13 novembre 2017

Asti: una memorabile Giornata dell’Assaggiatore Onav

Una giornata organizzata da Onav Nazionale in collaborazione con la Sezione di Asti e la Sezione Onav Piemonte.Un appuntamento dedicato alla scoperta delle caratteristiche di alcuni vitigni a bacca rossa del Piemonte considerati per molti aspetti rari con la partecipazione del presidente Vito Intini, del pro-presidente Lorenzo Marinello, dei consiglieri Pasquale Porcelli e Mario Redoglia e del prof. Vincenzo Gerbi, presidente del comitato scientifico.

Il prof. Vincenzo Gerbi ha iniziato con una dettagliata panoramica dei singoli vitigni descrivendone le caratteristiche generali disegnando il quadro dei territori dove vengono coltivati e parlando di un arricchimento culturale nella conoscenza di una viticoltura minore. Vitigni poco diffusi, storicamente legati ad uno specifico territorio di ambito locale e coltivati su superfici non molto estese, abbandonati perchè difficili da coltivare e con caratteristiche organolettiche poco interessanti, a volte quasi perduti e ripresi nella loro coltivazione in anni recenti. Vitigni di cui si producono qualche migliaia di bottiglie, altri come il Freisa o il Grignolino la cui produzione è significativa, ma che non escono dai confini regionali.

Avanà diffuso nella Valsusa, nella Val Chisone e Germanasca (zona di Pinerolo) dall’ origine incerta probabilmente originario della Francia. Un vitigno abbastanza produttivo e difficile da allevare che dà vita a vini molto profumati, non molto ricchi di colore così come non molto corposi.

Chatus molto presente in Piemonte, lo si trova in tutto l’arco alpino della regione, dal Cuneese al Canavese, al Biellese. Un vitigno rustico, dal buon vigore che si adatta alle condizioni climatiche della montagna.

Albarossa creato dal professor Giovanni Dalmasso nel 1938 incrociando barbera e chatus (nebbiolo di Dronero).Si è a lungo pensato che avesse deciso di incrociare i due vitigni a bacca nera piemontesi per eccellenza, barbera e nebbiolo, per isolare i pregi di entrambi in un’unica soluzione. In realtà si scoprì che era Chatus, nebbiolo di Dronero. Dall’Albarossa si ottengono vini intensi e complessi, che stanno riscuotendo un buon successo sul mercato nord europeo e canadese.

Gamba di Pernice, vitigno raro, sopravvissuto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento all’ondata di fillossera che colpì alcune zone del Piemonte, riportato a nuova vita negli ultimi anni. Questa varietà, tipica del sud Astigiano, è particolarmente radicata nei comuni di Calosso, Costigliole d’Asti e Canelli. Da vini leggeri, profumati con note aromatiche particolari.

Pelaverga coltivato nei dintorni di Chieri e in genere sulla collina di Torino dove è chiamato Cari. Un vitigno essenzialmente da tavola. Non va confuso con il Pelaverga piccolo, base della doc Verduno.

Ruchè semi-aromatico, originario dell’area collinare di Castagnole Monferrato, a nord-est di Asti. Fu Don Giacomo Cauda, parroco del paese, l’autore del suo recupero alla fine degli anni Settanta curandone personalmente la coltivazione e il processo di vinificazione in purezza. Oggi la ristretta zona di produzione comprende oltre a Castagnole Monferrato, i comuni di Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi. Ha ottenuto la Denominazione d’Origine Controllata nell’ottobre del 1987 mentre nell’ottobre del 2010, la “Garantita”.

Freisa cultivar tra le più storiche del Piemonte, originaria del Chierese e della Collina Torinese con una storia di almeno 500 anni. Le Doc piemontesi con questo vitigno sono addirittura sei: Freisa di Chieri, Freisa d’Asti, Monferrato Freisa, Pinerolese Freisa, Colli tortonesi Freisa e Langhe Freisa. Ognuna con vini mediamente diversi, in particolare quella di Asti e Langhe, entrambe con più struttura, di maggior impegno ma meno fresche e sapide rispetto alle altre.

Uvalino, vitigno rarissimo del Piemonte un tempo assai diffuso tra i filari dell’Astesana meridionale. Lo ha riscoperto Mariuccia Borio che da anni crede e finanzia la ricerca universitaria per custodire e tramandare la coltivazione sulle colline di Costigliole. Ha un contenuto altissimo di resveratrolo, una maturazione talmente tardiva da essere vendemmiate quando le viti hanno perso tutte le foglie. Era la bottiglia più preziosa da regalare, un vino di lusso per far bella figura. Veniva utilizzato in purezza e passito soltanto dalle famiglie più illustri e abbienti e si connotava così con un segno di distinzione e di benessere.

Mirella Morra delegata di Asti

Grignolino confinato in terreni poveri. La zona di coltivazione principale è il Monferrato settentrionale, a nord del Tanaro, due Doc: Grignolino d’Asti, tutelato dal 1973, una zona più vasta che scende fino a Nizza Monferrato e confina con la provincia di Cuneo e Grignolino del Monferrato Casalese, doc dal 1974, occupa l’area nord che si estende fino al Po in provincia di Alessandria. Due anime diverse grazie a suoli differenti, floreale con meno tannini, strutturato quello d’Asti, speziato quello del Casalese.

