Nella storia italiana contemporanea ha una rilevanza particolare la legge 930 del 1963, istitutiva delle denominazioni di origine dei vini, cui fa riferimento per diritto e per orientamento culturale tutto il sapere odierno in materia di qualificazione dei prodotti, di economia del gusto, di valorizzazione dei territori di eccellenza del nostro paese. La sigla “D.o.c.” è così entrata nella consapevolezza degli italiani, tanto da diventare di fatto un aggettivo qualificativo di cose e persone, un neologismo sinonimo di carattere esemplare e di stile di vita.
Il volume “Figli dei territori” nasce per celebrare questa ricorrenza (cinquant'anni in cui i vini doc italiani sono passati da 1.158.461 ettolitri a 13.063.000 ettolitri, circa il 28% del totale enologico nazionale) per cui si è costituito da qualche tempo un apposito Comitato promotore.
Il libro, recentemente presentato a Torino, nella sede del Consiglio regionale del Piemonte, è realizzato a cura del circolo culturale Ottavi e dell'editore Sagittario, in collaborazione con Regione Piemonte e Vignaioli Piemontesi. In 128 pagine presenta un’analisi sullo scenario internazionale del vino a cura dell’OIV, una serie di opinioni a confronto sull’esperienza delle doc firmate da oltre 30 protagonisti del panorama enologico italiano (produttori, enologi, giornalisti, studiosi, pubblici amministratori) e una documentazione sulle doc, docg e igt riconosciute, regione per regione. Tra gli altri, contiene gli interventi di Andrea Desana, figlio del senatore Paolo, promotore ed ideatore della “930”, Elio Archimede, Angelo Arlandini, Vittorio Camilla, Mario Fregoni, Giusi Mainardi, Riccardo Margheriti, Ezio Rivella e GiuseppeMartelli.
Figli dei Territori. 50 anni di Doc del vino, una strategia italiana – Sagittario Editore – Pagg. 128 (g.f.), Euro 20 – Può essere richiesto a Sagittario Editore, Agliano Terme (AT), 0141.954278, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Importante momento di collaborazione tra la Delegazione ONAV di Campobasso e l’Istituto Agrario “Pittarelli” del capoluogo molisano. Sabato 11 Maggio, la dirigenza scolastica dell’Istituto ha organizzato, come ogni anno, la giornata “ Scuola Porte Aperte”. Gli studenti hanno potuto, così, aprire la propria “Azienda Agricola” alla città di Campobasso, presentando ai visitatori tutta la produzione agroalimentare realizzata nel corso dell’anno scolastico che va a concludersi. In una giornata gioiosa arricchita dalle produzioni alimentari di ogni genere: dai formaggi alla frutta, alle piante aromatiche ed ornamentali, non poteva mancare il nettare di Bacco. Gli studenti del “Pittarelli” coltivano, infatti un ettaro e mezzo di vigna a Tintilia, l’autoctono regionale, e ogni anno trasformano le uve prodotte in vino che, poi, mettono in vendita per autofinanziare il progetto vitivinicolo.
Quest’anno a condurre la degustazione dei vini prodotti dai ragazzi presso l’Azienda Agricola, all’interno del loro Istituto, è stata la Delegazione ONAV di Campobasso guidata dal delegato, Carolina Iorio che, unitamente a un folto gruppo di Assaggiatori (foto), ha illustrato ai visitatori la produzione enologica della scuola. Vivo il plauso espresso dai presenti alla maestria dei neo vinificatori e dei loro docenti, tra cui il professor Michele Paduano, che con dedizione hanno seguito i loro studenti durante tutte le fasi della produzione. L’esperienza maturata nell’occasione è stata molto significativa soprattutto sotto l’aspetto umano. Vedere, infatti, dei giovani dedicarsi all’attività agricola con tanta passione e professionalità da fare invidia a molti adulti, è stata una grande lezione di vita, in tempi non facili come quelli che il nostro paese sta vivendo. Tanto che al momento dei ringraziamenti è stata la Delegazione ONAV, con i suoi Assaggiatori, a ringraziare i docenti e gli studenti per l’opportunità concessale di presentare la produzione “Aziendale”, con l’augurio di poter continuare la proficua collaborazione nata con “Scuola Porte Aperte”.