Il vino a Vinitaly ha i colori del mondo: intervista con Leonardo Valenti

Dal 7 al 10 aprile, il Salone internazionale dei vini e distillati giunto alla 53^ edizione, è anche una grande occasione per memorabili assaggi, ogni anno diversi e irripetibili.Un modo di fare cultura del vino che punta ad aiutare produttori e buyer ad alzare l’asticella della qualità. Vini che hanno fatto, stanno facendo o faranno la storia dell’enologia mondiale.

Il confronto tra vini, territori, annate consente agli operatori della filiera, dai produttori ai buyer che devono guidare le tendenze di consumo, di migliorare le proprie competenze degustative, innalzando la percezione della qualità. Tra le novità più interessanti di quest’anno: il nuovo salone Vinitaly Design e l’Organic Hall. Quest’ultima, che prenderà vita nel Padiglione F, accoglierà Vinitalybio, spazio curato da Federbio e dall’associazione Vi.Te, dedicato ai vini biologici prodotti secondo la normativa europea.

Manca poco meno di un mese alla manifestazione più blasonata del vino in Italia e nel Mondo e come Onavnews, facciamo il punto della situazione sulle tendenze attuali e future del mondo del vino con Leonardo Valenti, ricercatore ed enologo del Dipartimento Scienze agrarie e ambientali dell’Università degli Studi di Milano. “Le tendenze legate ai consumi del vino – spiega Leonardo Valenti – attualmente sono quelle espresse anni prima nel mondo vivaistico e dei nuovi impianti viticoli. L’assioma di questi tempi è il Prosecco, vitigno ricercato da tutti fino ad esaurirne il mercato. Prosecco negli happy hour, negli happy cena, dovunque si fa mescita di vino c’è l’inflazione Prosecco e naturalmente Prosecchi più o meno buoni, suddivisi nelle loro denominazioni: Valdobbiadene Conegliano Docg Superiore, Asolo Docg, Prosecco Doc e Glera (nome anche del vitigno). All’inseguimento del Prosecco c’è il Pinot grigio, che non tramonta mai! In generale si prevede una ripresa dei vini rossi, cha fino ad oggi hanno lasciato campo libero ai vini bianchi, anche nelle tendenze del bere.

Soprattutto il Centro-Sud, rivela un mercato in crisi con esclusione della Sicilia, che vede nei vini dell’Etna, una vera sorpresa,  catturando l’interesse dei consumatori. Invece quello che alcuni anni fa è stato un fenomeno, il Sagrantino di Montefalco, vede una recessione a favore del Rosso di Montefalco, sicuramente un vino più apprezzato per la bevibilità. Tra le tendenze, chi inneggia ai rosati, dovrà fare i conti con le potenzialità di vendita, che ad oggi ancora stentano, sempre più stagionalizzate, nonostante oggi i rosati italiani, dal Salento alla Valtenesi, dal Garda all’Abruzzo, sono dei vini formidabili. Non sembrerebbe, ma anche per le bollicine rosè i numeri sono contingentati, non c’è tutto questo consumo di cui si parla. Tra bolle e bollicine le tendenze sicuramente vanno verso gusti più secchi, soprattutto per gli intenditori, cioè pas dose, dosaggio zero o nature. Sono vini più espliciti e corretti, spesso volentieri con l’aggiunta di liqueur si possono coprire difetti.

La Franciacorta è sicuramente al top delle bollicine a metodo classico, con buone performance da parte dell’Oltrepò pavese, Trentodoc e Alta Langa. Da scoprire il mondo degli autoctoni spumanti, che si producono oggi dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Tra questi interessante è la realtà del Lambrusco, dove quelli con rifermentazione ancestrale con qualche anno sui lieviti, emergono come i più interessanti. Per ultimi tra i vini bianchi, il Verdicchio è una continua sorpresa, imboccando la strada dei grandi vini bianchi da conservazione, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

La vera curiosità di questo Vinitaly e del mercato dei prossimi anni, sono i vini da vitigni resistenti (a malattie quali peronospera, ndr), già sperimentati in Germania e riguardo ai quali esistono studi e investimenti da parte dei Vivai Cooperativi Rauscedo. Vitigni come il Solaris (bianco) e il Bronner (bianco) sono stati introdotti oggi anche nei vigneti italiani e qualche produttore li ha già sperimentati con successo”. Alessandro Sala, nella sua azienda Nove Lune della Valcalepio, ha impiantato vigneti solo con vitigni PIWI, ovvero varietà di vitigni resistenti ottenuti incrociando viti europee con viti americane e asiatiche. Vitigni resistenti o tolleranti che diventano preziosi nella viticoltura biologica, come lo Zero Infinito di Pojer Sandri, che nasce dal vitigno Solaris, bianco frizzante, certificato biologico, un vino ancestrale, da provare assolutamente al Vinitaly.

Tra le novità, consigliate da Leonardo Valenti,  allo stand di Arnaldo Caprai la degustazione di Spinning Beauty Montefalco Sagrantino DOCG, un Sagrantino che si ispira ai grandi classici mondiali dai lunghissimi affinamenti. Matura in barrique di rovere per otto anni. Barone Pizzini presenterà un interessante bollicina con prevalenza di Erbamat, un antico vitigno bresciano, il Tesi 1 Vsq Extra Brut Metodo Tradizionale.  Il Brut CruPerdu emblema di Castello Bonomi è un Franciacorta longevo, che evolve migliorando fino a 10 anni dalla vendemmia. Infine il Pinot nero Ponkler di Franz Has  dedicato al giornalista e amico Francesco Arrigoni, che l’aveva definito come il “Pinot Nero con l’anima”.