Dai Colli Euganei all’Alta Marca Trevigiana, ONAV Novara

Particolarmente interessante la serata organizzata dalla sezione O.N.A.V. di Novara nel Padiglione Crespi dell’Istituto della Provvidenza di Ghemme.

Imperniata sulla degustazione di vini della zona del Prosecco si è voluto spaziare anche nella zona dei Colli Euganei dove con lo stesso vitigno il vino è denominato Seprino; su quei colli inoltre si produce un ottimo spumante dolce denominato Fior d’Arancio. Il relatore Alberto Sebastiani sommelier e vice delegato della sezione ONAV di Novara ha presentato una dotta relazione con molte citazioni storiche. I Colli Euganei emergono dalla pianura veneta “come scogli nel mare”. Molte leggende si raccontano in questo territorio, la più nota è quella di una povera contadina e dell’Imperatrice Berta, moglie di Enrico IV di Germania che ha contribuito alla diffusione del famoso detto: “È finito il tempo in cui Berta filava”.

Colli Euganei Platea 2 (1024x768)Tra i vini prodotti sui Colli Euganei spiccano il Serprino, vino bianco frizzante che si può definire “fratello” del Prosecco poiché prodotto da uve a bacca bianca della stessa tipologia. La zona di produzione del Prosecco è localizzabile in un triangolo di territorio che ha come vertici Vittorio Veneto, Conegliano e Valdobbiadene. Già i Romani gradivano il vino “Pucino” (in latino Puxinum), prodotto in prossimità di Trieste. Quel vino gli esperti lo classificano come l’odierno Prosecco prodotto in Veneto. Vi sono citazioni dal XV al XVIII secolo, come quella del Malvolti del 1772 o del Conte Maniago che nel suo “Catalogo descrive il Prosecco “Minuto o slungo” classificando l’uva come “Bianca mangereccia da botte ….”. Nel 1863 viene definita: “Bianca da bottiglia e da botte”, varietà il cui vino (Il Pucino o Puxinum) “Vuolsi che fosse tanto amato da Livia Imperatrice” (moglie di Augusto e madre di Tiberio) che veniva coltivato vicino alle foci del Timavo. Livia suggeriva come segreto di longevità un buon bicchiere di vino a pasto, consigliando appunto il “Pucino”. Dalle foci del Timavo la produzione nei secoli si è trasferita nel Veneto, entro le aree già citate.

Il disciplinare di produzione prevede l’utilizzo minimo dell’85% di uva Glera (denominata Seprino sui Colli Euganei) che dona al vino un intenso richiamo agli agrumi (arancia rossa in particolare), ma anche alla mela verde, alla pera williams e ai fiori d’acacia. Nella Glera base spumante la nota agrumata si limita alla scorza fresca del limone. Nei pressi di Valdobbiadene si trova un’area a forma pentagonale comprendente alcuni comuni attorno a Bisol dove il Prosecco prende il nome di Cartizze. È un cru di elevato livello qualitativo. Uno spumante “sontuoso” con un perlage sottile e un gusto morbido e sapido. Al termine della degustazione è stata servita una fetta di ottima veneziana dell’Azienda Galup di Pinerolo; l’abbinamento con il “Fior d’Arancio si è rivelato perfetto.

Colli Euganei Etichette (1024x242)Ben nove i vini proposti in degustazione:
– Colli Euganei DOC Serpino Frizzante biologico – 11% vol. Azienda Mutta
– Vino Frizzante Gino (Prosecco con deposito – 11% vol. Azienda Rive del Bacio
– Valdobbiadene DOCG Brut – 11% vol. Azienda Tanoré
– Prosecco DOC Spumante Brut biologico – 11% vol. Azienda Mutta
– Valdobbiadene DOCG Dry – 11% vol. Azienda Le Bertole
– Valdobbiadene DOCG Dry Supreme – 11,5% vol. Azienda Le Bertole
– Valdobbiadene DOCG Extra Dry (vendemmia 2014) – 11% vol. Azienda Tanoré
– Valdobbiadene DOCG Cartizze Dry – 11% vol. Azienda Rive del Bacio
– Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG Spumante Dolce – 6,5% vol. Azienda Mutta

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