Il giusto tempo del Nebbiolo: verticale Valtellina superiore Sassella Riserva Rocce Rosse Ar.Pe.Pe.

Ultima serata di degustazione tecnica promossa da Onav Brescia.  Per l’occasione, Gianluca Palazzo, delegato Onav Sondrio e Emanuele Pelizzatti Perego, titolare dell’azienda Ar.Pe.Pe, ci hanno guidato in una splendida verticale con protagonista l’azienda della famiglia di Emanuele, analizzando sei diverse annate di Valtellina Docg Sassella “Rocce Rosse”.

7_arpepe_cantine-e-vignaLa Valtellina è uno degli esempi di viticoltura eroica italiana; situata tra le Alpi Retiche e Orobiche, è un territorio con caratteristiche molto particolari che lo rendono uno delle aree vinicole più importanti d’Italia. Uno degli elementi principali che la contraddistingue è il fatto di essere una vallata che si snoda da Est a Ovest anziché da Nord a Sud. Questa sua particolare esposizione fa sì che vi sia una considerevole luminosità, dovuta all’ottimale insolazione che va oltre le 1.900 ore/anno, un’ottima ventilazione e una forte escursione termica tra notte e dì, tutti fattori positivi per una viticoltura di qualità. Inoltre la Valtellina ha anche un patrimonio paesaggistico inconfondibile: vette alte, forti pendii e terrazzamenti con 2.500 km di sviluppo lineare di muretti a secco, la rendono l’area terrazzata più vasta d’Italia. Inoltre, il valore di unicità di questa vallata alpina si lega anche alle uve che vi si coltivano: il vitigno principe è il Nebbiolo, biotipo “Chiavennasca”.

Ar.Pe.Pe. e il Sassella “Rocce Rosse”

fileLa degustazione si apre con un forte messaggio di Emanuele sull’importanza della valorizzazione del territorio, con grande impegno verso la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Questa filosofia si traduce nel “Rocce Rosse”, vino frutto di ricerca e che necessita pazienza e attesa. Dopo un lungo affinamento, questo vino riesce ad esprimere una spiccata personalità, a farsi riconoscere e ricordare tra tanti, giocando le sue caratteristiche su un connubio di eleganza e finezza non così comuni. Il “Rocce Rosse” nasce da un vigneto di 4 ettari in corpo unico nella zona del Sassella, per una produzione media annua di circa 12.000 bottiglie. Il nome deriva dalle rocce rosse ricche di ferro tipiche di questa zona. In vigna la lavorazione delle uve è fatta totalmente mano, a causa della posizione dei vigneti; l’unico piccolo aiuto è dato da una teleferica che facilita il trasporto delle cassette durante la vendemmia. In cantina il vino si affina poi per lunghi anni, in botti un po’ speciali, di legno misto di rovere, castagno e acacia, usate storicamente già decenni fa.

file3In degustazione sono state proposte le seguenti annate:

“Rocce Rosse” 1996: si caratterizza per una vendemmia abbastanza tardiva fatta nell’ultima decade di ottobre fino ai primi di novembre. Macerazione in cemento 25 gg e successivo affinamento di 4 anni in botte grande per poi riposare in bottiglia per ben 14 anni. Questo vino presenta tutte le caratteristiche del Nebbiolo: ferroso, con sentore di terra, funghi, sottobosco, pelle. In bocca il tannino è un velluto e si apre con una acidità inaspettata. Le sensazioni olfattive si arricchiscono in bocca con note di tamarindo e una forte sapidità, che riconferma la mineralità. Corpo sottile, equilibrio notevole. Chiusura con note di liquirizia. Persistente e con una beva molto invitante.

“Rocce Rosse” 2001: annata più difficile della precedente per problemi causati da peronospora, ma di grandissima qualità. Macerazione in cemento per 30 giorni, segue come il precedente affinamento in botte e bottiglia. Al naso sentori di tabacco, caffè, selce bagnata, foglie di sottobosco, grafite. In bocca più fruttato del ’96 ma con meno spalla acidità e sapidità più attenuata. In bocca è più morbido. Chiusura amaricante che non si sentiva nell’annata più vecchia. Tannino con possibilità notevoli di evoluzione.

“Rocce Rosse” 2005: annata nella media, dal punto di vista della vendemmia; da quest’annata la macerazione del Sassella passa dal cemento al legno per circa 25 giorni. Al naso delicato, con note di erba secca, frutti di bosco scuri, cipria, rosa appassita e arancia rossa. Il vino ha uno sviluppo in bocca più orizzontale il tannino emerge. Sapido con retrogusto agrumato.

“Rocce Rosse” 2007: vendemmia precoce a causa dell’inverno mite che ha portato a una vendemmia molto anticipata, svoltasi nella prima decade di ottobre. Segue una macerazione in legno per 41 giorni, con fermentazione malolattica svolta completamente a contatto con le bucce. Dal punto di vista olfattivo, questo vino presenta un naso aristocratico e godibile con note di spezia e legno. In bocca bel tannino, ancora leggermente aggressivo, nonostante sia un vino con già 9 anni di età.

Concludiamo la degustazione con due anteprime: “Rocce Rosse” 2009 e “Rocce Rosse” 2013, ancora in botte. Per quanto riguarda il 2009, il vino presenta splendide note di mora, prugna tabacco, ma in bocca è ancora molto diretto e deciso e richiede affinamento, sorprendente sapidità; entrerà in commercio nel 2018. La vendemmia 2013, invece è stata tardiva fatta nei primi di novembre.

Silvia Fantoni

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