Finages de Bourgogne 2^ parte: la Cote-de-Beaune

Quando si conosce un territorio di dieci chilometri di lunghezza a menadito, diventa semplice descrivere le differenze che si riscontrano nel bicchiere fra una cantina ed un’altra a 3 km di distanza. Siamo nella parte sud della Côte d’Or, in Borgogna, e Filippo Volpi non parla di rese/ha, di tecniche di cantina, di biologico o di biodinamico, non ne parla perchè per questi vini è il territorio che dice tutto, è l’elemento uomo che fa la differenza.

Almeno 5 croci generazionali si devono trovare nel cimitero del paese: questo è  il pedigree dei sei Villages e dei due Premiers Crus che l’Onav di Genova ha proposto martedì 28 novembre all’AC Hotel. Due rossi e sei bianchi con un denominatore comune: rappresentare il territorio da cui provengono. Le due ore di narrazione scorrono veloci in una sala attenta ed appassionata, aiutati da mappe cartacee e slides, Filippo percorre da nord a sud la Route Nationale fra Beaune e St. Aubin, addentrandosi verso ovest per raggiungere Auxey-Duresses e St.Aubin. Ciascun vino, a modo suo, è guidato dalla mano del vignaiolo dall’uva alla bottiglia per esprimere il territorio da cui proviene e rappresentare  l’annata trascorsa.Il viaggio virtuale stimola il desiderio di percorrere quella strada in bicicletta per ammirare di persona i luoghi e soprattutto per incontrare quegli uomini e ascoltare i loro racconti.

I primi due vini in degustazione sono  giovani e scalpitanti pinot noir: Beaune 1er Cru Vieille Vigne 2014 – Domaine Albert Morot e un Pommard Village 2011 – Domaine Philippe Bergeret (2 Km separano la cittadina di Beaune dal centro rurale di Pommard), per poi passare ai bianchi chardonnay 100%: Auxey-Duresses 1er Cru LaValle Blanc 2014 – Domaine Roy e Saint Romain Village 2014 – Domaine Germain Pere; gli ultimi quattro portano nomi noti agli appassionati: Mersault Village Tillets 2015 – Domaine Bernard Bonin, Puligny-Montrachet Village 2015 – Domaine Jean-Louis Chavy, Chassagne-Montrachet Village 2015 – Domaine Coffinet-Duvernay e St.Aubin Village La Traversaine 2015 – Domaine Morel Jean-Jacques in conclusione.

Tutti si esprimono già ora ad ottimi livelli e nel tempo raggiungeranno un equilibrio e un’armonia ancora maggiori, pur se non potranno alla lunga competere con i Grands Crus dei climats più vocati (nome che trae origine dalle forti differenze climatiche che li caratterizzano), per i quali dieci anni sono il minimo tempo richiesto per apprezzare appieno la complessità dei terziari che riusciranno ad esprimere. La storia, la geologia e le tradizioni vitivinicole sono le chiavi di lettura che permettono ai partecipanti di comprendere perchè i vini che nascono da queste terre siano fra i più famosi e ricercati al mondo.

Massimo Moltini

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