I vini della Campania affascinano Milano!

Banco d’assaggio ricchissimo quello organizzato da Onav Milano allo Starhotel Ritz, dedicato ai grandi vini bianchi della Campania suddivisi per zone, dai Campi Flegrei al Sannio, dalla zona di Avellino alla Costiera Amalfitana con la possibilità di degustazione di più di 60 vini.

L’evento, realizzato con la collaborazione dei Consorzi di Tutela locali, ha offerto una panoramica completa sulla produzione di vini bianchi della Campania, una delle aree più vocate d’Italia, come ha tenuto a sottolineare più tardi il Presidente Vito Intini, durante una monotematica di approfondimento sullo stesso tema, soffermandosi sulla degustazione di 7 vini particolarmente significativi e rappresentativi delle differenti aree di produzione.

L’introduzione alla degustazione ha, per prima cosa, evidenziato e descritto lo spettacolare terroir di questa regione, per latitudine, formazione del terreno, aspetto climatico, tipologia di allevamento, presenza di vitigni autoctoni, diversità tra le varie zone di produzione, tutti aspetti che rendono la Campania una realtà vitivinicola importante.

La complessità minerale di queste terre è notevole sia che si tratti dei terreni vulcanici del Sannio e delle zone intorno ad Avellino, sia che si tratti dei Campi Flegrei che delle terrazze a picco sul mare della Costiera Amalfitana ma tutti i vini di questo territorio  regalano un insieme di complessità, freschezza e sapidità spesso in giusto bilanciamento e trasmettono l’energia presente in questi possenti terre vulcaniche in parte montuose e in parte marine.

Elemento fondamentale per la produzione dei grandi  Bianchi campani è la presenza, in questa regione, di numerosissimi vitigni, molti dei quali autoctoni, in grado di produrre vini di sostanza. Qui la viticultura è sempre stata di origine famigliare e, spesso, ogni famiglia manteneva il suo vigneto, non lo espiantava e continuava a produrre il vino per il consumo domestico; esistono, infatti, migliaia di piccoli possedimenti dove sono sopravvissuti  vigneti antichissimi e vitigni altrove  andati dispersi, il cui dna è oggi oggetto di studio.

Il presidente Intini si è soffermato sulle caratteristiche e origini dei principali vitigni: Falanghina, Greco, Fiano, forse di origini toscane, oggi divenuto vitigno storico di Avellino dove viene coltivato da 500 anni e che produce vini ricchi e sontuosi. Vitigni straordinari sono anche il Coda di Volpe, la Pepella, il Ripoli, il Fenile, la Ginestra, da cui si producono vini eccellenti e che sono franchi di piede,  recuperati e coltivati su terrazzamenti composti da pergole. Ed ancora il Biancolella dell’isola di Ischia, storicamente il punto di incontro, per quanto riguarda la viticoltura storica, tra la viticoltura greca ad alberello  e quella etrusca a vite maritata.

Degustazione

Campi Flegrei DOP Falanghina Cantine Astroni “Vigna Astroni” 2014

Da uve Falanghina dei Campi Flegrei allevate su un cratere spento. Colore: giallo paglierino riflessi intensi. Naso : impatto minerale con nota di asfalto bagnato, terrosità molto intensa, sentori sulfurei e tostati. Alla rotazione esce il floreale giallo, i sentori di salsedine, le  sensazioni forti di frutto tropicale, ananas, una nota mandorlata, una sapida e salmastra. Ottimi percettori olfattivi. Vino Fine. Bocca: burroso, grasso, con rotonda acidità, sapidità e nota mandorlata finale. Bella struttura e bel corpo. Abbinamento: piatti ricchi e strutturati.

Costa d’Amalfi Dop Furore Cantine Marisa Cuomo Gran Furor Divina Costiera “Fiorduva” 2015

Da uve Fenile, Ripoli e Ginestra: l’uvaggio atipico è il punto di forza di questo vino. Colore: paglierino denso con venatura verdolina. Naso: cremoso, elegante con nota di biancospino e di fiori gialli e di ginestra. Alla rotazione irrompe la burrosità, il sentore di  nocciola e di crema, gli agrumi con note di cedro e pompelmo. Vino di grande eleganza e finezza. Bocca: acidità straordinaria, struttura di corpo, solarità. Percettori agrumati di grande morbidezza, grande persistenza. Balsamicità con note di timo, note mentolate, pino: struttura consistente che lo rende un vino non solo da pesce.

Vesuvio DOP Lacryma Christi Bianco Villa Dora S.r.l. ”Vigna del Vulcano” 2014

Da uve Coda di volpe e Greco. Colore giallo oro. Naso: sentori di anice, erba luisa, connotazioni mentolate  di  eucaliptolo; alla rotazione sentori fruttati, di mela, melone, ananas. Vino ricco, minerale dalle connotazioni che mutano. Note dolci, anche di torrone mandorlato. Bocca: mandarino maturo, arancia amara, lichis. Persistente con bella acidità; fresco come aperitivo, vino da pesce.

Colli di Salerno IGP Lunarossa Vini di Passione Fiano 2013

Fermentato e macerato in anfora di terracotta. Il produttore, Mario Mazzitelli, presente alla serata, racconta che il nome del vino “Quartara” si riferisce all’unità di misura delle anfore realizzate da maestri dell’argilla di Avellino. Le uve, raccolte in tre momenti, vengono conservate in anfora e poi in legno. Colore: giallo con riflessi dorati. Naso: impatto interessante con note di marzapane e  percezioni di pasticceria. Escono note tropicali e di frutta candita. Vino complesso, grasso, piacevole e franco, di buona complessità olfattiva. Bocca: tattile, pieno, burroso, acidico e agrumato.

Fiano di Avellino DOCG  Mastroberardino More Maiorum 2012.

Colore: giallo brillante. Naso: note di lieve ossidazione; mela cotogna lievemente ammaccata. Sentori successivi di prugna matura, susina, albicocca; vino che sta subendo una certa maturità, vino da bere subito. Bocca: piacevole e strutturato ma con lieve affaticamento.

Falanghina del Sannio Dop Fontanavecchia 2008

Colore: bel dorato, intenso e marcato. Naso: sentori di miele, di agrumato, di frutti tropicali, mango e ananas maturo, melone, cedro candito, nota speziata. In bocca: pieno e burroso, lungo e persistente. Bella acidità, bella tostatura e nota balsamica. Lunghissimo e persistente. Salmastro, fruttato, agrumato, prevale il cedro. Vino bianco di 10 anni con grande fascino, uno dei vini più interessanti della serata.

Greco di Tufo DOCG Avellino Calafè 2008 Azienda Petrillo,

Bel colore e naso molto minerale, polveroso, sentori di frutto maturo ed evoluto, frutta gialla, albicocca stramatura, quasi secca, pasticceria calda. In bocca grasso, con grandi note agrumate molto gradevoli e con finale di frutta tropicale fresco, di bella acidità mielata. Bella lunghezza finale.

Enrica Bozzo

 

 

 

 

 

 

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