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Ultimo atto per chi ha frequentato il corso per assaggiatori Onav tenutosi a Ghemme (in foto un momento dell'esame finale) nel salone Crespi della Fondazione Istituto della Provvidenza. Con la consegna dei diplomi i nuovi degustatori sono entrati a far parte della grande famiglia ONAV e potranno partecipare a pieno titolo alle degustazioni ufficiali dell’organizzazione. La cerimonia di consegna si è svolta giovedì 15 maggio al Ristorante “Tiro a Segno” di Borgomanero. Erano presenti con la delegazione di Novara guidata da Graziano Caielli due rappresentanti dell’ONAV nazionale, il Vice Presidente Lorenzo Marinello e il Tesoriere Gian Carlo Mirone. Il Vice Presidente Marinello ha voluto fare omaggio ai premiati e a tutti i presenti di un bel libro da lui scritto per l’Artistica Editrice, corredato di splendide foto, dal titolo: “Monferrato, un territorio tutto da bere”.

Venerdì 24 maggio la delegazione ONAV Novarese ha poi organizzato una interessantissima serata imperniata sulla degustazione guidata dei vini prodotti nella Regione Marche. La serata, presentata dall’enologo Giancarlo Soverchia (nella foto in basso insieme a Graziano Caielli), esperto conoscitore dei vini di quel territorio, è stata molto apprezzata dai numerosi intervenuti.

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La Regione Marche comprende territori, città, borghi antichi, bellezze naturali impagabili. Vi si producono vini eccellenti e cibi gustosi. Il territorio della Regione si estende dalla Provincia di Pesaro Urbino a nord fino alla Provincia di Ascoli Piceno a sud. Città come Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli non hanno bisogno di presentazioni, ma anche borghi come Offida, Fabriano, Recanati, Tolentino, Fermo e bellezze naturali come i Monti Sibillini, le Grotte di Frasassi, il Promontorio del Conero e i tanti parchi appenninici fanno delle Marche una delle regioni più belle d’Italia.

Si producono vini in tutto il territorio regionale (5 Docg, 15 Doc e diverse Igt) ed è veramente stato difficile fare una scelta per la degustazione guidata. Fortunatamente l’enologo Giancarlo Soverchia si è preso in prima persona l’incarico della ricerca spaziando sull’intero territorio della Regione.

I vini presentati in degustazione sono stati i seguenti:

- Il Pojo Verdicchio Castello di Jesi Classico Superiore 2011 dell’Azienda Finocchi, che ha rivelato sentori di fiori bianchi e gialli quali ad esempio la camomilla e al gusto Sali minerali con un ritorno finale di mandorla>:

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- La Posta Verdicchio Castello di Jesi Classico Superiore 2011 dell’Azienda Vitivinicola Casaleta, prodotto in un territorio più interno e con vitigni molto più vecchi rispetto al precedente offre sensazioni più complesse contrassegnate da maggiore aromaticità;

- Ortaia Pergola Rosso DOC 2011 della Cantina Terracruda, prodotto da vitigno Aleatico (famiglia del Moscato Nero), che presenta una colorazione tenue, prodotto nelle vicinanze di Urbino in zona viene tradizionalmente denominato “Vernaccia” così come tutti i vitigni che in quell’area non sono stati ben classificabili come clone;

- Lacrima di Morro d’Alba DOC 2009 del Podere Santa Lucia. Il nome di questo vino deriva dal territorio di coltivazione (a Morro d’Alba) e dal fatto che al termine della maturazione all’attaccatura dell’acino si forma un rigonfiamento simile ad una lacrima, all’olfatto presenta sentori di rosa appassita e spezie; è un vino che ha molto colore ed è molto tannico

- Poy Rosso Conero DOC 2008 e 2006 della Cantina Polenta, Montepulciano 100%  moderatamente speziato presenta sentori di animale e di fieno mentre in bocca offre il meglio di sé, ottimo corpo, intenso e morbido al palato con tannini non astringenti. Prima dell’assaggio meglio ossigenarlo;

- Campaliano Rosso Piceno DOC 2010 dell’Azienda Vignamato, prodotto da vitigni Montepulciano (70%) e Sangiovese (30%) presenta sentori evidenti di ciliegia, amarena e sottobosco.

