Le strade del vino

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Nell’elegante roccaforte onavista sassolese di Ca’ Marta, si è svolta recentemente l’attesa serata organizzata da Onav Modena e dedicata ai vini bianchi della Borgogna, condotti per mano da un frizzante e molto preparato Camillo Favaro (foto sotto), eclettico produttore e scrittore piemontese, super appassionato cultore di questa famosissima regione francese.

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Dopo una bella panoramica sulle caratteristiche dei vari domaines, tra la famosa Côte d’Or  la superba Côte de Beaune e le altre aree vocate, è stato fatto notare l’intricatissima suddivisione di appellation, con riferimento a vari piccoli paesi che caratterizzano il cuore pulsante di una zona enologica dall’innegabile fascino.

Lo Chardonnay è il vitigno principe della zona, ed assieme al Pinòt Noir si contende il dominio quasi esclusivo delle sapienti cure dei vigneron locali. La resa di quest’uva, è, quando l’annata lo consente, davvero strepitosa. Ed il 2010 in particolare, lo ha consentito alla grande! E’ infatti il meteo a diventare l’unico vero ago della bilancia, ed a mettere i bastoni tra le ruote dei produttori, o, al contrario, a renderli complici di sublimi capolavori.

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La definizione di PAI come persistenza aromatica intensa, è stata rispolverata per bene dal bagaglio di nozioni enologiche degli assaggiatori Onav, ed ha fatto capire il perché, secondo molti esperti, i francesi ne fanno il parametro numero uno nella valutazione della qualità di un vino.

Come ribadito con forza da Camillo, su alcuni vini degustati, se li provassimo ad assaggiare in un bicchiere nero senza condizionamenti visivi, potremmo addirittura confonderli per complessità e varietà di aromi con vini rossi.

Ecco i protagonisti della serata:

- M. Bouzereau - Bourgogne 2011

- M. Bouzereau - Mersault Premier Cru Genevrieres 2011

- A. Grivault - Mersault Premier Cru Clos de Perrieres 2010

- P.Y. Colin-Morey - Chassagne Montrachet Premier Cru Cheneveottes 2011

- M. Bouzereau - Puligny Montrachet Premier Cru Le Cailleret 2010

- Bonneau du Martray - Corton Charlemagne Gran Cru 2010

- P. Colin - St. Aubin Premier Cru en Remilly 2010

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In un’affollata serata al salone Crespi della Fondazione Istituto della Provvidenza di Ghemme la delegazione Onav di Novara ha proposto nei giorni scorsi in degustazione dieci vini della produzione vitivinicola sarda.

La Sardegna è terra di vini da qualche millennio. Fino a qualche anno fa la coltivazione della vite sull’isola si faceva risalire alla conquista di quei territori da parte dei Fenici (IX – VIII sec. a.C.). In realtà dopo di allora ci fu una migliore organizzazione nell’impianto della vite e nella vinificazione a cui fece seguito una maggiore diffusione in epoca cartaginese (VI sec a.C.) e romana (III sec. a.C).

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Alcuni recenti studi archeologici hanno accertato che la coltivazione della vite e la produzione del vino in Sardegna si possono far risalire con certezza ad alcuni secoli prima dell’arrivo dei Fenici, come testimoniano i reperti archeologici con la presenza di vinaccioli e di vasi da vino in età del bronzo (XV – XIV sec. a.C.) nel Nuraghe di Sarroch, nel Nuraghe Arrubiu di Orroli ed in altri nuraghi sull’isola. Una tradizione antichissima quindi che consente di assegnare alla Sardegna un posto di primo piano nel panorama enologico nazionale.

L’arch. Alberto Sebastiani (foto a fianco), introdotto dal delegato Onav di Novara Graziano Caielli, ha presentato questo excursus storico iniziando la serata con la proiezione di un motto di Euripide (poeta ateniese che visse tra il 480 e il 406 a.C.) a celebrazione del vino: “…in dono al misero offre non meno che al beato, il gaudio del vino ove ogni dolore annegasi…”.

