Grandi festeggiamenti a Milano per il compleanno del Buttafuoco Storico

Condotta da un simpaticissimo Gene Gnocchi, la conferenza stampa per celebrare il ventitreesimo compleanno del Buttafuoco Storico, a Palazzo Bovara, a Milano,ha visto il susseguirsi di numerosi interventi da parte di molti personaggi influenti del mondo vitivinicolo, che hanno raccontato il successo del progetto portato avanti da giovani produttori e aziende storiche, iniziato in Oltrepò Pavese nel 1996.

Undici Aziende all’inizio, oggi diventate quattordici, hanno condotto insieme un attento lavoro di ricerca e di collaborazione, dall’analisi delle caratteristiche storiche della produzione, alla scelta delle vigne più vocate, per raggiungere una vinificazione sempre più controllata e certificata, creando un gioco di squadra e una produzione di alto livello di 70.000 bottiglie annue e promuovendo anche una moderna e sviluppata comunicazione e promozione del vino prodotto, sotto un marchio unico, tracciato nel vetro per distinguerne originalità e autenticità. E’ il marchio del Veliero, un disegno che distingue le bottiglie del Buttafuoco storico e che permette di riconoscerle.

Dopo il saluto del Presidente del Club del Buttafuoco Storico, Marco Maggi, le parole di Luigi Gatti, del Consorzio Tutela dei Vini d’Oltrepò che ha affermato che il percorso del Buttafuoco Storico non è finito, in quanto per ora si è prodotto un vino che ragala sensazioni ed emozioni al consumatore ma che d’ora in poi, si deve procedere e far scoprire il territorio – “ Il Buttafuoco deve essere il traino per far conoscere il nostro meraviglioso territorio”-

E il territorio, cioè lo splendido Oltrepò, realtà a un’ora soltanto di distanza da una grande città come Milano, è stato il tema di molti interventi:

Federico Gordini di Wine Week, dopo aver esaltato il grande rosso rappresentativo prodotto dal Consorzio del Veliero, ha definito necessaria la comunicazione del territorio che deve essere collegata all’offerta turistica per conquistare nuove generazioni e mercato internazionale; la Sindaca di Canneto Pavese, Francesca Panizzari, che è intervenuta anche a nome dei sette comuni del Buttafuoco, oltre a ringraziare questi giovani produttori che si sono impegnati per fare rete e che, quindi, hanno contribuito ad aumentare il valore del territorio, ha assicurato tutta la disponibilità delle Istituzioni locali.

Sul terroir dell’Oltrepò ha posto l’accento il Presidente Onav Vito Intini, sottolineando l’importanza del vino italiano per l’economia e riconoscendo come grande terroir quello che ha reso il Buttafuoco Storico un vino importante.

Il legame vino/ territorio è stato il concetto espresso anche dal Gian Marco Centinaio Ministro delle Politiche Agricole –“ l’obiettivo che abbiamo è quello di far conoscere Il Buttafuoco come vino che rappresenta un territorio”. Interessanti, per finire le citazioni, le parole di Paolo Massobrio – “questo è il momento in cui si può lanciare il Buttafuoco, il grande vino dell’Oltrepò, terra che ha in mano un diamante che non sapeva di avere; ci sono ora le condizioni, ora le persone hanno il progetto giusto e hanno superato la litigiosità. Dal punto di vista qualitativo, come ha detto Vito Intini, non si devono  avere complessi di inferiorità. Si deve organizzare il territorio arricchendolo con l’accoglienza alberghiera.” In sintesi, il ventitreesimo anniversario del Buttafuoco è una data spartiacque: ora che il vino si è fatto conoscere ed amare, bisogna puntare sulla promozione del territorio.

E’ seguita la degustazione di tutti i vini delle vigne del  Buttafuoco Storico: Bricco in Versira, Cà Cagnoni, Canne, Casa Barnaba, Casa del Corno, Costera, Catelotta, Frach, Garlenzo, Montarzolo, Pitturina, Pregana e Sacca del Prete.

Enrica Bozzo