“Autoctoni d’Italia: viaggio nella ricchezza vitivinicola del nostro paese”

Al Vinitaly intensa è l’attività delle delegazioni provinciali e numerose sono state le degustazioni guidate presso lo stand ONAV Nazionale del padiglione Piemonte.

Lunedi 8 aprile alle h.11 le delegazioni di Milano e Monza hanno presentato, alternandosi a vicenda, “Autoctoni d’Italia: viaggio nella ricchezza vitivinicola del nostro paese”, un incontro focalizzato sulla presentazione di quattro vitigni autoctoni, piú o meno sconosciuti, provenienti da regioni diverse e vinificati in maniera differente con l’intento di valorizzarne le particolarità.

Apre la degustazione Daniela Guiducci, Onav Monza, con una bollicina rosata, Caronte della Cave Mont Blanc, un Extra Brut con almeno quindici mesi sui lieviti: da Petit Rouge in purezza, un vitigno valdostano caratterizzato da connotazioni di piccoli frutti rossi e un delicato floreale, il risultato è un gradevole metodo classico che per la sua vivacità e freschezza, data anche dalle peculiaritá territoriali e climatiche della viticoltura d’alta quota, si presenta come ottimo aperitivo.

Prosegue la delegazione di Milano, con la descrizione di Guanciabianca, Catarratto al 100% dell’azienda vinicola Ferracane di Marsala (TP): uva a bacca bianca da sempre presente in Sicilia nelle tre varietà Comune, Lucido ed Extralucido, utilizzata soprattutto per il taglio dello Chardonnay negli anni 90, grazie alla capacità di dare struttura al vino, rientra nell’uvaggio del Marsala, ma solo recentemente è stata rivalutata per la vinificazione in purezza e versione secca, nello specifico per il clone Comune. Il vino degustato rivela un’esplosione di fiori e frutta gialla, determinati anche dalla breve macerazione di due giorni e dall’annata 2017, una delle più calde negli ultimi 70 anni in Sicilia, e una bella struttura esaltata da 6 mesi di affinamento sulle frecce fini.

Il terzo vitigno, commentato da Andrea De Innocentis, è un Bombino Nero, autoctono di Puglia: destinato da sempre al consumo quotidiano del contadino per le sue caratteristiche di schiettezza e pronta beva, negli ultimi anni è stato nobilitato dalla DOCG Castel del Monte, mantenendo comunque quella piacevolezza che lo rende un ottimo vino da tavola, versatile negli abbinamenti. In degustazione Veritas 2017 della Cantina Torrevento, nella Murgia barese, un prodotto che, dopo una breve macerazione carbonica, fa affinamento in acciaio: bel bouquet fruttato e floreale tra rosa, melograno e fragolina di bosco, ma anche bella acidità e mineralitá riconducibili in parte al terreno calcareo.

Chiude l’incontro un vitigno pressoché sconosciuto della Romagna, il Centesimino o Sâvignon rosso, coltivato nei pressi di Faenza in una zona molto circoscritta e recuperato a partire dagli anni 30, ma iscritto all’albo dei vitigni solo dal 2004: il Centesimino 2017 dell’azienda Ancarani evidenzia tutto il profilo aromatico di gradevole rosa e piccoli frutti rossi, con una leggera nota erbacea, nonché una bella struttura e acidità che rendono il prodotto adatto al consumo gastronomico soprattutto con piatti di salumi e carni della tradizione locale.

Curiosità e interesse tra il pubblico e uno speciale ringraziamento a Marco Passarelli, Onav Milano, per aver curato la parte organizzativa.

Dalla nostra inviata Vittoria Rosapane