Successivamente ha presentato i vari territori di produzione, ognuno caratterizzato da una tipologia diversa di sottosuolo. Ritroviamo infatti sul territorio insulare: graniti, calcari, sabbie e ghiaie, marne, argille, scisti, ecc.

Tra i vini prodotti in Sardegna solitamente si ricordano i più famosi: il Cannonau, il Vermentino di Gallura, la Vernaccia di Oristano, l’Alghero, ma ce ne sono molti altri tra cui l’Arborea, il Carignano, la Malvasia, il Nebbiolo (o Nebiolo come denominato sull’isola). Vi sono infatti ben diciannove D.O.C. ed una D.O.C.G. e diverse IGP

Ad eccezione della zona di Arborea che stranamente produce vini da uve di tipologia Trebbiano e Sangiovese, tutti gli altri vini si producono con vitigni autoctoni. Ritroviamo le seguenti tipologie di uve: Cannonau, Bovale Sardo, Monica, Semidano, Caricagiola, Carignano, varietà autoctone di Moscato, Nebbiolo, Vernaccia, Vermentino, Malvasia.

La sezione Onav ha voluto fare una panoramica degustativa riferita a gran parte delle aree viticole regionali portando in degustazione ben dieci vini:

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-         Vermentino di Gallura DOCG Cucaione annata 2011 (13,5) di Piero Mancini

-         Vermentino di Gallura DOCG Piras annata 2011 (13,5) della Cantina Gallura

-         Alghero Bianco Torbato DOC Terre bianche Cuvée 161 (14,0) Sella&Mosca

-         Cannonau di Sardegna DOC Falcale 2010 (13,0) di Piero Mancini

-         Cannonau di Sardegna DOC Nepente di Oliena 2010 (14,5) di Cantina Oliena

-         Nebiolo di Luras La Pedra Niedda 2011 (13,0) di Lucio Depperu

-         Nebiolo di Luras Barricato 2011 (13,0) di Celestino Marinotti)

-         Colli del Limbara Nebbiolo IGP Karana (13,0) della Cantina Gallura

-         Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1990 (18,0) di Az. Vin. Attilio Contini

-         Alghero DOC Liquoroso Rosso Anghelu Ruju (18,5) di Sella&Mosca

Al termine della serata sono stati serviti ottimi e molto apprezzati amaretti sardi alla mandorla confezionati per l’occasione dalla consigliera Maria Antonietta Zonca.

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Dalla colline della bulgara Tracia e dai rilievi della turca Kalecik (northeast of Ankara) una serata speciale dedicata a vini antichi da terre lontane… Per scoprire questi particolari vini e l’enologia della Bulgaria e della Turchia la Sezione Onav di Vercelli ha organizzato in aprile, presso il Circolo Ricreativo Vercellese, una serata dedicata all’enologia di queste “terre lontane”, con la partecipazione di Marco Monchiero, enologo di fama internazionale, Direttore delle due importanti aziende vitivinicole che hanno messo a disposizione i loro vini per la degustazione.

Marco Monchiero, dopo aver sapientemente illustrato il territorio e i vitigni autoctoni utilizzati, ha permesso ai numerosi assaggiatori presenti, di fare un interessantissimo viaggio enologico, spaziando dalle colline turche di Kalecik fino ai vigneti bulgari sulle montagne di Rila nella regione del villaggio di Elenovo.

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La potenzialità di alcuni vitigni autoctoni (Mavrud, Rubin, Melnik), che hanno attratto importanti investimenti di capitali europei, sono state ben evidenziate nel corso della degustazione condotta da Ermanno Raffo, Delegato Onav di Vercelli, e da Ezio Alini, Consigliere nazionale Onav (nella foto in basso insieme a Marco Monchiero), suddividendola in due parti.

