Giacomo Tachis: parlano i vini

Definire serata “unica” quella che ha avuto luogo presso la Sezione Onav di Torino sembra pura retorica,invece l’elenco dei vini in degustazione e gli ospiti presenti rafforzano veramente il significato dell’aggettivo. L’appuntamento aveva come filo conduttore la presentazione del libro “Giacomo Tachis – Mescolavin” voluto dalla Fondazione ChiantiBanca, custode della preziosa biblioteca dell’enologo, composta da oltre 3.500 volumi tra libri italiani e francesi che raccontano la storia del vino dal Cinquecento fino ai nostri giorni, lavori inediti, documenti che custodiscono i segreti e le ricette dei suoi grandi vini, censiti da tre archivisti per oltre un mese. Il lascito è un omaggio a San Casciano in Val di Pesa in Toscana, paese dove Tachis viveva, ed anche un riconoscimento al legame che la banca ha con il territorio.

La degustazione dei vini è stata strutturata per regione:

San Leonardo 2011 della Tenuta San Leonardo in Vallagarina nel Trentino di proprietà della famiglia Guerrieri Gonzaga. Un taglio bordolese (Cabernet Sauvignon, Carmenère e Merlot) invecchiato in piccole botti di rovere nato nei primi anni 80 e prodotto solo nelle annate eccezionali. Un ventaglio olfattivo che si esprime con profumi di frutti di bosco, cioccolato. Elegante e di grande rotondità.

Pollenza 2006 della Tenuta del Conte Aldo Maria Brachetti Peretti a Tolentino nelle Marche. Un’annata particolarmente preziosa, ultima versione di Giacomo Tachis, che il Conte conserva nella sua “riserva personale” proprio in omaggio alla grande amicizia che lo legava al suo enologo. Cabernet sauvignon, Merlot e Cabernet franc dall’esordio olfattivo avvolgente, trama tannica molto fine, armonico con buona acidità.

Terre Brune 2010 della Cantina Santadi nella zona sud-occidentale della Sardegna nel cuore del Sulcis. Un vino nato nel 1984, primo rosso barricato in Sardegna ed oggi simbolo della cantina. Uvaggio di Carignano e Bovaleddu da antichi vigneti del basso Sulcis allevati ad alberello, alcuni dei quali ancora franchi di piede. Dal bicchiere emergono profumi complessi di frutti rossi, spezie dolci, tabacco e cioccolato. Buon equilibrio.

Mille e una notte 2016 della cantina Donnafugata nella Sicilia sud-occidentale. Uvaggio di Nero d’Avola, Petit Verdot e Syrah. Profilo olfattivo ampio con profumi di mora che si fondono con le note balsamiche. Tannino in equilibrio.

Don Totò 2009 della Tenuta dei Baroli La Lumia nella piana di Licata nell’agrigentino. Nero d’Avola elevato in barrique dedicato ad un antenato della famiglia. Eleganti note di frutta rossa matura, cioccolato, tocchi mentolati. Rotondità e morbidezza.

Tignanello 2016 della Tenuta dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico dal vigneto omonimo. Si tratta del primo Sangiovese ad essere affinato in barriques ed il primo vino rosso moderno assemblato con varietà non tradizionali e senza uve bianche. Blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Note di frutta scura, predomina la prugna con sensazioni balsamiche ed una nota di vaniglia perfettamente integrata. Ricco, sapido, persistente. Tannini morbidi.

Sassicaia 2003 della Tenuta San Guido, zona di Bolgheri, di proprietà dei Marchesi Incisa della Rocchetta. In formato magnum: Cabernet sauvignon e Cabernet Franc. Preziosi rimandi di ribes nero ed erbe della macchia mediterranea. Note di legno presenti con tannini di elevata qualità ed una buona progressione gustativa con finale vivace e fresco.

Vin Santo 2007 della Tenuta Riseccoli in Greve in Chianti. Uvaggio di Malvasia, Trebbiano e Sangiovese dal profondo colore ambra. Un ventaglio olfattivo in cui si riconoscono i frutti tropicali, le albicocche ed il miele. Una struttura interessante’ finale fragrante sostenuto da una bellissima acidità.

Ad accompagnarci non solo nella degustazione, ma nel racconto di aneddoti che hanno portato a conoscere qualche lato della personalità del grande personaggio il presidente della Fondazione ChiantiBanca, Stefano Mecocci, il Conte Aldo Maria Brachetti Peretti, il barone Salvatore La Lumia, la dott.ssa Graziana Grassini, enologa e membro del Comitato scientifico ONAV che ha sostituito Tachis al fianco del Marchese Incisa della Rocchetta, i curatori del libro, il giornalista Andrea Cappelli ed il fotografo Bruno Bruchi.

Piera Genta