Al termine della degustazione guidata la delegazione ha proposto un assaggio di prodotti marchigiani inviati direttamente dal produttore: un salame lardellato di Fabriano (Presidio Slow Food), un Ciauscolo (salame da spalmare tipo la novarese Fidighina) e un Cacio di pecora Sopravvissano (pecorino semi-stagionato), molto graditi ed abbinati ai vini rimasti nei bicchieri dalla degustazione.

Le fotografie sono di Antonietta Zonca

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“Quaranta nuovi Assaggiatori di Vino (nella foto) al servizio del territorio e delle aziende vinicole della provincia di Reggio Calabria”. Questa la chiosa di Pietro Calvo, consigliere nazionale dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino che il 6 maggio ha diretto la commissione di valutazione in occasione degli esami finali del VII.mo Corso per Assaggiatori di Vino, organizzato dall’Onav di Reggio Calabria.

Gli Assaggiatori di Vino, componenti essenziali nelle commissioni provinciali in tutta Italia per l’assegnazione delle doc e delle docg (oggi dop), rappresentano il più antico sodalizio di settore nel nostro paese, nato ad Asti nel 1951 per creare un corpo di assaggiatori affidabili, perché specificatamente preparati ed esaminati, atti a svolgere la delicata ed impegnativa funzione. All'assaggiatore è richiesto, infatti, un complesso di doti naturali, di specifiche conoscenze tecniche ed un addestramento, al quale si deve ricorrere quando si vuole ottenere un giudizio significativo e completo.

“Si tratta di un punto d’inizio”, è stato il concetto centrale espresso dal delegato calabrese dell’Onav, Giovanni Crotti, che ha altresì ricordato che si diventa assaggiatori mettendo in campo le proprie specifiche sensoriali. L’assaggio del vino, infatti, avviene attraverso tre fasi: analisi visiva, analisi olfattiva e analisi gusto-olfattiva. Tre fasi che sono in grado di sollecitare tutto il nostro patrimonio sensoriale insieme alla cosiddetta cassaforte mnemonica, ovvero la capacità del nostro cervello di riconoscere e associare le sensazioni al ‘vissuto’ dell’assaggiatore.

“E’ stato un successo senza precedenti”, ha continuato Pietro Calvo, “in una splendida cornice, quella del Circolo del Tennis Polimeni, ideale sede per meglio analizzare e degustare i vini”. Al saluto finale si è associato Igino Postorino, Presidente del circolo ospitante, il quale si è ritenuto molto soddisfatto della nutrita partecipazione dei soci del circolo tennistico al Corso per Assaggiatori.

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Si è svolta a metà aprile nei locali dell’Azienda biologica De Sanctis di Frascati la consegna dei diplomi di “Assaggiatore Onav” ai partecipanti del corso di 18 lezioni teoriche e pratiche (più di 80 i vini degustati), tenuto presso la Villa della Cantina Fontana Candida del gruppo G.I.V. Durante il corso i partecipanti hanno avuto modo di migliorare le proprie doti naturali ed hanno acquisito specifiche conoscenze tecniche, fondamentali per dare un giudizio obiettivo e completo sulle qualità del vino. Tutti i corsisti (foto in alto) hanno superato brillantemente l’esame.

“L’Onav si prefigge l’obiettivo di diffondere la cultura del vino, di formare consumatori attenti che sappiano cosa bevono e siano in grado di valutare un vino indipendentemente dalla sua etichetta – ha dichiarato Fulvio Comandini, Delegato Onav per la sezione Colli Romani- Ognuno è in grado di comprendere un vino, non servono conoscenze eccelse, si parte inevitabilmente dal gusto e dal piacere che tutti possono esperire naturalmente; il nostro corso cerca di rendere più evidenti quelle sensazioni che naturalmente ogni persona avverte quando si trova davanti ad un buon vino”.

