Covid 19. Testimonianze da “Fidelity”: la Vineria di via Stradella

La Vineria di via Stradella a Milano è da alcuni anni un punto di ritrovo per gli appassionati

e anche per alcune associazioni del settore, grazie anche all’atmosfera pacata e serena del locale e alla possibilità di degustare all’aperto in un grazioso giardino, oltre all’interessante e molto personale scelta dei vini.

Anche nella ristorazione offerta, pochi e gustosi piatti a pranzo e a cena, grande attenzione era prestata alla scelta degli ingredienti e a chi soffriva di intolleranze, offrendo sempre un’alternativa.

Davide Luppi, che coordina il traffico enologico della Vineria, insieme al papà, che lo supporta in cucina, ci ha raccontato brevemente la sua esperienza, come vive il momento attuale e le sue aspettative per il futuro.

“Mi sono avvicinato al mondo del vino da pochi anni dopo una decennale esperienza come libraio. Un mestiere effettivamente un po’ romanticizzato, a mio parere, perchè la verità è che, al netto di consigli e letture, il mio stipendio lo dovevo alla Dieta Dunkan e ai romanzi di Volo. Così ho imparato da quel lavoro ad essere meno snob, a non confondere la mia bolla sociale con la realtà: infatti cerco di applicare quello che ho appreso dal commercio dei libri anche a quello del vino. Sempre di “consumi culturali” si parla, al di là delle differenze di recezione delle due cose”.

Qual era la filosofia della Vineria prima del Covid 19?

“La nostra attività era focalizzata quasi esclusivamente sulla somministrazione e sulla convivialità di cui vino e cibo sono pretesto e accompagnamento. A questo si univano degustazioni e corsi di avvicinamento al vino. Esisteva una grande curiosità sul tema della cultura del vino da parte del pubblico.”

Davide organizzava molte serate in collaborazione con professionisti anche su temi insoliti, come ad esempio sulla Schiava e il suo potenziale di invecchiamento: sempre curioso e attento, nonostante il suo recente ingresso nel mondo del vino, frequentemente capitava di incontrarlo a fiere ed eventi di Milano a cui partecipava quando il lavoro in Vineria glielo permetteva.

Come vivi questo momento così particolare?

“Evidentemente l’attuale emergenza e quello che ne seguirà nel breve e medio termine ci costringerà a cambiare approccio. In questo momento ci stiamo dedicando esclusivamente alla vendita d’asporto e al Delivery; nei mesi a venire immagino dovremmo indirizzarci sulla divulgazione e sulla vendita piuttosto che su quello della “festa”. Un po’ triste, ma supereremo anche questa fase, ne sono convinto: l’uomo è una bestia da branco, fortunatamente”.

Davide non si è comunque perso d’animo: è molto attivo sui social, in particolare Facebook, dove organizza incontri coi produttori in diretta e degustazioni alla cieca, oltre a postare foto dei vini in catalogo.

Un sogno nel cassetto?

“Mi piacerebbe fare ricerca più di quanto i tempi della Vineria mi permettano, di conseguenza mi piacerebbe avere un rapporto molto più diretto con i produttori che propongo in negozio”.

Vittoria Rosapane

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