Guardare con la bocca e sentire con il naso: le differenze che ci uniscono

ONAV e Unione Italiana Ciechi: l’unione spiegata dalla Vicepresidente Nazionale ONAV Pia Berlucchi

<<Quando non si può vedere non è detto che non si possa sentire. Quando non si può sentire non è detto che non si possa vedere. Quando non si può né vedere né sentire si può comunque esperire.>>

Per vivere esperienze significative si può stimolare anche solamente uno dei nostri sensi, pensateci e sicuramente capirete la veridicità di quest’affermazione. Un esempio dall’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti (U.I.C), associazione di promozione sociale impegnata con iniziative che coinvolgono, uno o più sensi, escludendo per ovvie ragioni la vista.

La loro integrazione nella società è condivisa e promossa anche dalla Vicepresidente ONAV Pia Donata Berlucchi, past President dell’Associazione Nazionale Donne Del Vino (2003-2009, oggi consigliere); Presidente di Fratelli Berlucchi (dal 2015 dopo 40 anni come Amministratore Delegato) e infine, non per importanza, consigliere della Banca d’Italia 2003.

Definibile come la “lady di ferro” per la sua tenacia nell’ideare e concretizzare numerose proposte, tra cui il progetto sociale “Corso Speciale per Assaggiatori Vino ONAV per non vedenti ed ipovedenti dell’Unione Italiana Ciechi”.

Abbiamo voluto chiederle com’è nata l’idea di questa iniziativa, già sperimentata da Onav in passato, trovando la risposta già nella sua infanzia. La conoscenza di questa disabilità inizia per Pia nella casa delle Colonne in Borgonato, “luogo dell’anima e del cuore” come lo definisce la vicepresidente ONAV, con i quattro fratelli, la madre, vedova a soli 40 anni e la prozia cieca, Luigina. “Quest’ultima entrata da piccola all’Istituto Ciechi di Milano, ora U.I.C., concluse gli studi dilettandosi con tre lingue straniere, pianoforte, uncinetto e molto altro, un pozzo di Cultura con la C maiuscola valorizzata dall’allegria con cui incantava tutti noi bambini e poi ragazzi.“ ci confida. La zia le ha dimostrato che anche quando non si può vedere si può comunque esperire.

Questo insegnamento l’ha portata, nel 2017 a sviluppare il progetto con il presidente ONAV, Vito Intini, inaugurando una nuova fase in apertura della famosissima Fiera Mondiale di Vinitaly con una degustazione solo per Ciechi, intuendo che sarebbe stata gradita anche dai Sordi. L’evento fu realizzato nella “Loggia del Consiglio” a Verona, “aspettavamo 30 persone, ne sono arrivate 74” racconta Pia Berlucchi “ subito lo scatenarsi dello staff ONAV, me compresa, per recuperare sedie e tavoli da allestire con tovaglietta e porta bicchieri per le degustazioni. Io ho aperto l’evento, mi stavo commuovendo nel percepire la gioia trasmessa dagli ospiti per il ricevere tutte quelle attenzioni, un momento indimenticabile”.

Lo stesso Presidente, si emozionò durante gli assaggi rivivendo l’atmosfera creata nel 2003, anno europeo dedicato alla disabilità, in cui ONAV propose Ascolta il vino”, progetto che ha coinvolto oltre 200 partecipanti ciechi e/o ipovedenti. Visto il successo di questi eventi, ONAV e U.I.C hanno deciso di firmare il primo Protocollo Nazionale per organizzare insieme corsi di assaggiatore per ciechi e ipovedenti.

I primi sono iniziati a febbraio 2018, nella sede dell’Unione Italiana Ciechi di Verona e di Brescia, due cicli di 9 lezioni da 3 ore studiate anche per i sordi a sostegno dell’impegno di ONAV per una cultura del vino veramente aperta a tutti. Entrambi gli insegnamenti sono stati guidati da degustatori ONAV con una formazione specifica, accompagnati da pubblicazioni in Braille e contemporanea traduzione nella Lingua dei Segni Italiana. Al termine del percorso, i 20/25 corsisti hanno sostenuto un esame composto da una parte teorica scritta e una pratica con degustazione di 5 vini. Il superamento di ambedue è stato necessario per raggiungere la qualifica e per partecipare alla cerimonia dove ricevere il diploma come Assaggiatore ONAV di 1° livello.

I corsi per Ciechi e ipovedenti negli anni sono stati ripetuti a Brescia, a Verona e dallo scorso gennaio anche a Trento. In primavera, sarebbero iniziati a Varese, a Catania ma a causa del Covid-19 sono stati posticipati. Intanto ONAV si è attivato per terminare gli altri corsi iniziati prima della Pandemia tramite e-learning. Per i partecipanti dell’ U.I.C “<<affamati>> di rapporti umani, di abbracci, di strette di mano, di sentire la tua voce ” spiega Pia Berlucchi, “la tecnologia, oggi indispensabile, non soddisfa il loro ricercato face-to-face. Quando riescono a distinguere la mia voce in mezzo a decine di persone e mi chiamano per nome <<c’è Pia! Pia dove sei? Ti voglio abbracciare!>> mi commuovo, perché li capisco, perché mi fanno rivivere il ricordo da piccola quando chiamavo Zia Luigina!”

Per permettere di rivivere quel “ calore umano emanato durante i corsi”, lo scorso autunno ONAV ha presentato alla Stampa di Torino una registrazione audio con le lezioni tenute nelle edizioni precedenti Cosi, ogni allievo U.I.C, anche se non sconosce il Braille può avvicinarsi al mondo dell’enologia, oppure, se preferisce può consultare il testo stampato appositamente in questa lingua. In questo progetto sociale ONAV crede e manterrà il proprio impegno per permettere a tutti di potenziare le proprie doti naturali per gustare e saper giudicare la qualità del vino.

Marika Visentin