I vini dei Colli Piacentini degustati alle pendici dei Colli Berici

La delegazione Onav di Vicenza ha ospitato il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Piacentini, che con il Presidente Roberto Miravalle il 25 febbraio ha presentato i suoi vini più caratteristici.
Un insolito gemellaggio del calice, tra due DOC (Colli Piacentini e Colli Berici) con più di qualche affinità: desinenza del nome, molteplicità delle varietà coltivate, produzione di vini bianchi, rossi e passiti il cui denominatore potrebbe essere per tutti quello della pronta beva. Un’area, quella dei Colli Piacentini, con oltre 5.800 Ha a ridosso di quel magico 45° parallelo che sa far ottenere alcuni tra i più Grandi vini del mondo: dai Bordeaux ai Valpolicella, dai Barolo alle Barbera fino ai Lambrusco. I vigneti si trovano esclusivamente in collina, su terreni di antica formazione, emersi dal mare e ancor oggi ricchi di formazioni calcaree depositatesi nel corso dei secoli. Una viticoltura che si è specializzata dal dopo guerra, passando dalla vite maritata alle alberate di gelsi e aceri ai vigneti specializzati, ma che insiste sul territorio come elemento culturale e di sopravvivenza per le popolazioni rurali da molti secoli. A metà ‘800 alcuni documenti certificato una superficie a vite nel piacentino di oltre 12.000 Ha; all’inizio del ‘900 venivano prodotti ben 50.000 qli di uva da tavola, che per oltre il 75% venivano esportati.

2016-02-25 22.01.36Queste produzioni avvenivano su circa 40.000 Ha di vite maritata alle alberate. Nulla di nuovo forse, ma un interessante analogia se si pensa che tutt’oggi il maggior produttore di uva passa al mondo (la Turchia) ne coltiva una parte considerevole ancora abbarbicando le viti a sostegni vivi. Una nota curiosa la merita il fatto che molti dei vini prodotti in zona fino agli anni ‘60 fossero addirittura indicati come Champagne e spediti in diversi mercati d’oltralpe. Le principali varietà oggi diffuse nei Colli Piacentini sono: Ortrugo e Malvasia di Candia aromatica per le uve bianche, con una superfice complessiva di circa 1.400 Ha, la Barbera e la Croatina (appellata Bonarda all’interno di questa DOC) per le uve rosse, che coprono oltre 3.000 ha di vigneti. Le rimanenti varietà sono il Cabernet sauvignon, il Pinot nero, ma anche Sauvignon blanc, Chardonnay, Pinot grigio, Trebbiano di Romagna e qualche manciata di ettari a Moscato bianco.

I vini ambasciatori che il presidente del Consorzio di tutela, Roberto Miravalle, ha utilizzato didatticamente:

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Colli Piacentini DOC Ortrugo, in due versioni, di cui una da agricoltura biologica e assenza di solfiti aggiunti. Entrambe nella presentazione frizzante, con sensazioni aromatiche di mela matura, molto più enfatizzate nella versione bio della serata.

Colli Piacentini DOC Malvasia, versione secca (di Candia aromatica). Aroma caratteristico, con terpeni dolci ma non non stucchevoli che donano fascino e personalità ad un vino bianco tranquillo e conviviale.

Colli Piacentini DOC Gutturnio (55-70% Barbera + 30-45% Bonarda). Tre le diverse espressioni presentate, da una versione base ad una superiore al frizzante, ottenuto da vendemmia integralmente meccanica. Tutti caratterizzati dal colore rosso rubino acceso, intense nore aromatiche di piccoli frutti e sapore tendenzialmente fruttato. Sensazioni tattili egregiamente vellutate, tannicità in equilibrio e persistenza positiva apprezzabile.

Bonarda DOC, in versione secca frizzante. Così come nel Gotturnio anche in questa versione di Bonarda si capisce cosa significhi il concetto di “…vitigni piemontesi vinificati con tecnica emiliana…”, almeno per quella parte che all’immaginario comune ricorda. Uve generose in struttura e corpo il cui vino si rende complice piacevole dell’abbinamento gastronomico in cui la gradevole immediatezza olfatto-gustativa non necessita di un Master all’università dei sapori per essere compreso.

Passito di Malvasia DOC dei Colli Piacentini. Un risultato perfetto di sapidità e aromaticità nobilmente complessa. Nessuna interferenza da acidità volatile, che spesso caratterizza le produzioni enoiche passite, una struttura in equilibrio con la gradazione alcolica. Le sensazioni del fico secco, dell’uva passa e di essenze officinali fini completano un nobile bouquet.

 

Armido Bertolin

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