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Il Professor Giorgio Calabrese (nella foto insieme al delegato Fulvio Comandini), nella sua veste di Presidente Nazionale Onav, ha consegnato i diplomi di assaggiatore ai partecipanti al corso. La cerimonia, come già accennato, si è svolta nell’Azienda Vinicola De Sanctis, una realtà di recente costituzione ma che vanta una storia familiare antica e che è riuscita ad unire l’esperienza con l’innovazione creando prodotti strettamente legati al territorio ma al tempo stesso dal carattere giovane, perseguendo la sfida della viticoltura biologica con particolare attenzione alla salute dei consumatori e alla qualità del prodotto finale.

“Ringrazio l’Onav –ha commentato Luigi De Sanctis, titolare dell’azienda - perché ogni anno si pone l’obiettivo di diffondere questo sapere che noi ci tramandiamo da generazioni. Siamo stati felici di ospitare questa manifestazione che valorizza e trasmette ai consumatori il nostro grande impegno e passione nel produrre vini di qualità che siano massima espressione della nostra storia”.

Dopo la visita all’azienda ed ai locali di vinificazioni è seguita una degustazione guidata dei vini De Sanctis:

496 - Frascati DOCG Bio 2012,

Abelos - Frascati Superiore DOCG Bio 2012 e,

in anteprima, il 17/11 - Cannellino di Frascati DOCG Bio 2012.

vinivaltellinaSempre più difficile riconoscere al primo colpo i vini che escono dalla cantina di Casimiro Maule che da decenni ormai sa far evolvere in modo a volte addirittura sorprendente i suoi vini, nei colori, nei profumi e nei sapori. La sua mano, ferma e sicura ma attenta all'aggiornamento delle tecniche e alle evoluzioni dei gusti, rimane infatti piacevolmente irriconoscibile, in quanto in continuo divenire. Alla degustazione delle delegazione Onav di Genova dei primi di Novembre hanno partecipato non meno di un centinaio di persone per apprezzare i grandi Valtellina Superiore e Sfursat della Nino Negri di Chiuro. Una serata ottimamente condotta da Paolo Bombardieri che ha operato un'apprezzata scelta di prodotti, proposti in azzeccata successione.

I primi tre vini, espressioni di alcune delle sottozone più vocate dove il Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca, la fa da padrone, sono stati:

"Sassorosso" - Grumello Valtellina Superiore DOCG 2007; "Le Tense" - Sassella Valtellina Superiore DOCG 2007; Inferno - Valtellina Superiore DOCG 2007

Tre fratelli, tutti nati nei migliori "crus" di proprietà della "Nino Negri" o di alcuni affezionati conferitori che affidano da anni il loro miglior prodotto all'azienda di Chiuro. La sfumata limpidezza mattone del colore, l'essenziale finezza del profumo e la delicata presenza del tannino ben evoluto hanno accomunato i tre prodotti in un assaggio attento e silenzioso.

II quarto vino, il Fracia - Valtellina Superiore DOCG 2007 ha aggiunto, per la presenza più potente del legno, una nota di vaniglia ai ben noti profumi delle grandi drupe rosse, mentre il notevole alcool, dovuto alla leggera surmaturazione delle uve, scaricava sulle papille gustative, ma senza ferirle, tutta la sua intensità.

Il quinto vino, lo Sfursat - Sforzato di Valtellina DOCG 2007, ottenuto dopo un più deciso appassimento delle uve che per tre mesi hanno riposato sui graticci, in ambienti ventilati naturalmente, è un vino morbido e profumato, con sentori di tabacco, frutta in addobbo alcolico e prugna della California.

Nello Sfursat 5 Stelle - Sforzato di Valtellina DOCG 2007, vino portante della linea Nino Negri, abbiamo ritrovato un po' di tutto: dal cacao alle spezie nostrane, dal cuoio alla grafite. Il tutto "sopito" da una decisa presenza alcolica che, in definitiva, "non può e non deve mancare".