Consorzio Valtènesi, a Vinitaly l’anno zero del Vino Rosa Italiano

Chiamatelo Vino Rosa. E’ l’appello lanciato a Vinitaly dal Consorzio Valtènesi sulla scorta della recente costituzione di Rosautoctono, il nuovo Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano nato a Roma il 26 marzo dalla partnership con altri cinque consorzi di tutela di grandi rosati Doc italiani da uve autoctone (Chiaretto di Bardolino, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel Del Monte e Salice Salentino e Cirò). Il neonato organismo ha debuttato in questi giorni proprio a Vinitaly con la sua prima uscita ufficiale nel padiglione 4- stand G3 nel quale è naturalmente presente anche il Consorzio Valtènesi.

“Siamo davvero orgogliosi di aver contribuito alla nascita di un organismo che sta suscitando grandi aspettative – ha spiegato ieri a Verona il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago -. Stiamo lavorando a questo progetto da oltre un anno: ora ci siamo dati una forma istituzionale dettando le linee guida per strutturare il progetto nel migliore dei modi. Le sei denominazioni puntano prioritariamente a fare promozione congiunta: insieme rappresentiamo una massa critica da 25 milioni di bottiglie che può autorizzare un pensiero più ambizioso di valorizzazione per far crescere quella quota di consumo di vino rosa che da noi è in aumento ma ancora confinata tra il 6-7% del totale nazionale: puntiamo ad arrivare tanto per cominciare ai livelli della percentuale mondiale, tra il 9-10%. Sognando magari la Francia dove su 100 bottiglie di vino fermo consumate 33 sono rosa, 48 rosse, 19 bianche. Ma fra i nostri obbiettivi ci sono anche formazione e ricerca per far crescere la cultura del vino rosa italiano.:”.

La nascita del nuovo Istituto ha fatto anche da volano per il rinnovo dell’immagine del Consorzio Valtènesi, presentata in anteprima a Vinitaly e commissionata all’illustratore Gianluca Folì, che ha interpretato la filosofia Valtènesi con cinque immagini a tenuti tinte rosa legate ad altrettanti temi: il vitigno Groppello, vera esclusiva enologica della Valtènesi, il metodo produttivo codificato a fine Ottocento dal senatore Pompeo Molmenti, il patto tra generazioni (la quasi totalità delle aziende di Valtènesi sono a struttura famigliare), il contesto geografico (Mediterraneo tra le Alpi) e il “buon vivere” tipico del Garda che porta sempre nel bicchiere un pizzico di atmosfera da dolce vita.

Con questo nuovo look il Consorzio Valtènesi scalda ora i motori per la dodicesima edizione di Italia in Rosa, in programma dal 7 al 9 giugno al Castello di Moniga del Garda (Bs) con un parterre di oltre 150 cantine da tutta Italia e più di 220 vini rosa in degustazione. Numeri che confermano la storica rassegna gardesana come la più grande ed esaustiva vetrina internazionale dedicata ai vini rosa operativa oggi in Italia.

“Siamo all’anno zero del vino rosa italiano – ha detto il direttore del Consorzio Valtènesi Carlo Alberto Panont -. Speriamo che da oggi tutti i comunicatori vogliano unirsi a noi nell’obbiettivo di usare un termine, vino rosa appunto, che accomuna prodotti diversi dal Garda all’Abruzzo per arrivare alla Calabria”.

Mappa Rosautoctono