Fondazione Banfi, Sanguis Jovis

Il progetto della Fondazione Banfi, Sanguis Jovis, nasce nel 2017 con lo scopo di creare un osservatorio permanente sulla valorizzazione del Sangioveseil vitigno più diffuso in Italia e ottavo nel mondo. Realizzano quindi l’Alta Scuola del Sangiovese, con sede nell’Antico Convento Agostiniano di Montalcino e, per renderla immediatamente importante e impattante, coinvolgono due illustri accademici il prof. Attilio Scienza e il prof. Alberto Mattiacci.

Per presentare i risultati e i nuovi progetti Sanguis Jovis – Alta scuola del Sangiovese 2019 è stata organizzata una conferenza stampa a Vinitaly presso lo stand Banfi. Il dott.  Rodolfo Maralli, Presidente della Fondazione Banfi, ha illustrato i progetti e gli obbiettivi: “Sanguis Jovis, braccio operativo della Fondazione, si occupa di divulgare la cultura vitivinicola attraverso tre principali progetti: la formazione, la ricerca scientifica e la comunicazione. La formazione con l’organizzazione di Summer School (cadenza annuale) e Winter School (cadenza biennale) ha l’obbiettivo, con corsi full immersion, di creare la classe dirigente del futuro e perfezionare la cultura. Ogni corso è aperto a 10 neo laureati in discipline tecniche-economiche e 10 operatori del settore: comunicatori, enologi, produttori e sommelier.

La partecipazione ai corsi, per numerosi studenti, è gratuita grazie a borse di studio erogate dai partner che sostengono il progetto Sanguis Jovis”.  La conferenza è proseguita con l’intervento del prof. Attilio Scienza che ha fatto un bilancio dell’attività scientifica e ha illustrato, in anteprima, il progetto del prossimo Summer School: “Dopo due edizioni stanziali, di cui la prima sulla cultura, storia origini del Sangiovese, la seconda su approfondimenti tematici sul vitigno: selezione clonale, iterazione con il suo portainnesto, quest’anno sarà itinerante aperto sui territori: Brunello – Col d’Orcia, Chianti, Montepulciano.

La docenza è di altissimo livello e non coinvolge solo accademici ma anche produttori”. L’intervento è proseguito sul tema della ricerca finanziata dalla Fondazione Banfi “Negli scorsi anni i grand di ricerca hanno lavorato sulla possibilità di trasformare il Sangiovese, attraverso il genoma editing, al fine di portare nel vitigno alcuni geni di tolleranza alle malattie. Un nuovo bando stato lanciato per studiare le tecniche di diagnosi precoce dei nuovi portinnesti e questo si collega al secondo grand su epigenetica (il DNA che impara): non modificazioni sostanziali di in gene ma, espressione diversa di quel gene, frutto di iterazioni con le condizioni ambientali, che hanno indotto la pianta a generare geni di reazione che vengono poi ereditati. Questo porterebbe a orientarsi verso piante più adattabili alle variazioni climatiche”.

Il Dott.  Rodolfo Maralli ha spiegato il terzo punto: la comunicazione che avviene con la pubblicazione dei contenuti delle giornate di formazione, il primo libro “Lo Storytelling del Sangiovese nell’era digitale” raccoglie gli atti della Winter School del 2018. Ha poi menzionato altre iniziative della Fondazione Banfi: il premio di laurea Rudy Buratti, Direttore Enologo di Castello Banfi, scomparso nel 2018, istituito con il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente di San Michele all’Adige, la XXII edizione del festival Jazz & Wine e il progetto “vetro e balena”. Su quest’ultimo argomento è intervenuta la dott.sa Elizabeth Koenig illustrando il progetto per il recupero della balena “Brunella”, una balenottera i cui resti fossili sono stati trovati nei vigneti aziendali e la Fondazione si è fatta promotrice della raccolta, custodia e ripristino del reperto. Il secondo è la rara collezione di vetri di epoca romana, esposti nel Museo del vetro e della bottiglia, di cui la Fondazione si occupa della tutela sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia.  Il dott. Maralli ha concluso che per Summer School le iscrizioni sono aperte, si chiuderanno a metà giugno e a fine mese si proclamerà la lista dei partecipanti, con la speranza, in futuro, di portare all’estero questo il progetto.

Per informazioni:  https://fondazionebanfi.it/it/

Ezio Alini