Decanter Awards: il Baratuciat in gran spolvero

Un vino bianco della Valle di Susa, che un tempo si diceva “figlio un dio minore”, è stato premiato con la medaglia d’argento da Decanter Awards, un grande e prestigioso concorso vinicolo riservato ai vini di tutto il mondo. Scorrendo la lista dei vini italiani premiati risulta essere l’unico vino bianco fermo “senza indicazione geografica” premiato nelle prime tre classi di merito (platino, oro e argento).

Il vino premiato è il “Gesia veja” vinificato in purezza con uve Baratuciat, un vitigno autoctono e raro della Val di Susa, senza corrispondenza con altre varietà, come ha confermato l’analisi dei marcatori molecolari del DNA effettuata dalla Dott.ssa Schneider (CNR), prodotto dalla Soc. Agr. Agriforest di G. Bosio di Almese. Giuliano Bosio, titolare dell’azienda, che da sempre crede fortemente nella potenzialità del vitigno, ha visto riconosciuto il suo entusiasmo e lavoro con l’attribuzione del premio.

A caldo ha commentato: “Dopo un primo momento di incredulità, seguito da un’indagine sulla veridicità della segnalazione, ho preso coscienza della autenticità della comunicazione. Con 90 punti, il Baratuciat di Almese si è aggiudicato una delle medaglie d’argento assegnate dalle commissioni d’assaggio dell’inglese Decanter Awards. Quest’anno, ad esempio, i vini degustati e giudicati sono stati circa 17000 e le medaglie d’argento vengono assegnate ex-aequo a scendere partendo dal posto in classifica numero 440, con la motivazione, un vino di alto livello, dalla complessità notevole. Per un vino a base Baratuciat, è un risultato lusinghiero ed eccezionale, considerando che si tratta di un prodotto quasi sconosciuto, che, forse, per la prima volta è stato degustato all’estero. Il merito di questo risultato conseguito dal Baratuciat, non è davvero solo mio, ma va ascritto in primis a tutti quelli che in questi ultimi 15 anni, partendo dal compianto Giorgio Falca, hanno dedicato tempo, risorse ed energie per riscoprire e valorizzare questo meraviglioso e capriccioso vitigno”.

Questo risultato dimostra la grande potenzialità della vitivinicoltura della Valle di Susa (un ecosistema importante per la concentrazione delle biodiversità nel settore viticolo), che oggi si esprime prevalentemente nei vini rossi, in quanto la DOP è riservata solo a questa tipologia, è in itinere la richiesta di revisione del disciplinare includendo due vini monovarietali: Baratuciat per i vini bianchi, Becuet e Avanà per i rossi. Una riflessione: se una giuria internazionale ha valutato molto positivamente un vino “sconosciuto”, questo dimostra la grande potenzialità di questa varietà e la “vocazione internazionale” del prodotto finale.

Il vino premiato presenta un bel color giallo paglierino più o meno carico con tonalità da verde a verdognolo, al naso esprime note di mela verde, ananas e con peculiari sentori erbacei, di eucalipto e di miele di acacia, in bocca equilibrata acidità, sapidità, ampiezza e struttura. Degustazioni di più annate hanno dimostrato ottime potenzialità di invecchiamento, un vino poco soggetto a processi ossidativi nel colore e nella tonalità e al naso i sentori floreali e fruttati si evolvono in eleganti note minerali.

Riferimenti:

Soc. Agr. Agriforest di G. Bosio, Via Avigliana, 37, Almese (To), cell. 3297503934

Ezio Alini