Alle radici del vino… in Oltrepò pavese

San Martino ogni mosto è vino, è il titolo della seconda lezione del corso in Cantina, “Alle Radici del Vino”, tenutasi domenica 8 novembre.
Un’iniziativa “etichettata” Onav, articolata in quattro incontri, distribuiti nelle stagioni di quello che è il calendario vitivinicolo, con l’obiettivo di approfondire attraverso una sessione pratica, le tecniche di cantina studiate dapprima sui libri.

Siamo in Oltrepò Pavese, ospiti dell’Azienda Agricola Montelio, in quel di Codevilla. Antica sede della grangia di un monastero, già nella seconda metà del 1200 si coltivava la vite, così come testimoniato nei contratti di affitto dell’epoca. Nel 1802 Angelo Domenico Mazza acquistò i primi terreni che nel 1848, diedero inizio all’azienda Montelio, oggi portata avanti dagli eredi della famiglia.

I vitigni coltivati sono il Cortese, il Riesling Italico, il Riesling Renano e il Muller Thurgau per i bianchi; la Barbera, la Croatina, il Merlot, il Pinot Nero e l’Uva Rara per i rossi. Una lezione cadenzata con precisione disinvolta dall’enologo dell’azienda, in un percorso che dal ribollir dei tini va all’aspro odore dei vini, facendoci presagire attraverso le celebri rime del Carducci, la possibilità di un assaggio di quel giovane vino che avevamo visto in fermentazione nella lezione precedente.

Nella suggestiva cornice di un’antica legnaia restaurata con materiali tipici, usati in precedenza per la produzione del vino (botti, torchi ecc…), ha inizio la degustazione di alcuni vini dell’azienda. Assaggiamo le due fresche versioni del vitigno Cortese, fermo e frizzante; un vino che deve il suo nome ad antiche origini medioevali; la storia racconta che venisse servito alle Corti. Di profumo intenso con sentore di mela renetta e un sottofondo di mandorla, è di piacevole gentilezza, ottimo come aperitivo.

Stimolante è il Costarsa Oltrepò Pavese Pinot nero Doc, affinato per il 50% in botti e per il restante 50% in barrique di rovere, è di colore rosso rubino scarico con riflessi aranciati. Al naso presenta intensi profumi di frutti rossi maturi, con leggere note speziate e vanigliate. Caldo, morbido con una discreta freschezza e buona persistenza, si adatta a primi piatti di stagione a base di cacciagione. Concludiamo la nostra mattinata parafrasando il compito Luciano, efficiente tutor di questo corso, con il suo “tanto vi dovevamo”, alla prossima lezione.

Mariasole Ghirardelli- foto di Giovanni Boscherino

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