Mercoledì 19 Giugno 2013 00:55
Il Monferrato casalese, è una delle principali regioni vinicole piemontesi e offre vini di ottima qualità, in particolare Grignolino, Freisa e Barbera, le tre varietà maggiormente presenti in zona.
Proprio nel Casalese, circa 25 anni fa, alcuni viticoltori decisero di riscoprire e vinificare un prodotto ormai dimenticato da molti anni: il Barbesino. Si tratta di un vino ottenuto da taglio con Barbera, Grignolino e Freisa, citato in molti documenti, di cui i più antichi risalgono al tredicesimo secolo quando la regione era governata dai Gonzaga. Per realizzare la rinascita di questo vino, è nato il Consorzio di Tutela del Barbesino (CO.BAR), formato da circa 30 produttori, tra cui 4 cantine sociali e l’Istituto Tecnico Agrario “Luparia” di Rosignano Monferrato. Malgrado il Barbesino non sia ufficialmente una denominazione di origine e venga vinificato come “Vino da Tavola Rosso”, il Consorzio permette la completa tutela del prodotto in quanto si tratta di un marchio registrato: i produttori infatti, anche se si avvalgono tutti di una propria etichetta, sono tenuti ad utilizzare una retroetichetta uguale che contraddistingue le bottiglie di Barbesino.
Poichè si lavora su piccole produzioni e su un vino ottenuto da un assemblage di uve, i produttori hanno scelto di ottenere un prodotto omogeneo che non provochi confusione nel consumatore: per questo i tre vini da cui si ricava il Barbesino vengono vinificati a parte e successivamente sono trasportati nello stabilimento enologico principale della zona, la Cantina Sociale di San Giorgio Monferrato, dove avviene il taglio e la successiva stabilizzazione del vino. Malgrado possa variare di anno in anno, la composizione del blend è circa 50% Barbera, che conferisce corpo e struttura acida, 30% Grignolino per migliorare la finezza del prodotto e 20% Freisa per apportare i suoi ottimi profumi fruttati. Se ne ottiene un vino di grado alcolico equilibrato, normalmente sui 12- 12,5% vol., molto profumato, leggermente vivace.
Alla degustazione si presenta di colore rosso rubino con riflessi granata, i profumi, esaltati dall’effervescenza del vino, sono tendenzialmente floreali (in particolare si percepisce la violetta) e fruttati, con note di ciliegia e mandorla; il gusto è fresco grazie all’ottima dotazione acida, piacevolmente tannico e con un leggero retrogusto amarognolo.
Nel 2009 si è deciso di procedere anche con la produzione di un Barbesino spumante. Per ottenere il Barbesino spumante la vendemmia è fatta qualche settimana prima rispetto alla tipologia tradizionale in modo da avere un’acidità, e quindi una freschezza, più marcata; una volta ottenuto il vino base, si effettua la rifermentazione in autoclave secondo il metodo Charmat, utilizzando per la presa di spuma del mosto refrigerato durante il periodo vendemmiale in modo da mantenerlo dolce. Non aggiungendo saccarosio, si può dire che questo spumante deriva unicamente dall’uva. Si ottiene uno spumante rosé dagli ottimi profumi fruttati e dal gusto piacevolmente fresco.
Attualmente se ne producono circa 50.000 bottiglie, volumi decisamente ridotti che lo rendono un prodotto semi-sconosciuto; tuttavia questo vino ha senz’altro grandi possibilità di successo in un mercato dove si tornano ad apprezzare i vini di gradazione alcolica moderata, ricchi di profumi e freschezza e legati indissolubilmente a un territorio e alla sua storia.