I magnifici sette del Concorso internazionale Müller Thurgau della Valle di Cembra

La Rassegna del Müller Thurgau che si tiene in Valle di Cembra è giunta nel 2018 alla 31^ edizione, con la contestuale XV edizione del concorso internazionale dedicato a questo vitigno. Il suo carattere internazionale ne fa probabilmente l’evento più importante dedicato al Müller Thurgau.

Il Müller Thurgau, nato da un incrocio di Hermann Müller nel 1882 tra Riesling e Madeleine Angevine (un bianco della Loira, a sua volta ottenuto da un incrocio di Madeleine Royale per Précoce de Malingré), della madre Riesling porta alcune caratteristiche, in particolare la ricchezza terpenica (linalolo, geraniolo, alfa terpineolo ed altri) che ne fanno un vitigno considerato semiaromatico. Del Riesling invece non possiede la longevità, il che ne fa un vino da bere preferibilmente giovane. L’accumulo di aromi necessita di stagioni fresche e sbalzi termici tra giorno e notte, che solo in altezza possono essere garantiti. Come pure possono essere accentuati da una macerazione a freddo e da una vinificazione in riduzione.

La grande produttività e la resistenza alle gelate primaverili spiegano la diffusione che il Müller Thurgau ha avuto nell’immediato secondo dopoguerra nei paesi di lingua tedesca soprattutto in Germania, soppiantando in più di un caso il nobile Riesling. Una tendenza che però è andata invertendosi negli ultimi vent’anni.

Alla Rassegna hanno partecipato una settantina di espositori con 73 vini e otto grappe monovitigno, concentrati nell’arco alpino, area d’elezione per ottenere dei Müller Thurgau eleganti e profumati. Tra le presenze internazionali, oltre a produttori provenienti da Ungheria, Repubblica Ceca, ecc., una nutrita partecipazione è alimentata proprio dal Paese d’elezione di questo vitigno, la Germania,

Onav Trento ha organizzato nell’ambito della Rassegna un incontro dedicato ai sette Müller Thurgau valutati dalla Commissione di Concorso con i punteggi più elevati. La variabile che li accomuna tutti è la provenienza da terreni di alta collina o più, con i vitigni che superano in più di un caso i 700 metri di quota, arrivando anche ai 900 metri, e una produzione relativamente contenuta rispetto a quanto previsto dai disciplinari (ad esempio la Trentino doc prevede 140 q.li/ha, ridotti a 120 per il Trentino Superiore della sottozona Cembra): due caratteristiche in grado di generare dei vini non solo freschi, ma soprattutto sapidi e molto profumati. Altra caratteristica comune una fermentazione a temperatura controllata non superiore ai 18° – 20°C (per lo più preceduta da una prefermentazione a freddo a contatto delle bucce) e successivo affinamento in acciaio, evitando la fermentazione malolattica. Trentino e Alto Adige si dividono questa graduatoria dei migliori.

Il Trentino è rappresentato in questo mazzo di eccellenze dai seguenti Trentino doc Müller Thurgau: Superiore Petramontis 2016 di Cantina Villa Corniole di Giovo, ricco di sentori fruttati arricchiti da una nota di salvia; Rio Romini 2017 della Cantina Vivallis (Nogaredo), con sentori di frutta a polpa bianca, pera in primo luogo, sapido e di buona persistenza ; Zeveri 2017 di CAVIT (Trento), con note olfattive agrumate (lime in particolare), sostenuto da acidità e sapidità ben bilanciate. I tre vini sono risultati rispettivamente al settimo, sesto e terzo posto del Concorso.

L’Alto Adige, i cui Müller Thurgau sembrerebbero più ricchi di linalolo (profumo tra coriandolo e pesca) rispetto a quelli trentini, che sembrerebbero invece più ricchi dell’etere ho-diendiolo I, dallo spiccato profumo floreale, ha occupato le altre quattro posizioni con questi Alto Adige doc Müller Thurgau: Graun 2016 della Cantina Cortaccia, di un bell’equilibrio, grazie all’alcolicità ben amalgamata con freschezza e sapidità; Valle Isarco Aristos 2017 della Cantina Produttori Valle Isarco, un effluvio di fiori di sambuco e tiglio, di ottima sapidità; il 2017 di Hans Rottensteiner, cantina di Bolzano, un vino che al floreale associa evidenti note fruttate di banana e mela e che ne fa un Müller Thurgau versatile per più abbinamenti; Val Venosta 2017 dell’Azienda Agricola Unterortl di Castel Juval (Castelbello/Ciardes). Quest’ultimo sul podio più alto: sambuco e pesca a polpa bianca al naso con un accenno di resinosità che ricorda un Riesling e in bocca una sapidità che si sarebbe tentati di definire una rocciosa mineralità alpina.

Gianfranco Betta