Gavi & Ovada: tre vini, due vitigni, un territorio

Interessante connubio, quello tra il Cortese e il Dolcetto, vitigni emblematici, storici e autoctoni di due zone vitivinicole tanto vicine da essere quasi una la prosecuzione dell’altra. Due anime di un solo territorio, l’Alto Monferrato, geograficamente piemontese ma ancora molto vicino alla Liguria.

Ed è proprio la posizione geografica e quindi il clima, con forti escursioni termiche, il terreno, che si alterna tra calcareo e argilloso e la storia che condividono, ad aver reso questa terra di Piemonte un luogo invitante e ricco di fascino, in cui l’eccellenza enologica del Gavi e dell’Ovada si lega ad un interessante patrimonio turistico e gastronomico.

Qui il vento marino che proviene dalla Liguria attraversa i filari e arricchisce l’uva di profumi mediterranei e di sapidità e mineralità, qui le tradizioni gastronomiche si somigliano perché  l’influenza di Genova si percepisce anche nei sapori del  cibo locale, che offre, oltre alle specialità piemontesi, le farinate, le focacce, le acciughe, le torte di verdure di stampo ligure.

Gavi e Ovada sono site entrambe su valli che, in antico, erano percorribili come le famose “ vie del sale”,  percorse da mercanti e pellegrini, e sono sempre state le porte di collegamento tra la Liguria e il Basso Piemonte, porte che vedevano il passaggio di merci come il sale, l’olio e le spezie che, dai porti liguri e provenzali, risalivano le valli e i passi dell’Appennino per finire sui mercati padani.

Una storia comune di terre simili, collinose, vocate per la viticoltura. E se a Ovada è il celebre Dolcetto il vitigno principe, a Gavi il Cortese è nella sua patria elettiva: un rosso e un bianco di grande qualità.

In nome della sintonia e della somiglianza, Tre Consorzi di Tutela si sono coordinati ed hanno organizzato un evento che si è svolto il 12 ottobre presso l’Enoteca Regionale di Ovada per la degustazione dei tre vini- bandiera della zona: il Gavi DOCG, l’Ovada DOCG e il Dolcetto di Ovada DOC: le tre denominazioni che rappresentano il Cortese e il Dolcetto.

Da una parte il Gavi, Cortese al 100%, il vino delle Corti Genovesi, che attraverso le grandi famiglie dei nobili e degli armatori, dai Doria agli  Adorno e ai Grimaldi, partiva già nel 18° secolo da Genova  alla conquista dei mercati internazionali. Oggi il Gavi DOCG esporta quasi l’85% delle sue bottiglie  prodotte che, in totale sono 13.000.000, in oltre 70 paesi nel mondo.

Dall’altra il Dolcetto, un vitigno già coltivato intorno al 1200 che, in queste colline, trovava l’habitat migliore per esaltare le sue caratteristiche  e ben si sposava con le carni e gli agnolotti locali, diventando così la prima DOC di Dolcetto in Piemonte e il vino più tipico e tradizionale di questa zona.

Enrica Bozzo

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