I vini erano tutti di eccellente qualità – ha dichiarato il presidente Vito Intini – per dirla con un punteggio, quasi tutti oltre il 90. Siamo rimasti molto colpiti dall’Uvalino, un vitigno che personalmente non conoscevo così, come credo, la maggior parte dei presenti. Dobbiamo ringraziare Vincenzo Gerbi per la splendida presentazione ampelografica dei vitigni che i soci hanno molto apprezzato”.

Anche il direttore Michele Alessandria si dice soddisfatto della riuscita del convegno: Abbiamo ricevuto molte richieste di adesione – ha spiegato Alessandria – e molte abbiamo dovuto rifiutarle per i limiti della capienza della sala. Queste giornate sono molto importanti per la formazione e il confronto tra assaggiatori. Stiamo già lavorando al prossimo appuntamento, che non voglio ancora svelare, ma che sarà altrettanto interessante al pari di questa giornata”.

I vini in degustazione durante il convegno:

Avanà Valsusa doc 2016: azienda Agricola la Chimera Chiomonte (To) colore poco intenso, profumi delicati e nello stesso tempo fruttati.  Le note finali sono speziate, grande pulizia. Acidità evidente e tannino non percepibile.

Chatus Colline Saluzzesi doc 2016: società agricola Tomatis Dario e figli Busca (Cn) ricco di colore dalla sfumatura violacea. In bocca troviamo frutti rossi sotto spirito, una leggera tannicità. Semplice ed elegante dalla trama rustica.

Gamba di Pernice vino rosso 2016: Bussi Piero Calosso (At) piacevole colore granato. Ricca presenza di fiori dolci. Tannino rotondo, poco astringente.  Elegante

Grignolino d’Asti doc 2016: Amelio Livio Grana (At)

Grignolino d’Asti doc 2016: Cantina sociale Castagnole Monferrato (At)

Grignolino d’Asti doc 2016: Goggiano & C. Refrancore (At)

I tre campioni hanno caratteristiche comuni di poco colore, qualche componente fruttata (ribes) più o meno intensa. Note speziate di pepe verde e noce moscata anche in funzione del terreno.  Asciutto e di spiccata tannicità dovuta ai suoi vinaccioli.

Grignolino Monferrato Casalese doc 2016: Vicara Rosignano Monferrato (Al) Cambio di zona. Colore risulta più marcato. Naso fruttato gradevole di mirtillo maturo. La speziatura è presente dall’ottimo contributo tannico.

Freisa d’Asti doc 2016: Tenuta Tamburnin Castelnuovo Don Bosco (At) giovane con note fruttate evidenti. Potente e strutturato.

Freisa di Chieri doc 2015: Cantina sperimentale Centro Bonafus (To) ottima intensità di colore. Al naso frutta sotto spirito, profumi terziari con note di caffè, tabacco.  Note speziate. Tannino elegante, accattivante. Ricco di sostanza.

Freisa d’Asti doc 2014: Cascina Gilli Castelnuovo Don Bosco (At) Annata difficoltosa per la maturazione dell’uva. Profumi intensi e complessi, frutta sottospirito, note speziate a seguire vaniglia e cacao. Tannino importante, grande carattere. Convoglia un giusto equilibrio tra corpo, profumi ed acidità.

Colline Saluzzesi Pelaverga doc 2016: Produttori Pelaverga Castellar (Cn) Realtà molto piccola. Delicatamente fruttato di frutti rossi selvatici, con lieve nota speziata di pepe bianco.

Verduno Pelaverga doc 2016: Fratelli Alessandria  Verduno (Cn) speziatura piccante, frutto pieno

Verduno Pelaverga doc 2016: Bel Colle Verduno (Cn)

Cambio di zona, siamo nelle Langhe. Grande differenza di colore. Nota speziata meno evidente. Buon corpo.

Ruchè di Castagnole Monferrato docg 2016: Luca Ferraris Castagnole Monferrato (At)

Ruchè di  Castagnole Monferrato docg 2016: Crivelli Castagnole Monferrato (At)

Ruchè di Castagnole Monferrato docg 2016: Gatto Pierfrancesco Castagnole Monferrato (At)

Dal naso molto particolare con diverse componenti olfattive: fruttato di frutta cotta; floreale di rosa e speziato di spezie dolci, noce moscata, cannella e  cardamomo. Tre vini molto muscolosi che si esprimono in modo diverso.

Uvalino Monferrato Rosso doc Uceline 2012 Cascina Castlet Costigliole d’Asti (At) Una follia enologica. Intensità colorante molto elevata. Frutti dolci evidenti, struttura importante. Tannini decisi che non disturbano. Struttura, lunghezza, note di cacao, liquirizia. Una bella nobiltà.

Piemonte Albarossa doc 2014: Franco Ivaldi Cassine (Al)

Piemonte Albarossa doc 2011: La Tribuleira Santo Stefano Belbo (Cn)

Gradevole con note di prugna cotta, acidità importante. Buona alcolicità e grande intensità gustativa con acidità che dona carattere.

Piera Genta

foto di Alessandro Nasi

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