Con la vendemmia 2020 nasce il progetto “Chateau in città” di Bibi Graetz

Fiesole, piazza Mino, mattina. Sotto gli sguardi stupiti e divertiti di passanti e turisti (quelli che stanno cominciando a tornare), trattori con rimorchi scaricano cassette ricche di grappoli dai chicchi belli gonfi sulla terrazza di quello che un tempo era il Blu Bar dove una decina di operai si allineano indaffarati ai lati di due nastri trasportatori.

Due, certo: la scelta deve essere minuziosa, si lasciano solo i chicchi “buoni”. Il passaggio successivo è alla macchina che diraspa ma qualche piccolo tralcio di vegetale resta e va tolto. A mano, sul nastro. Niente si lascia al caso. Non per nulla, su questi nastri prende avvio il processo che porterà alla nascita di due vini “top”: il Testamatta e il Colore, i pluripremiati rossi (vedi scheda a parte) della Maison Bibi Graetz. Qualche sguardo, per i più navigati, si concentra anche sui grandi cartelli con i Qr Code da cui entrare nel mondo virtuale di Bibi Graetz.

Il progetto

Prende così corpo, pur tra le difficoltà e con i comprensibili ritardi scaturiti dall’emergenza sanitaria dei mesi scorsi, il “sogno bordolese”, il progetto dello “Chateau in città” annunciato un anno e mezzo fa dal dinamico vigneron e artista Bibi Graetz: il trasferimento in una residenza cittadina della “casa” di due grandi cru, eccellenze dell’intera enologia toscana, appunto il Testamatta e il Colore. Al Castello di Vincigliata restano la campagna e le vigne da dove, con un viaggio brevissimo – in linea d’aria la distanza è di appena 1 km, al di là del cocuzzolo di Monte Ceceri – arrivano le uve destinate a bottiglie ormai famose in tutto il mondo. Qui, allo Chateau urbano.

Un concept nuovissimo per la Toscana e per l’Italia, appunto sullo stile delle grandi maison francesi. Tutto in un luogo, la dimora di famiglia e là sotto le cantine di vinificazione e la barricaia, con gli uffici e la logistica in piazza Mino. Ai piani superiori nascerà una foresteria per gli ospiti dell’azienda. Gli spazi dell’ex Blu Bar saranno organizzati e attrezzati per l’accoglienza di enoturisti e appassionati in vena di particolari wine experiences. Non manca la sala degustazioni e la terrazza panoramiche su Firenze per i clienti esclusivi.

Fiesole – spiegava un anno e mezzo fa Bibi Graetz – è il luogo dove il mio sogno sul vino è cominciato, dove anche io sono nato. È stato naturale in fase di decisione cercare un luogo all’interno del Comune perché sono particolarmente legato a questa città a cui devo molto. Quando ho saputo che questa bellissima proprietà nella piazza principale era stata messa in vendita non ci potevo credere e ho visto immediatamente la nuova casa per Testamatta e Colore. Poi come si può non innamorarsi di questa vista.

D’altra parte – continua – sentivo che era giunto anche il momento di fare una nuova cosa, di lanciarmi in una nuova avventura, di prendere il volo perché nel Castello non avevo più la possibilità di crescere, di svilupparmi, ma volevo in ogni caso restare vicino, per mantenere stretto il legame tra l’attività e la vita quotidiana della famiglia. Anche se, ovviamente, è difficile replicare la bellezza di Vincigliata”.