Cantina Aldeno apre le porte agli aspiranti assaggiatori ONAV

Dopo la Grande Guerra tra il decennio ’20 e ’30 del secolo scorso, in Trentino si completa il rinnovo dei vigneti a seguito dell’attacco fillosserico, che peraltro si era rivelato tardivamente con i primi focolai riscontrati nel 1907. In una serie di contributi di enologi e agronomi apparsi nei primi anni ’30 e poi definitivamente sistematizzati nell’immediato secondo dopoguerra nella Carta Viticola, la zona di Aldeno, in destra Adige, pochi chilometri a sud di Trento ma ricompresa nella parte più settentrionale della Vallagarina, è indicata come zona in cui privilegiare il Merlot. Ed effettivamente tra Aldeno e Nomi, poco più a sud, questo vitigno finirà per il caratterizzare nei decenni successivi la viticoltura locale. E non a caso proprio ad Aldeno sono state organizzate una ventina di edizioni di Mondo Merlot un concorso enologico internazionale dedicato al frutto di questo vitigno.

Principale espressione della viticoltura locale è la Cantina Aldeno, una cantina cooperativa, che trae la sua storia dalla fusione avvenuta nel 1972 di due storiche cantine cooperative operanti entrambe in paese: la Cantina Sociale di Aldeno, fondata nel 1910 su ispirazione del movimento cattolico, e l’Unione Vinicola Aldeno, nata qualche anno più tardi e che si richiamava alla tradizione trentina delle Leghe. Oggi Cantina Aldeno può contare sul lavoro di 378 soci che lavorano circa 330 ettari di terreni vitati con un incantinato medio annuo di circa 50 mila quintali. I conferimenti non sono limitati al paese di Aldeno, ma si estendono da Trento sud a Rovereto nord, con propaggini in sinistra Adige soprattutto a Besenello per la produzione del Castel Beseno, un Trentino Superiore da Moscato Giallo, e in quota fino a Cimone lungo la valle del torrente Airone, dove prevale il Müller Thurgau.

Alle soglie del secondo millennio anche questo territorio, al pari del resto del Trentino, ha dovuto fare i conti con il progressivo imporsi dei vitigni a bacca bianca. Il 70% dei conferimenti sono infatti uve a bacca bianca, una percentuale peraltro inferiore al dato medio provinciale, indice di come la Cantina continui a riservare un’attenzione particolare al Merlot e ad altri rossi importanti. Accolti dall’enologo Stefano Paternoster, winemaker della Cantina Aldeno, gli aspiranti assaggiatori ONAV hanno potuto visitare la cantina e conoscere meglio alcune scelte tecnologiche e produttive praticate. L’uso ad esempio, mai dismesso, delle vasche di cemento, e non solo dei serbatoi di acciaio. L’uso sapiente e complementare per i grandi rossi di barrique e tonneaux accanto alle più capienti botti di Slavonia.

Un’attenzione particolare è stata posta da Stefano Paternoster alle scelte praticate dalla Cantina di specializzarsi in una nicchia particolare per la produzione di vini biologici e biovegani (sono ben 11 le referenze bio vegan proposte), che per questo segmento di mercato costantemente in crescita, oggi la colloca tra le realtà più significative a livello provinciale.
Circa l’80% del vinificato è conferito in Cavit, il Consorzio di secondo grado delle cantine cooperative aderenti, una quota inferiore alla media delle altre consorziate. Indice di come Cantina Aldeno sia impegnata nella produzione e vendita diretta dei propri vini, in Italia e all’estero: sia la linea dei “Vini esclusivi”, che presentano tra gli altri ben 5 referenze di metodo classico Trentodoc; che le 12 referenze della linea “Athesim Flumen”, intesa come particolare espressione di territorio; oltre ovviamente alla linea bio vegan. Non a caso tra le varie certificazioni conseguite dalla Cantina anche la BRC Global Standard for Food Safety, originata da un gruppo di retailer britannici, ma ora con una valenza internazionale, finalizzata ad assicurare qualità e sicurezza dei prodotti alimentari, presupposto per chiunque voglia esportare.

A conclusione della serata due assaggi che ben compendiano la filosofia produttiva della Cantina Aldeno. Il Trentodoc Brut Altinate Blanc de Blanc Bio Vegan, 100% Chardonnay di alta collina, con minimo due anni di permanenza sui lieviti, fresco, agrumato, con sentori di fiori e una nota di nocciola e dalla buona persistenza. E il Trentino doc Superiore Merlot Riserva 2015, affinato lungamente in legno grande e piccolo, per un vino dai tannini morbidi, con il frutto di cliegia e ribes ben marcati, fusi in sensazioni di liquirizia e spezie dolci, dalla vaniglia alla cannella.

Gianfranco Betta

40 thoughts on “Cantina Aldeno apre le porte agli aspiranti assaggiatori ONAV”

  1. Pingback: discount cialis
  2. Pingback: generic for viagra
  3. Pingback: prices of cialis
  4. Pingback: viagra for sale
  5. Pingback: viagra generic
  6. Pingback: top erection pills
  7. Pingback: ed pills gnc
  8. Pingback: cialis online
  9. Pingback: canada pharmacy
  10. Pingback: generic cialis
  11. Pingback: vardenafil
  12. Pingback: casinos
  13. Pingback: cheap viagra
  14. Pingback: cheap cialis
  15. Pingback: cash payday
  16. Pingback: pay day loans
  17. Pingback: viagra pills
  18. Pingback: cialis generic
  19. Pingback: generic for cialis
  20. Pingback: gambling game
  21. Pingback: Bovada
  22. Pingback: cialis generic
  23. Pingback: cialis internet
  24. Pingback: cialis 5 mg
  25. Pingback: cialis generic
  26. Pingback: what is viagra

Comments are closed.