“Il vino è il frutto della terra e del lavoro dell’uomo” dice Maurizio Danese presidente Veronafiere all’inaugurazione del Vinitaly

“Il vino è il frutto della terra e del lavoro dell’uomo: per produrlo ci vuole amore, impegno, passione”.

E’ la sintesi del discorso inaugurale del 52° Vinitaly. “Da oltre mezzo secolo, Vinitaly racconta questa passione e oggi, insieme ai padri fondatori del vino italiano e di Vinitaly, ci sono le generazioni che scriveranno la storia dei prossimi 50 anni.

Quest’anno la Fiera di Verona festeggia i 120 anni di attività. Un anniversario a cui arriviamo dopo la trasformazione in società per azioni, accompagnata da un piano industriale che prevede investimenti rilevanti. Innovazione digitale, infrastrutture, analisi dei mercati e sviluppo internazionale: sono alcune delle linee di sviluppo che abbiamo individuato per il nostro futuro.

Vogliamo favorire in ogni modo la presenza in forma aggregata del made in Italy sui mercati mondiali. Per il vino italiano, in particolare, ci sono molte opportunità inesplorate, sia in aree che vengono considerate mature, come gli Stati Uniti, sia in quelle con un forte potenziale come la Cina. E vi è un’intera fascia nel Centro Sud del mondo, totalmente da scoprire per il nostro export. Cina, Russia, Stati Uniti, e prossimamente Sud America, sono aree che presidiamo costantemente, anche attraverso le attività di Vinitaly International e della Vinitaly International Academy. Se vogliamo cogliere queste occasioni e diversificare realmente i mercati, è necessario però essere presenti come sistema e non come individualità. Per questo lavoriamo e lavoreremo sempre di più in stretta collaborazione con ICE, non solo nell’ambito del Piano di promozione straordinaria del made in Italy.

Il nostro ragionamento non si discosta da questa logica di aggregazione anche quando parliamo di sistema fiere. Con le Fiere di Parma abbiamo costituito la società VPE (Verona Parma Exhibition) per organizzare iniziative congiunte per la promozione nel settore wine&food, acquisendo a tale scopo anche il 50% delle quote di Bellavita Expo, società inglese specializzata nel trade show per il settore agroalimentare made in Italy. Martedì, poi, presenteremo la start up Wine South America promossa attraverso la nostra società controllata Veronafiere do Brasil, in programma a settembre nello stato di Rio Grande do Sul.

Anche sul fronte della digital trasformation e del Vinitaly 4.0, stiamo portando avanti numerosi progetti, per aiutare i nostri espositori a capitalizzare sempre di più il loro investimento, distinguendo gli operatori professionali dai wine lover. In quest’ottica, abbiamo potenziato Vinitaly and the City, coinvolgendo in modo più ampio la Città e la provincia. Questo ci ha consentito di coinvolgere 35mila appassionati nelle iniziative fuori dal quartiere e di controllare le presenze dei visitatori nei padiglioni espositivi, selezionandoli da 150mila nel 2015 a 128mila nel 2017.
Un altro strumento tecnologico innovativo è la Vinitaly Directory in tre lingue, tra cui il cinese che mette in contatto l’espositore con i buyer internazionali, permettendo una ricerca profilata di informazioni e favorendo l’attività commerciale tutto l’anno.

Ultimo ma non meno importante è il forte impegno, di risorse e progetti, che stiamo mettendo nel miglioramento delle infrastrutture. Tra gli interventi più importanti in fase di realizzazione ci sono il raddoppio dei posti auto nei parcheggi in viale dell’Industria, per un intervento complessivo di oltre 16 milioni di euro e la ristrutturazione conservativa delle Gallerie Mercatali, che abbiamo utilizzato per la serata di Gala di Vinitaly e di cui ora completeremo il restauro.

Il nostro intento è quello di essere uno strumento di sviluppo economico e sociale. Uno dei nostri vantaggi competitivi è quello di essere inseriti in un territorio produttivo molto dinamico, in una città tra le più belle d’Italia, ricca di storia e cultura. E il vino, per il nostro Paese, è diventato l’ambasciatore di questi valori positivi che ci vengono riconosciuti e ci fanno apprezzare nel mondo. Perché, come ricordava Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, paese a cui è dedicata l’edizione 2018 di Vinitaly: “non ci può essere un buon modo di vivere, dove non c’è un buon modo di bere”.