I vini delle Abbazie a Onav Bergamo

Serata originale organizzata da Onav Bergamo e condotta da Alessandro Brizi, giornalista caporedattore dell’Assaggiatore e docente di enogastronomia, che ha permesso di degustare vini prodotti in abbazie ancora esistenti in molte zone italiane e uno addirittura proveniente da Betlemme. Il Cristianesimo costituì un veicolo di diffusione della cultura del vino attribuendogli un forte valore simbolico ed elevandolo a strumento, insieme con il pane, per la celebrazione della messa e per la comunione con la divinità.

I monaci divennero detentori e custodi delle conoscenze attraverso la conservazione e lo studio di libri, papiri e pergamene; anche le nozioni di agricoltura e di viticoltura facevano parte del bagaglio culturale del passato. Gli ordini più produttivi furono certamente i Benedettini, i Cistercensi e gli Agostiniani. La classe dirigente del Cristianesimo aveva capito che la potenza era la conoscenza e, del patrimonio di conoscenze faceva parte anche quello riguardante le attività agricole. I monaci sapevano coltivare terreni e far crescere la vite e, spesso, insegnavano a coltivare, regalando agli altri, perlopiù contadini, un altro tipo di ricchezza che non era pecuniaria ma culturale.

Il vino divenne ben presto un prodotto quasi indispensabile per i monaci. In ogni abbazia situata in regioni dal clima favorevole, venivano piantate vigne che poi si mantenevano con cura e, se possibile, si ingrandivano. La vendita del vino che eccedeva il consumo della comunità, venne sottoposta a delle norme fin dalle prime sessioni del Capitolo generale. Ma quanto bevevano i monaci?

Inizialmente la regola era di una emina (3/4 di litro) al giorno, a volte mescolato con acqua. Erano contemplati anche i casi di necessità in cui si poteva bere di più (scarsità d’acqua, arsura, calura estiva ecc). Ma nel IX secolo il consumo salì a 1132 litri all’anno per monaco!!! Da non dimenticare che il vino era anche un medicamentum, un disinfettante ed era utilizzato per le sue qualità antisettiche, per l’impasto dei medicamenti cutanei, era un anestetico e curava gli stati d’ansia….

Degustazione:

Riviera Ligure di Ponente Vermentino DOC – 2016 Convento Monte Carmelo -Loano (Savona). Vermentino 100%, maturato in acciaio, aromatico con note floreali e fruttate. Un bel dorato vivace, con coerenza tra naso e bocca, freschezza, sapidità, finale al limone. Un buon vino.

Campania Bianco “Sireo” IGP 2015 – Abbazia di Crapolla. Il prof. Moio ha collaborato a crearlo, questo vino per recuperare un territorio, blend di Falanghina e Fiano, vinificato in acciaio. Bel colore, naso tipicamente mediterraneo e salino: limone, fiori, rosmarino. Semplice ma piacevole con note fruttate al margine.

Alto Adige -Gewurztraminer Praepositus DOC 2016 – Abbazia di Novacella. Uve allevate tra i 600 e i 900 metri in valle Isarco, vinificato in acciaio a temperatura controllata. Vino della linea di punta, Gewurztraminer al 100%. Intenso, profumato, ricco e piacevole, in bocca morbido ai limiti della dolcezza, fresco, sapido, un bel vino. Abbazia di Novacella: realtà monastica organizzata, già una eccellenza produttiva nel 1200.

Montepulciano d’Abruzzo DOC “Mab” 2015 – Abbazia di Propezzano. Colore, elementi di terra, tannino morbido in bocca. Dimensione del Montepulciano popolare. Denso di colore, naso intenso, fruttato, immediato con note floreali. Vino morbido, goloso in bocca, di buona freschezza, vino ben fatto.

Colli Euganei Rosso “Decanus” DOC – 2015 – Abbazia di Praglia. Merlot e Cabernet Sauvignon, 12 mesi in barrique. Maggiore struttura per il 20% del Cabernet Sauvignon. E’ vino gradevole con un corpo non molto consistente e di non lunga persistenza. Vino un po’ ricercato su materia prima che non è molto ricercata.

Toscana Rosso “Monaco Rosso” IGT – Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Merlot danno sentori di frutti rossi maturi; violetta del Sangiovese, percezioni balsamiche, mentolate, pepe: buona complessità aromatica. Tannino è un po’ greve, nota retrogusto un po’ amarognola. 

Baladi “Star of Bethlehem” 2013 – Abbazia Cremisan.  Vino creato a Betlemme in territorio di proprietà dei Salesiani nel monastero di Cremisan, a 800 metri. Cotarella ha partecipato alla creazione del vino; nelle vigne lavorano ebrei, arabi e cattolici. Baladi Asmar 100%, vitigno locale. Bel colore, bella densità cromatica, sentori di: tè, carcadè giuggiole; vino in acciaio e botte piccole. Bella speziatura, morbido nei tannini.

Alto Adige – Lagrein Riserva DOC 2015 – Muri Gries. I Benedettini a Bolzano fanno vino dal dodicesimo  secolo,  presso l’abbazia di Muri. Vino importante e rappresentativo. Bel colore, naso intenso con amarene, violette e densità aromatica con cacao, tabacco e note balsamiche. Vino complesso e armonico.

Terre Siciliane – Cabernet Sauvignon “Sensinverso” IGP. Azienda biodinamica dell’abbazia Sant’Anastasia vicino a Palermo. Naso pulito, ricco, potente, siciliano solare. Cabernet Sauvignon 100%. Vino complesso con note fruttate e mature, sentori di pepe, chiodi di garofano, spezie, salvia. 

Enrica Bozzo