Asta del Barolo: un grande successo internazionale

Domenica 6 maggio, presso Castello Falletti di Barolo, si è tenuta la sedicesima edizione dell’Asta del Barolo, alla presenza di produttori, collezionisti, appassionati e giornalisti da tutto il mondo e compratori, anche tramite collegamenti internazionali in streaming da Hong Kong e Singapore (ristorante Valentino). Il Barolo, un vino dai natali blasonati, nasce dall’interesse di Cavour e di Giulia Colbert per produrre un vino ottenuto da uve nebbiolo, non più dolce ed effervescente, ma secco e stabile, realizzato secondo i principi proposti da due enologi: il ligure, ex generale napoleonico e sabaudo, Paolo Francesco Staglieno e il commerciante transalpino Louis Oudart. Sin dalla metà del 1800, la Marchesa Giulia Colbert finanziò numerose opere filantropiche con la vendita del Barolo e in linea con questa filosofia, anche l’asta del Barolo ha finalità benefiche.

In collaborazione con l’associazione 1 Caffè di Luca Argentero e Beniamino Savio, la vendita dei pregiati lotti contribuisce a coprire la creazione, i costi e il mantenimento per un anno, di un punto di stoccaggio e di smaltimento di alimenti e vestiti e la preparazione di pasti caldi a Torino, in piazza 18 Dicembre, gestita dal Progetto Leonardo Onlus, come ha precisato il presidente di quest’ultima associazione, Laura Gaidano. Gianni Gagliardo, Presidente dell’Accademia del Barolo, ha aperto l’evento dichiarando che “Quest’anno abbiamo più lotti. La selezione è una sorta di passarella di bottiglie, di etichette, di crû, di annate e di produttori che rappresentano un po’ gli ultimi trenta-quarant’anni del Barolo”.  

Il banditore dell’asta, come da consuetudine, è stato il giornalista Giancarlo Montaldo.  I lotti presenti all’asta erano cinquantuno, rappresentanti 58 aziende, per un totale di oltre cento bottiglie (tra cui alcuni formati Magnum e Doppio-Magnum) riferite a trentun annate, dal 1926 al 2012.  I vini rappresentavano la storia del Barolo ad esempio annate rarissime (1926, 1958, 1964…), aziende non più presenti sul mercato (Calissano, San Quirico …).  Ogni lotto aveva una base d’asta che è sempre stata superata a seguito di rilanci importanti come per il lotto “Accademia del Barolo” che ha raggiunto i 5.000 euro. Singapore si è aggiudicato un numero significativo di lotti (37%) e una studentessa taiwanese di “3IC” (nuovo centro internazionale su vino e cibo), per la cifra di 4.400 euro, si è aggiudicata la bottiglia: Conterno Giacomo, Barolo,  Monfortino del 1926 , nel lotto era compreso una forma di Bra duro d’alpeggio della latteria Inalpi.  Dopo due ore di intense contrattazioni i partecipanti si sono rifocillati degustando l’aperitivo curato dallo chef stellato Massimo Camia, accompagnato da un ventaglio di vini Barolo (della nuova annata e anche alcune interessanti etichette “storiche”) e altri vini.  

Ezio Alini

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