Armando e Gemma Piazzo. Una storia tra famiglia e vino

“Un piccolo libro per un grande uomo e una donna speciale”: potrebbe essere questa la sintesi di questo libro che racconta le vicende umane e professionali di Armando Piazzo e della moglie Gemma Veglia, una coppia molto conosciuta e ammirata in Langa. Nel loro piccolo, Armando e Gemma sono un po’ la sintesi del cammino che ha fatto il vino Barbaresco o, più nel globale, il settore della vite e del vino in Langa e Roero dagli anni Sessanta. Armando Piazzo a San Rocco Seno d’Elvio – oggi quarta dimensione del Barbaresco – era arrivato dal “nulla”, da una frazione sperduta sulle coline della Langa più alta dove la proverbiale “malora” aveva una viva identità. Gemma Veglia, invece, era nata a due passi da quella frazione dedicata al Nebbiolo, a Madonna di Como, da tempo parte integrante della città di Alba.

L’incontro tra i due è stato forte, coinvolgente, strategico. C’era il sentimento e la passione, ma c’era anche la lucida visione della realtà e della sua possibile evoluzione futura. Se Armando era la mente vulcanica che ogni giorno trovava soluzioni nuove per il presente e il futuro, Gemma teneva i piedi per terra e dava concretezza a un pensiero che volava persino troppo in alto. Insieme hanno costruito una realtà aziendale importante, che ha il suo centro nel Barbaresco, ma si è espansa anche in altre zone da vino come quelle del Barolo, del Roero e del Moscato.

Li ha ispirati una certezza che, sul finire degli anni Sessanta, pochi avevano: la convinzione che il vitigno Nebbiolo e il suo vino nella zona del Barbaresco avrebbero creato un settore produttivo importante. Era solo questione di tempo, ma quel sogno sarebbe diventato realtà. Il libro racconta tutto questo, con concretezza e semplicità. E rende merito a un uomo che non ha mai cercato “le luci della ribalta”, ma che ha lavorato per costruire un progetto concreto, senza dimenticare l’aiuto verso gli altri, i vicini, i colleghi viticoltori, gli uomini della sua terra, con i quali ha sempre mantenuto un rapporto di solidarietà e sinergia.

Sinteticamente, il libro è diviso in tre parti, dopo la presentazione firmata da Maurizio Rosso e l’introduzione intitolata “Armando Piazzo, la diplomazia della tavola”. Da pagina 9 alla pagina 40 si racconta la storia di Armando e Gemma e delle persone che hanno condiviso il loro progetto, “una storia nata tra le colline”. Da pag. 41 alla pagina 50 è sintetizzata la saggezza e la lungimiranza di Armando con i suoi modi di dire. Infine, una piccola parte di proiezione futura, con alcuni spunti dedicati alle nuove generazioni, che stanno raccogliendo il testimone e dedicheranno la loro sensibilità a raggiungere nuovi traguardi.

In tutto, il libro è composto di 56 pagine, con i testi curati da Giancarlo Montaldo e Teresa E. Baccini e le fotografie tratte dall’archivio di famiglia e da quelli di Studio Montaldo e del fotografo Tino Gerbaldo. La grafica e la stampa sono state curate da L’Artistica di Savigliano a giugno del 2019.