ONAV Trento: corso per Aspiranti Assaggiatori ONAV con il direttore Francesco Iacono

E’ iniziato presso la sede di Cavit a Trento il corso per aspiranti assaggiatori alla presenza del neo direttore ONAV Francesco Iacono e del delegato provinciale Luca Miorandi. Non è casuale la scelta di inaugurare il corso presso questo Consorzio di secondo grado, dal momento che Cavit – come ha affermato il responsabile del laboratorio enologico Fabrizio Marinconz che ha accolto i corsisti – riunisce 10 cantine sociali cui fanno capo circa 4.500 viticoltori, con una raccolta complessiva superiore alla metà dell’intera produzione trentina; un fatturato annuo che sfiora i 191 milioni di euro, in costante crescita negli ultimi anni grazie al ruolo largamente maggioriatario dell’export che pesa poco meno dei quattro quinti del totale fatturato; sei linee diverse di produzione, con un’attenzione costante alla qualità, potendo contare su circa 200 cru selezionati in tutto il territorio provinciale, grazie ad un attento e puntuale lavoro di zonazione completato già da alcuni anni.

Per il neo direttore ONAV è stato anche un tuffo nel proprio passato. In Cavit infatti Francesco  Iacono ha mosso i primi passi della sua carriera professionale collaborando come enologo ricercatore alla definizione dei primi progetti qualità attivati da Cavit in collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ora Fondazione Edmund Mach. Dopo aver succintamente spiegato come e perchè è nata ONAV,  gli obiettivi perseguiti, le attività già messe in campo, e i nuovi progetti in cantiere, fornendo ai corsisti una panoramica chiara dell’Organizzazione, Francesco Iacono ha teso ad evidenziare come la viticoltura rappresenti storicamente un fattore insieme colturale e culturale, ma nel contempo rivesta anche degli importanti risvolti economici. Sia per l’Italia, che negli ultimi tre anni si è rivelata  il principale produttore di vino nel mondo (fonte OIV), superando la Francia, con l’export del vino a rappresentare la voce principale della bilancia commerciale riferita all’agroalimentare.  Come pure per gli altri Paesi produttori, ad iniziare dalla Francia, che pur figurando, come volume, solamente terza tra i Paesi esportatori di vino, è di gran lunga il primo come valore dell’export.

Indice di una capacità più che secolare di organizzazione di sistema e di promozione, capace di alimentare uno storytelling efficace riguardante le proprie aree viticole, il che inevitabilmente si riflette sul prezzo finale della bottiglia, con il risultato di garantirsi delle marginalità ben maggiori rispetto agli altri competitor, a parità di qualità espressa. Come pure sono stati richiamati alcuni fenomeni di mercato che impattano inevitabilmente sul futuro della vitienologia del vecchio continente: la continua contrazione del consumo di vino, che investe soprattutto i Paesi di più antica tradizione come l’Italia; il ruolo via via crescente assunto dalle viticulture del Nuovo Mondo; l’affacciarsi prepotente della Cina, che rappresenta oggi il secondo Paese con la maggiore area vitata, e la prospettiva di raggiungere il primato entro pochissimi anni; la necessità di distinguere tra i principali Paesi importatori di vino la quota rappresentata dall’imbottigliato, ovviamente a maggior valore aggiunto, piuttosto che la quota di vino sfuso, ben esemplificati il primo dagli Stati Uniti, che è anche il principale consumatore di vino al mondo, e il secondo dalla Germania. Tanti esempi che hanno fatto riflettere i corsisti e permesso di vivificare dei dati statistici altrimenti aridi.

A conclusione di questo incontro introduttivo un brindisi propiziatorio per il buon esito del nuovo corso con il Trentodoc Altemasi Riserva Graal 2010 di Cavit. 

Gianfranco Betta