Si è iniziato con i Vini Turchi della cantina Vinkara, derivati da vitigni autoctoni con:

- Doruk Narince 2010 (vino bianco secco), dal vitigno Narince,

- Mahzen Kalecik Karasi 2010 (vino rosso secco), vitigno Kalecik Karasi,

- Doruk Bogazkere 2010 (vino rosso secco), vitigno Bogazkere,

per poi passare ai vini Bulgari della cantina Edoardo Miroglio, anch'essi derivati da vitigni autoctoni, selezionati proprio da Marco Monchiero per esprimere al meglio la tipicità, i profumi ed i gusti della Bulgaria vitivinicola con la degustazione di:

- EM Bouquet Istoria Bez Kray (Storia Senza Fine) 2011 (vino rosso secco), vitigno Bouquet, derivato dall'incrocio tra Pinot Noir e Mavrud.

- EM Melnik Istoria Bez Kray (Storia Senza Fine) 2010 (vino rosso secco), vitigno Melnik,

- Elenovo Mavrud 2009 (vino rosso secco), vitigno Mavrud (da Mavros, cioè nero),

- Elenovo Rubin 2010 (vino rosso secco), vitigno Rubin.

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Le impressioni della degustazione sono state molto positive.

Iniziando con i vini della Turchia:

Doruk Narince bianco 2010, molto elegante, profumato, frutta tropicale, albicocca, aromi di pompelmo, "gusto" molto lungo;

Mahzen Kalecik Karasi rosso 2010, frutti rossi con sapori di ciliegia matura, gusto lungo, pieno, corpo con tannini morbidi;

Doruk Bogazkere rosso 2010, vitigno Bogazkere, ancora frutti rossi, ma ribes nero predominante (cassis), tannini più presenti ma molto piacevoli, gusto lungo e pieno.

Infine i vini bulgari:

EM Boukuet rosso 2011, “pulito”, di buon nerbo, di buona acidità, con tannini piacevoli, speziato,

EM Melnik rosso 2010, eccellente, con un profumo di caffè e di frutti del bosco,

Elenovo Mavrud rosso 2009, aroma di frutti di bosco, mora e amarena matura, sapore pieno, strutturato, asciutto, tannini vellutati e grande equilibrio,

Elenovo Rubin rosso 2010, aroma fruttato, con sfumature di ciliegia e mora selvatica, sapore asciutto, equilibrato con note di spezie e sentore di legno di quercia.

La serata è stata molto apprezzata, per la piacevole scoperta di una grande enologia. Un ringraziamento particolare a Marco Monchiero che ha trasmesso la sua passione per la viticoltura “storica” e legata al “terroir” e soprattutto l’orgoglio del proprio lavoro, svolto con grandissima competenza ed i vini degustati, ne sono stati la miglior riprova.

noir di puglia

Riparte Sotto la suola dello stivale – tutto il “noir” che della Puglia non avete mai visto -, rassegna che unisce la degustazione di vini rossi pugliesi di qualità alla lettura di romanzi noir ambientati in questa terra. Dopo l'ottimo riscontro dell'anno scorso, l'associazione culturale “dry_art” di Bologna organizza la seconda edizione. Tre martedì consecutivi – 4 dicembre, 11 dicembre, 18 dicembre – presso il “Vinificio Brundisium” per degustare i vini Primitivo e Negroamaro del produttore brindisino “Cantine Due Palme” e per ascoltare tre romanzi letti dalla viva voce dei loro autori. Vino rosso e letteratura di sangue per conoscere la Puglia in tutti i suoi lati più oscuri.

Il calendario degli incontri:

Martedì 4 dicembre - Cosimo Argentina legge il suo romanzo “Maschio adulto solitario”

Martedì 11 dicembre - Giuseppe Merico legge il suo romanzo “Il guardiano dei morti”

Martedì 18 dicembre - Osvaldo Capraro legge il suo romanzo “Né padri né figli”

Gli appuntamenti della rassegna si svolgono alle ore 19.30 presso il Vinificio Brundisium in via Fratelli Rosselli 10/A a Bologna, a pochi passi dal Mambo.

Info: dry-art.com, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , 338.9051984

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