“Il vino è il canto della terra verso il cielo”: corsisti ONAV a Casa Ferrari

Quale migliore sede per trattare il tema della spumantizzazione di Cantine Ferrari, “il brindisi italiano per eccellenza”? Cantine Ferrari significa Trento doc: quasi 5,5 milioni di bottiglie l’anno rispetto agli 8-9 milioni complessivi del Trento doc (peraltro in costante crescita: 29 cantine aderenti all’Istituto Trentodoc nel 2011, ben 48 attualmente).

Cantine Ferrari è stata eletta nel 2017 Sparkling wine Producer of the year al The Championships Sparkling Wine World Championships, bissando l’analogo  successo del 2015, forte di ben 11 primi premi assoluti conquistati in questo concorso con altrettanti Trento doc della Casa.

Un’azienda attenta all’innovazione costante, seppure nel solco della tradizione, e alla sostenibilità: tutti i vigneti di proprietà  hanno conseguito la certitificazione bio (basti dire che in tutta l’area della Champagne i terreni certificati bio raggiungono a malapena l’1% del totale). Tutti i recenti nuovi impianti hanno adottato portainnesti della Serie M, selezionati dall’Università di Milano per permettere un risparmio idrico stimato del 30%.

Una storia secolare iniziata nel 1902 con Giulio Ferrari, diplomato a San Michele con successivo  perfezionamento a Montpellier, che per primo importa e diffonde in Italia lo Chardonnay. La cantina di Giulio Ferrari è rilevata da Bruno Lunelli nel 1952: inizia l’era della famiglia Lunelli, che negli ultimi quarant’anni passa da un milione di bottiglie nel 1980, ai tre milioni un decennio più tardi ai 5,5 milioni attuali, con prospettive di crescita ulteriore.
I corsisti sono stati accolti da Mauro Lunelli, enotecnico diplomatosi nel 1969 all’Istituto Agrario di San Michele, il più giovane dei tre fratelli di Casa Ferrari, che nella divisione del lavoro familiare è sempre stato responsabile della parte produttiva di cantina.

Relatore d’eccezione Francesco Spagnolli, già docente e preside per 35 anni del Centro Scolastico dell’Istituto Agrario di San Michele, compagno di classe di Mauro Lunelli nel corso di studi superiore, autore di pubblicazioni sulla spumantistica, a sua volta spumantista per diletto. Una lezione ricca di spunti scientifici, curiosità, vita vissuta, aneddoti riferiti a tanti protagonisti che hanno fatto la storia della spumantistica, non solo delTrentino ma anche della Champagne.

Dopo questa piacevole e frizzante introduzione, la visita alle cantine Ferrari, condotti per mano da Mauro Lunelli, di fatto l’artefice di questa cantina, estesa su una superficie di tre ettari. Il percorso di visita si snoda in ambienti letteralmente foderati fino al soffitto di bottiglie di spumante che qui riposano (lo stoccaggio delle diverse annate comprende più di 20 milioni di pezzi). Con orgoglio Mauro Lunelli ha fatto eccezionalmente visitare ai corsisti ONAV anche il suo personale sancta sanctorum, un infernotto dove riposano esemplari delle diverse annate di Riserva Giulio Ferrari, dal 1972 in avanti. E poi la parte museale con alcune rare attrezzature per la lavorazione degli spumanti già utilizzati  all’inizio del ‘900 da Giulio Ferrari, oggetto di desiderio di molte Maison della Champagne che in questi anni, invano, avrebbero tanto desiderato poter acquistare.

E’ seguita la degustazione di quattro campioni accompagnati anch’essi da ulteriori approfondimenti didattici da parte di Mauro Lunelli e Francesco Spagnolli.

Trento doc Ferrari brut, l’etichetta storica di Casa Ferrari, prodotto in circa 2,5 milioni di esemplari, 100% Chardonnay con una resa uva/mosto di poco superiore al 50%, 30 mesi sui lieviti: mirabile per pulizia, con note accennate di mela al naso, un’ottima sapidità in bocca.

Trento doc Ferrari Rosè brut, quota preponderate di Pinot Nero, con una macerazione di un giorno o poco più sulle bucce per estrarre colore, profumi (evidenti al naso lampone e fragoline di bosco), struttura. Riposa almeno un paio d’anni sui lieviti, mirabilmente fusi nel frutto, senza invadenza di sorta nè al naso nè in bocca. Campione di equilibrio.

Trento doc Ferrari Perlè, millesimo di Chardonnay in purezza con una produzione di 70-80 q.li/ha, dai vigneti di proprietà di Villa Margon posti tra i 400 e i 600 metri di quota. L’annata assaggiata il 2011, sboccato nel mese di ottobre 2017. Complesso al naso con note di pasticceria e frutta matura; sapido e al tempo stesso fresco in bocca con evidente struttura a regalare ampiezza e armonia.

Trento doc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, prodotto nelle migliori annate con lo Chardonnay dei vigneti di Maso Pianezza, terreno ciottoloso calcareo con esposizione a sud ovest, eletto qualche anno fa da una ricerca della Fondazione Mach come il vigneto più vocato del Trentino per basi spumante. Il Trento doc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore riposa oltre dieci anni sui lieviti per una sinfonia di profumi che spaziano dalla frutta esotica, ai canditi, con un accenno di tartufo e sottobosco. Cremoso e di una sapidità particolare, dalla persistenza lunghissima.

Gianfranco Betta

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