Albugnano 549 L’alto Nebbiolo del Monferrato

È nata l’associazione Albugnano 549, dove 549 indica l’altezza sul livello del mare del comune di Albugnano), che unisce 13  produttori vinicoli dell’Albugnano Doc con l’obiettivo di promuovere l’identità enologica, storica, culturale, ambientale e socioeconomica di questo vino a base Nebbiolo.

Il territorio di produzione comprende i paesi di Albugnano, Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito e Pino d’Asti, un’area limitata nel Monferrato occidentale ai confini della provincia di Torino. La produzione interessa 22 ettari di terreno con una capacità produttiva presunta di 200mila bottiglie. Prima vendemmia quella del 2017, debutto nel 2019 con un migliaio di bottiglie che porteranno il bollino di riconoscimento dell’Associazione.

I produttori con la collaborazione dell’enologo Gianpiero Gerbi stanno lavorando ad un nuovo disciplinare migliorando ed integrando quello originale del 1997. Il vino prodotto sarà un nebbiolo in purezza affinato in legno per un minimo di 18 mesi e in bottiglia per almeno 6 mesi. La formazione collinare di Albugnano ha una matrice pedologica che si inserisce nella categoria delle Marne di Sant’Agata, proprio come parte delle Langhe, anche se i terreni a livello superficiale presentano in talune zone affioramenti tufacei alternati a percentuali sabbiose più evidenti. Da non dimenticare le altitudini, le zone vitate partono da 300 m s.l.m. per arrivare a 540 m.

Presidente del sodalizio  Andrea Pirollo, titolare dell’azienda Cà Mariuccia, di frazione Sant’Emiliano di Albugnano,  il segretario generale Valeria Gaidano della Tenuta Tamburnin di frazione Bardella di Castelnuovo Don Bosco ed i soci sono Tenuta Tamburnin e Terre dei Santi (Castelnuovo Don Bosco), azienda agricola Cascina Quarino (Aramengo), aziende agricole Pianfiorito, Roggero Bruno e Marco, Cà Mariuccia, Alle Tre Colline, Maurizio Calcagni, Vai Mario, Perotto Orietta e Nebbia Tommaso (Albugnano), azienda agricola Mosso Mario (Moncucco Torinese) e azienda agricola Masparone (Pino d’Asti). Tra gli obiettivi anche costruire una rete di relazioni salde tra imprenditori del settore con progetti condivisi per tutelare la cultura locale e l’ambiente.

A sostenere l’iniziativa per l’Albugnano 549 c’è anche l’impegno di Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. “Uno degli scopi del nostro consorzio – ha dichiarato – è quello di coinvolgere i produttori delle piccole doc (piccole in quanto a numeri e non per questo da considerarsi minori) che hanno assoluto bisogno di essere aiutati a farsi conoscere ed apprezzare dai consumatori. Pertanto confermo l’interesse per questo vino che con il Freisa, pur con produzione più limitata deve aprirsi al mondo dell’enoturismo”.

Viene anche ricordato il progetto Indigena, ideato da Ian D’Agata con il supporto dell’Assessorato all’Agricoltura del Piemonte e alla collaborazione dello staff del Festival Collisioni, presentato proprio in Monferrato (territorio del Piemonte con il maggior numero di autoctoni)  presso il Castello di  Costigliole d’Asti. Il progetto si propone di promuovere gli autoctoni della Regione portando esperti internazionali, sommeliers, importatori e giornalisti da tutto il mondo alla scoperta dei territori e dei vitigni piemontesi.

Piera Genta