico ma non ama l’eccesso di calore. Le uve comprendono le metossipirazine che permettono la percezione delle note vegetali, note verdi, quali il profumo del pomodoro, del peperone, del bosso della ginestra, dell’eucalipto e dell’ortica, tra gli aromi vegetali, e quelli del pompelmo, del frutto della passione, dell’ananas maturo e dell’uva spina, tra gli aromi fruttati; altra caratteristica è l’odore minerale che regala percezioni di idrocarburo,  asfalto bagnato sotto la pioggia, pietra focaia.

Le tecniche enologiche utilizzate in questa regione tendono a conservare il carattere fresco dei vini e, quindi, a utilizzare metodi tradizionali quali la vinificazione in contenitori come il cemento e l’acciaio. Solo dagli anni ‘80 alcuni produttori hanno introdotto l’uso di barrique con lo scopo di aumentare la complessità e il corpo dei vini, ottenendo risultati apprezzabili.

Degustazione:

Domain Henri Bourgeois – Sancerre “d’Antan” 2015. Le uve, Sauvignon Blanc in purezza, provengono da un vigneto piantato e allevato, dal 1936, su un terroir composto soprattutto da silice. Il nome “ Sancerre D’Antan” rappresenta un tributo ai vecchi metodi di vinificazione perché il vino, prodotto solo con rese di vendemmia molto basse, viene fermentato senza chiarifica e senza filtrazione; la fermentazione avviene in botti di rovere, secondo la metodologia più tradizionale. Colore giallo paglierino non carico, limpido e brillante. Naso di notevole impatto per la netta, iniziale, nota vegetale, sentore di foglie pomodoro; a seguire note polverose e sabbiose, cipria, e, via via, eleganti note vegetali e balsamiche e mentolate. Vino fine ed elegante che offre un’armonia straordinaria di note vegetali, balsamiche e agrumate. Bocca: rotondo, morbido e compatto, di bella e fresca acidità, con forte sentore agrumato nel finale.

Chateau de Tracy 2014  Pouilly Fumé Sauvignon. La definizione HD sulla bottiglia vuole indicare l’alta densità utilizzata di ceppi/ ha. Il terroir è qui calcareo e ricco di argilla marina fossilifera, il kimmeridge. Piccola produzione di 1500/2000 bottiglie solo nelle annate migliori. Selezione rigorosa delle uve. Fermentazione per il 50% del vino in botti di rovere per nove mesi e per l’altra metà in acciaio inox. In seguito avviene la miscelatura delle due parti per ottenere un prodotto armonioso. Naso: molto verticale con note di eucaliptolo e sentori vegetali ma ricchi, con note burrose di salvia e di latte di fico, note vegetali marcate. Il vino, risulta alcolico, verticale ed elegante. Bocca: agrumato, con grande e bella acidità ed elegante nota citrina che si unisce ad una nota amarotica in un bel finale.

Domain Didier Dagueneau – ben Pouilly Fumé Buisson Renard, 2014. Didier Dagueneau è stato il vignaiolo che ha aperto la strada alla moderna vitivinicoltura di qualità nella Valle della Loira e che ne ha fatto conoscere i vini in tutto il mondo, attraverso anche l’imposizione di nuove regole e criteri nell’appellation Pouilly-Fumé. Dopo la sua morte, la sua attività è stata portata avanti dai suoi figli Louis-Benjamin e Charlotte, eredi di un domaine divenuto uno dei più importanti nel mondo enologico francese. In degustazione un Pouilly da terroir calcareo e siliceo realizzato secondo i principi biodinamici, con la sola aggiunta di solforosa durante la vinificazione. Si tratta di una cuvèe di Sauvignon al 100% di uve provenienti da un singolo vigneto di nome Buisson Renard, la cui produzione è di circa 7.000 bottiglie, solo nelle annate migliori. Il vino si presenta con un naso particolare: frutti grassi e maturi, cedro, frutta candita, frutta tropicale, mineralità ricca con connotazioni vegetali. Alla rotazione si rivela grandissimo con note vegetali, minerali e fruttate ben amalgamate in una percezione complessa ed equilibrata. Vino ancora giovane, gradevolissime le note mentolate. Bocca: si rivela grandissimo, rotondo e pieno, con struttura più complessa rispetto ai vini precedenti, una bella acidità domata dalla grassezza.

Michel Redde et Fils – Pouilly Fumé Les Champs des Billons, 2014. Un altro grande nome del territorio, con vigneti impiantati a Sauvignon e coltivati in terroir calcareo di struttura fine e sottile con presenza di silex. Siamo a Pouilly Fumè dove la  famiglia Redde produce vini da 6 generazioni. Les Champs des Billons è un vino prodotto da uve che vengono vendemmiate manualmente e vinificate in contenitori di acciaio, tini di legno e botti grandi; infine, lasciati per 16/18 mesi ad affinare sui propri lieviti fini. Naso: percezione molto minerale, vena di nota fruttata, frutto non maturo, con lieve percezioni verde. Nel complesso il vino risulta ancora giovane e non ben amalgamato. Bocca: vino burroso e ricco, ancora scomposto per gioventù ma con molte potenzialità per struttura, corpo e per una bella e ricca mineralità.

Pascal Cotat – Sancerre Les Montes Damnés, 2014. Siamo a Sancerre, su terreno argilloso e con una  vinificazione tradizionale, con uso di botti  grandi, nessuna chiarifica e nessuna filtrazione.  Le vendemmie, come ogni altra lavorazione in vigna, sono effettuate a mano. Pascal utilizza solamente lieviti autoctoni, al fine di esaltare l’espressione territoriale dei suoi vini. Colore più carico dei precedenti. Naso: impatto di pietra focaia o cerino spento; la percezione minerale è maggiore laddove le argille sono prioritarie. Pouilly Fumè una volta significava “ vino affumicato”proprio per per la sensazione di mineralità simile alla pietra focaia. Vino con importante energia con note di frutta tropicale, ananas, mango, lichis e arancia. Importante la nota di frutta. Bocca: la presenza dell’argilla dona energia e molta struttura nei vini.

Domaine Gitton Père & Fils – Sancerre Cuvèe Galinot – Silex, 2012. Siamo nella valle della Loira, al centro della Francia. Qui le vigne coprono un’area di 27 ettari nelle migliori zone della regione e si distinguono per la varietà dei terreni. Questo cru è affinato per 9-11 mesi in grandi botti di rovere di media grandezza, per metà nuove e per metà vecchie di un anno. Il terroir è ricco di selce ed è di origine vulcanica. Il colore risulta più dorato. Naso: burroso con vena lievemente mentolata, sentori di salvia, timo, burro aromatico. Molto floreale con frutto giallo, maturo e ricco. Vino molto grasso e floreale, con una molto gradevole mineralità, fresco ed elegante. Bocca: straordinaria rotondità in bocca. Vino ricco, gradevole e persistente.

Chateau de Tracy – Pouilly Fumé 101 Rangs, 2011. Vino da uve estremamente selezionate, raccolte dai vigneti più antichi del castello e coltivate su uno dei migliori terroir dell’azienda. Vino più evoluto della serata, di grande longevità. Naso: vino di 7 anni con sentori straordinari, pietra focaia , cerino,  frutta matura e bella mineralità. Ricchezza di note agrumate e nota minerale intensissima. Bocca: vino assolutamente straordinario di grande ricchezza con note di burro e sentori citrini finali. Vino rotondo, equilibrato, di magnifica struttura. Agrumato ed elegante.

Enrica Bozzo

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