4 dicembre 2017

Cannonau in degustazione ad ONAV Ogliastra

La delegazione Onav dell’Ogliastra ha deciso di dedicare due giornate di approfondimento alle tematiche legate al vino Cannonau con lo scopo di migliorare le conoscenze tecniche che coinvolgono la degustazione di questo vino. La prima di queste giornate si è svolta lo scorso 17/11 a Tortolì e ha visto la partecipazione di circa 30 persone tra onavisti e appasionati di vino. Uno degli aspetti più intriganti del Cannonau è che essendo una denominazione di origine della Sardegna (con le sotto denominazioni di Oliena, Jerzu, e Capo Ferrato) apparentemente questo vino sembrerebbe avere un’unica connotazione nelle sue declinazioni classiche che vanno dall’aspetto visivo a quello olfattivo-degustativo.

Ora é ormai noto come il clone, l’altimetria piuttosto che l’esposizione al sole, giochino un ruolo importante sui parametri enologici che definiscono molti aspetti sensoriali naturalmente a parità di tecnologia enologica. Per questi motivi in questo percorso intrapreso dall’ONAV Ogliastra, ci è stato utile il confronto proprio con Gilberto Arru che da circa 40 anni segue le evoluzioni dell’enologia sarda ed in particolare del cannonau. Secondo Arru non esiste un “testimone” cannonau, a cui attribuire un determinato colore profumo e gusto identificativo di un territorio, se non addirittura identificare univocamente il Cannonau in linea assoluta a livello sardo. Questo aspetto in parte è stato già messo in evidenza dal lavoro sula zonazione del Cannonau svolto circa una decina di anni fa proprio in Ogliastra e più in particolare nel territorio di Jerzu.

La serata di approfondimento sul Cannonau, non ha avuto quindi la pretesa di individuare quali caratteristiche debba avere un cannonau inserito in un contesto specifico territoriale, ricordando che trattasi di vitigno dotato di innumerevoli tipologie di cloni, bensì di valutare le caratteristiche univoche e peculiari di ciascun vino Cannonau, legate possibilmente al territorio di origine, intendendo così esaminare le variabili delle singole cantine, a partire dal colore del vino, tema centrale della serata.

Con queste premesse, la degustazione è stata affrontata sotto un nuovo punto di vista, più specifico e interessante: sono stai considerati 5 Cannonau, provenienti da 5 aree differenti della Sardegna e prodotti nel 2015, dando risalto all’importanza del colore del vino, inteso come fonte di sensazioni e intuizioni che permettano di prevedere cosa ci si può aspettare dai restanti due sensi di valutazione dello stesso, olfatto e gusto.Quindi il colore quale sentinella o portavoce dei sapori che si andranno a conoscere e valutare. I colori dei cinque Cannonau assaggiati, sono risultati sensibilmente differenti così come sensibilmente differenti sono stati gli odori e i sapori relativi, a conferma di quanto sopra esposto.

In degustazione:

Violante de Carroz – Cannonau – Cantina d’Ogliastra Corona de Logu (Tortolì) – 2015. Vista: colore rubino scarico, unghia violace. Olfatto: profumo fresco, frutti rossi giovani. Gusto: buona acidità, tannini morbidi, giovani, eccessivo sentore di alcool.

Cannonau di Sardegna – Cantina Sella e Mosca (Alghero) – 2015.Vista: colore rubino carico, unghia violacea.Olfatto: profumo netto di more, confettura. Gusto: acidità non alta e tannini molto equilibrati.

Cannonau di Sardegna Anzenas (Cantina Dolianova) –2015. Vista: colore rubino carico o violaceo molto intenso.Olfatto: nota tostata tipo caffè, cioccolato nero.Gusto: acidità minima, domina il tannino, vino corposo.

Cannonau di Sardegna – Cupanera (Azinda agricola Giuliana Puligheddu, Nuoro) – 2015.Vista: rubino scarico, unghia scarica violace. Olfatto: sentore vegetale, floreale (gerani), pizzicore da alcool. Gusto: alta acidità, tannini molto bassi, domina il sentore di alcool, persistente.

Cannonau di Sardegna – Vigna di Isalle (Cantina Sociale di Dorgali) – 2015.Vista: colore violaceo, rubino acceso.Olfatto: sentore di erba fresca molto intenso, floreale sardo. Gusto: buona sapidità, un amaro morbido con tannini bassi, equilibrato.

Laura Mameli

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