Barolo, Barbaresco e Roero a Milano: eccellenze piemontesi in degustazione

Si è tenuta, presso l’Hotel Michelangelo di Milano, la manifestazione Barolo, Barbaresco e Roero, promossa dall’associazione Go Wine, che anche quest’anno ha rinnovato un appuntamento gradito al pubblico milanese e ormai diventato una meta fissa per gli amanti della grande qualità vinicola piemontese. Qui, oltre a degustare le ultime novità e qualche annata precedente, è possibile scambiare due chiacchiere direttamente con i produttori di aziende sia storiche sia più recenti, ed è interessante come, ascoltando le loro parole mentre si assaggia il loro vino, si possano cogliere e comprendere meglio quelle caratteristiche che rendono unico e inconfondibile lo stile di ciascuna.  

Se il vino è espressione del territorio, racchiude comunque in sé anche, in qualche modo, una parte della personalità di chi lo produce: proprio alla luce di questo aspetto si è svolto il nostro percorso degustativo a partire da G.D. Vajra, un’azienda nata nei primi anni 70 a Barolo per volontà del quindicenne Aldo, come ci racconta la figlia Francesca, e che prende il nome, proprio per problemi legati alla maggiore età, dal nonno Giuseppe Domenico.  In un’epoca in cui le campagne si svuotavano di braccia per raggiungere il miraggio di un lavoro meglio pagato e meno faticoso a Torino, Aldo fa una scelta controcorrente e si dedica alla vigna, con il chiaro obiettivo di dar voce al territorio, preservando le varietà vinicole, e di perseguire la qualità. 

Il ventaglio dei vini Vajra, tutti connotati da un’impronta elegante ed equilibrata, che dà risalto alla croccantezza e vivacità del frutto, si apre con il Langhe Riesling 2017, da vigne di oltre trent’anni; segue il Dolcetto Coste & Fossati 2017, varietà che ha la caratteristica di cambiare il colore del picciolo, diversamente dal Dolcetto classico. Segue la Freisa, vitigno clone del Nebbiolo, che viene presentata per la prima volta da Aldo Vajra nella versione ferma alla fine degli anni 90: una vera sorpresa nel panorama vitivinicolo e da qui il nome Kyé. Nell’ambito dei Barolo Francesca espone una nuova entrata: Costa di rose, profondo e fruttato, che si affianca ad Albe e al prodotto di punta Bricco delle Viole, tutti 2015; completa la linea il Barolo Baudana 2015, espressione della volontà di perpetuare l’azienda di Luigi Baudana, i cui vigneti si trovano a Serralunga, affidata a Vajra dal gennaio 2009. 

In un simile contesto impossibile non assaggiare i Barolo di Giovanni Sordo, altra azienda storica situata a Castiglione Falletto: sono vini potenti e strutturati, dove il frutto si integra in un bouquet estremamente ampio, in cui gli aromi terziari sono evidenti; tra gli otto cru prodotti spicca per finezza e verticalità il Perno 2014, della zona di Monforte d’Alba. Accanto alle diverse interpretazioni di Barolo di Mauro Veglio a La Morra, con i cru Gattera e Castelletto annata 2015, il primo caldo e intenso, il secondo più duro e aspro, con un sentore balsamico che richiama anche l’anice, il Barolo Margheria 2014 e Margheria Riserva di Franco Boasso a Serralunga d’Alba aggiungono invece una nota di raffinatezza, a livello di trama tannica, alla polposità del frutto. Si cambia invece registro con l’azienda Negro, situata a Monteu Roero (CN): Giovanni, il titolare, soprannominato il re del Roero, presenta in degustazione un Roero Riserva Ciabot San Giorgio, il Barbaresco Basarin e il Barolo del comune di Serralunga d’Alba, tutti annata 2015, tre declinazioni di un nebbiolo più selvatico e diretto, ancora da domare e che ben si prestano ad accompagnamento di piatti di carne sostanziosi. 

A chiusura di questo breve viaggio nelle Langhe e Roero, è impossibile tralasciare Dosio Vigneti di La Morra, presente con l’enologo Marco Dotta, e l’azienda Le Strette di Novello: dal primo si assaggiano con piacere la Barbera d’Alba Superiore 2016, nonché i Barolo Fossati (in anteprima per Go Wine) e Serradenari, entrambi 2014, fiori all’occhiello della cantina caratterizzati da grande potenza e misura dei sentori di affinamento in legno; Le Strette si distingue invece per i vini freschi ed eleganti, come il Barolo Corini-Pallaretta 2015 o la Nascetta 2016, cru del comune di Novello, vitigno autoctono a bacca bianca, dai fini sentori floreali ed erbacei, recuperato negli ultimi anni proprio da questa azienda. 

Vittoria Rosapane