Cantine di San Marzano: il Salento in scena al Ceresio 7

Nello splendido scenario del Ceresio 7, a Milano, le Cantine San Marzano hanno organizzato una degustazione dei loro vini migliori, per valorizzare e far conoscere l’unicità dei loro storici vitigni pugliesi. Durante la serata, si sono potuti, quindi, gustare i piatti vari e ricercati dello chef, abbinati ai vini delle Cantine  del Salento e, al contempo, godere del bellissimo skyline milanese con vista sui grattacieli di Gae Aulenti.

Tra i molti vini in degustazione, ottimo il Bianco Edda, IGP del Salento, prevalentemente Chardonnay con qualche apporto di varietà autoctone locali: vino intenso, color paglierino dorato, con naso profumato di pesca e fiori bianchi, un lieve sentore minerale; grande equilibrio in bocca e gradevole freschezza, con un finale intenso e persistente. In perfetto abbinamento con antipasti a base di vegetali, capperi, sedano, carpaccio di pesce. Notevole anche il Rosè Tramari, da uve di Primitivo, Salento IGP, un vino lieve ma profumatissimo, con sentori di ciliegia e lamponi, profumo di macchia mediterranea. Vino elegante e di carattere, molto equilibrato alla degustazione, creato da vitigni allevati su terreno argilloso e coltivati a spalliera a pochi metri dal mare. Ottimo con gli antipasti, dai gamberi crudi al carpaccio di orata.

Una menzione merita il Liboll, Spumante Extra Dry, da Chardonnay all’80%, Bombino al 10%, Minutolo al 10%, uno spumante ottimo come aperitivo, ma, soprattutto, estremamente caratteristico e unico  nel suo genere, proprio grazie all’apporto dei vitigni autoctoni del Salento; si presenta giallo paglierino con netti riflessi verdolini e manifesta un profumo intenso, gradevole e particolarmente fruttato di pesca bianca; ricco di note floreali di sambuco e aromatiche di salvia, in bocca è fresco e rotondo, ben equilibrato, con notevole personalità. Passando ai rossi, Anniversario 62 Primitivo di Manduria DOP Riserva, da terra rossa calcarea e ferrosa, 18 mesi in barrique di rovere, vino per piatti robusti e carni rosse e  Negroamaro Salento IGP, da vitigni cresciuti su terra rossa, sempre ferrosa e calcarea e coltivata ad alberello, con 12 mesi in barrique di rovere, si manifestano come vini dal colore rosso intenso e dal profumo speziato e persistente, con sentori di ribes nero e frutti di bosco. Sono vini di corpo, con finale lungo e sapido, adatti a primi piatti robusti, selvaggina e formaggi stagionati.

E’, però, il Sessantanni Primitivo di Manduria Dop, il re della serata. Creato da vecchie vigne, il Sessantanni è stato creato nel 2003, come risultato della vendemmia del 2000, come vino che potesse interpretare l’autenticità originaria del Primitivo in chiave moderna; le uve provengono realmente da un vigneto di 20 ettari di oltre sessant’anni,  sito a San Marzano di San Giuseppe, nella zona del Dop Primitivo di Manduria, in suolo di terra rossa, con substrato calcareo e intensa presenza di ossidi di ferro. Primitivo in purezza, l’uva viene raccolta manualmente in avanzato stato di maturazione La macerazione dura 18 giorni e la fermentazione avviene a temperatura controllata a 24-26°.

L’affinamento è per 12 mesi in barriques di legni francesi ed americani. Il vino, definito un’”icona” da Francesco Cavallo, Presidente delle Cantine San Marzano, è, infatti un vino che riesce a mantenere intatte le sue caratteristiche organolettiche per 7 anni. Si presenta come rosso rubino molto carico, con naso ampio, complesso, fruttato ed elegante. Si sentono le prugne, la confettura di ciliegia, la nota di tabacco, una lieve speziatura. Vino di grande corpo, morbido e ricco di tannini. Da carni rosse, primi piatti corposi, formaggi stagionati, selvaggina. Cantine San Marzano, che oggi è una cooperativa leader nel settore vitivinicolo pugliese, venne creata nel 1962 da 19 vignaioli di San Marzano di San Giuseppe che si unirono per valorizzare il loro lavoro. Oggi è una grande realtà che conta 1.200 viticultori per oltre 1.500 ettari di vigneto. Franco Cavallo, Presidente dal 1982 delle Cantine San Marzano, afferma, a tale proposito, che la zona è stata la protagonista di una crescita importante e collettiva, anche grazie al fatto che il Salento è geologicamente e climaticamente una zona unica, arida e di non elevata produttività ma con un terreno estremamente ricco che può produrre un vino molto intenso e di elevata qualità.

Enrica Bozzo

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