Alla scoperta dei vitigni minori della Campania

La delegazione di Mantova ha promosso una serata molto particolare, proponendo una degustazione di otto vini campani, con lo scopo di scoprire, in modo mirato, alcuni vitigni autoctoni, chiamati “minori”, di quel territorio. Serate come queste di ventano eventi unici irripetibili, che escono dagli standard normali dove vengono presentati normalmente vitigni internazionali, conosciutissimi sotto ogni aspetto. La scelta questa volta, è stata coraggiosa, ma per arrivare a parlare dei vitigni, è servito tracciare un quadro più ampio della regione, evidenziando il clima, la geologia e l’ubicazione delle zone dedicate alla produzione; questo viaggio ce lo ha proposta Enzo Scivetti che, con la sua esperienza, ci ha saputo coinvolgere completamente.

La Campania è uno spaccato produttivo di tipicità autoctone veramente ricco e vanata zone dove ancora esistono viti antichissime, a piede franco, sono sopravvissute alla fillossera, è il caso del Tintore di Tramonti; inoltre la grande biodiversità e quantità dei vitigni presenti coltivati, spiega come mai, vini come Merlot, Chardonnay, Sauvignon, Syrah e Petit Verdot, hanno una produzione veramente marginale, di conseguenza un panorama amplissimo di varietà (sono diverse decine), nomi di zone ed espressioni organolettiche diverse, richiede una grande conoscenza specifica.

In degustazione, è stato fatto un panorama fra i vini prodotti nella zona costiera, nella zona vulcanica e in quella più interna, facendoci apprezzare come le diverse stratificazioni della superficie di coltivazione, influenza il vino prodotto. Ciò che si evidenzia, in questo caso, è che questi vini, una volta usati solo come “vino ingrediente” (da taglio), oggi sono vinificati in purezza diventando di fatto vini completi. Le produzioni non sono elevate, i vini vanno consumati giovani e comunque entro 4/5 anni.

Questi sono i tratti didattici essenziali, ma la degustazione è andata oltre ed è stata armonizzata con aneddoti e curiosità legati ad ogni vino assaggiato, oltre che a suggerimenti per una migliore tecnica di assaggio per dare una valutazione precisa. Per dirla in breve abbiamo vissuto una piacevole serata di scuola e la maggioranza è stata concorde nel riconoscere particolari emozioni che questi vini hanno trasmesso, e sono : Pèr ’e Palummo dei Campi Flegrei, Barbetta del Sannio e il Pallagrello Nero, comunque tutti i vini hanno aperto un orizzonte sensoriale che non sempre viene esercitato nella sua totalità.

Paolo Fratini