Aziende vinicole al tempo del Covid 19: la tenacia de La Piotta in Oltrepò Pavese

L’ONAV spesso collabora con aziende del territorio per organizzare corsi in cantina e in vigna, così abbiamo chiesto a Luca Padroggi de La Piotta, a Montalto Pavese di raccontarci qualcosa di sé e di come sta vivendo questo momento particolare. 

L’az. agr. nasce nel 1985 da una famiglia dedita da generazioni al mondo vitivinicolo, attualmente ha una superficie di 15 ettari vitati; la produzione annua è di circa 90.000 bottiglie e l’intero ciclo produttivo avviene in loco ed è personalmente curato dalla famiglia Padroggi. 

Dopo molti anni di coltivazione a basso impatto ambientale, dal 2005 si è arrivati a certificare i vini “da agricoltura biologica”, con eliminazione di pesticidi, insetticidi, erbicidi e concimi di sintesi chimica in tutte le fasi di lavorazione, produzione, trasformazione e conservazione del prodotto, allo scopo di renderlo più genuino e naturale.

“La Piotta –  ci racconta Luca –  è stata fondata da mio nonno Luigi insieme al mio papà Gabriele e mio zio Mario, poi negli ultimi anni siamo entrati anche io e mio cugino Enrico. Negli anni abbiamo ospitato le lezioni dei corsi di approfondimento Onav, sicuramente questo è stato per noi un motivo di orgoglio, in primis per essere stati scelti e poi perchè ci permetteva di far conoscere la nostra realtà e la nostra filosofia a molti appassionati”.

Com’era la situazione prima del Covid?

Diciamo che le attività della nostra azienda, come per tante altre prima di questo problema a livello generale, erano le classiche: dalla campagna con i suoi vari cicli alla preparazione dei vini e la gestione del magazzino per quanto concerne la cantina. Queste due attività sono rimaste invariate, soprattutto quella della campagna, perchè quella non si può fermare….invece in cantina i ritmi sono più blandi.

Onestamente stiamo lavoricchiando, soprattutto grazie alla GDO e ai privati, da quelli che imbottigliano lo sfuso alle consegne a domicilio, però con la chiusura del mondo Horeca, come si può ben immaginare, le vendite sono molto calate, di conseguenza anche il lavoro. Dal punto di vista commerciale si sta cercando di trovare nuovi clienti per essere il più pronti possibile alla riapertura e di colmare quindi il calo di fatturato di questi mesi.” 

I vini de La Piotta sono tipici dell’Oltrepò Pavese: dallo spumante al passito, da Pinot nero, Barbera e Croatina al Müller Thurgau; era attivo il servizio di accoglienza per la degustazione, accompagnata da prodotti locali.

Quando è arrivata l’emergenza, qual è stato l’impatto?

I primi giorni sono stati veramente difficili, perchè si è bloccato tutto di colpo: anche i clienti privati, penso impauriti, non ordinavano. Poi ci siamo subito attivati con il sito di shop on-line, che comunque era già presente, ma che abbiamo iniziato a promuovere, poi a contattare i nostri clienti storici, offrendo loro la possibilità della consegna gratuita dei nostri vini. La GDO è un mondo particolare, perchè ci sono insegne che hanno perso molto, anche il 60%, per quanto riguarda i nostri prodotti, e invece altre che stanno tenendo bene le vendite. Sicuramente ci sono più tempi morti durante alcune giornate che in primis sono stati utilizzati per portare avanti lavori che di solito si tralasciano e poi ci hanno permesso di avere tempo per pensare al dopo.”

Progetti per il futuro?

Il futuro è come una monetina: prevederlo è molto difficile perché sicuramente il mondo, le abitudini e la vita cambieranno in generale. Nel nostro settore ci sarà da capire soprattutto come il mondo Horeca ripartirà, quali restrizioni avranno i ristoranti, i bar e quanti di loro riapriranno e sopravviveranno; purtroppo bisogna guardare in faccia alla realtà.

Sicuramente le vendite on-line avranno, com’è avvenuto di fatto, un aumento molto importante, penso che questo sarà un fattore che si protrarrà per lungo tempo, quindi il consumo di vino ci sarà. Secondo me sarà sicuramente in forte calo perchè il vino è festa e convivialità, se mancano quelle manca tanto altro.  Vedremo, i progetti erano molti e ad oggi sono tutti fermi. I sogni adesso sono rinchiusi nel cassetto: per il momento il più è non fallire e riuscire ad andare avanti. Stiamo stringendo i denti per poter magari portare a compimento progetti in corso d’opera. Posso solo dire che sicuramente un desiderio e una soddisfazione sono fare in modo che la nostra azienda sia riconosciuta come un’azienda di qualità. Per il resto, ci penseremo”.  

Vittoria Rosapane

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