Covid 19: testimonianze da “Fidelity”

Il settore della ristorazione è indubbiamente il più colpito dalla serrata imposta dall’emergenza sanitaria di queste settimanee Milano soffre particolarmente della situazione.

Abbiamo intervistato Marco Stano, una figura ben nota agli appassionati di vino, gestore di enoteche molto conosciute e frequentate a Milano: Hic Boutique di via Sidoli, Hic Bistrot di via Spallanzani 26, nonchè del nuovissimo Hic Lab di via Savona.

Ci confessa innanzitutto di aver compiuto 50 anni in piena pandemia, un’occasione però per guardare indietro, osservare il momento attuale e rivolgersi al futuro.

Come è nato il tuo interesse per il vino?

“La passione e’ nata da una grossa sconfitta nel non riuscire, in un wine tasting alla cieca, a riconoscere alcun vino dalle sue caratteristiche organolettiche! Da li e’ partito tutto, il corso alla Cantina di Manuela, quello per sommelier AIS, le collaborazioni gratuite con aziende del settore. Dopo dieci anni mi ritrovo con tre locali di cui l’ultimo vuol essere il punto d’incontro tra domanda ed offerta specializzata di settore, un vero e proprio laboratorio, da qui il nome: Hic Lab. A breve inoltre apriremo anche Hic Online, il nostro e-commerce.”

Prima del Covid come procedeva la tua attività?

“Lavoravamo a 360 gradi nel mondo del vino con due soli scopi: fare cultura e far star bene; credo che ciò si percepisse e si realizzasse in tanta gente che affollava le nostre serate.

Io e il mio staff eravamo in fase di continua ricerca, sperimentazione, contatto, collaborazione con tutti gli attori del settore. Produttori, distributori, grossisti, clienti finali, comunicatori, consorzi e le stesse scuole, per noi erano tutti importanti, così come le associazioni di settore: sconti per Ais, serate con Fisar, confronti e contatti continui con ONAV.“

E con l’arrivo della pandemia?

“Il Covid ci e’ precipitato addosso, come a tanti: iniziali sentimenti di inconsapevolezza si sono poi mescolati a un senso di grande responsabilità; siamo passati da incassi record di sabato 7 marzo a zero di domenica 8 e poco piu’ di zero in questi giorni. Ci siamo necessariamente organizzati per un congelamento di tutto, abbiamo messo in piedi dei corsi da fare online, per cui acquistando il nostro vino si ha diritto ad un corso di degustazione.

Partiremo con l’e-commerce lunedi 20 Aprile, ma siamo molto, molto lontani dai numeri pre-Covid: perché abbiamo “sospeso” un valore importante.”

Progetti per il futuro?

“Siamo in attesa, perenne, di decisioni altrui, ci adegueremo. La filosofia aziendale restera’ la stessa: fare cultura e far star bene, bisogna vedere come, quando e quanto, sono variabili imprescindibili. Questa e’ sicuramente una cosa talmente piu’ grande di noi che credo che l’atteggiamento migliore sia prudenza e sicurezza. Torneremo, sicuramente.”

Un sogno nel cassetto?

“Portare a compimento lo scopo del terzo locale: mi piacerebbe che Hic Lab, aperto davvero da pochissimo – Novembre 2019 – diventasse un luogo professionale del vino, dove far convergere tutti i principali attori della filiera, dargli anzi un respiro internazionale. Vorrei che diventasse uno spazio dove fare sistema, creare opportunita’ e venderle all’estero. Ci vorranno degli anni, lo so, ma credo che questo luogo manchi, tuttavia sono anche convinto che i tempi siano maturi per crescere in questo senso. E poi aprire altri 100 Hic nel mondo!”

Grazie Marco e in bocca al lupo, a te e ai tuoi collaboratori

Vittoria Rosapane

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