Mondo viticolo

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Un successo annunciato quello del Latina Sky Wine 2013, l’evento enologico del capoluogo pontino andato in scena alla Torre Pontina (foto in basso) con un percorso appositamente allestito per valorizzare aziende produttrici e cultura nostrana che in tre giorni di apertura, ha registrato settemila presenze, tra operatori, appassionati e consumatori.

Soddisfazione nelle parole dell’Assessore alle Politiche del Turismo della Città, Gianluca Di Cocco, già promotore di numerosi eventi volti alla promozione territoriale: “Coniugare cultura e prodotti è la strada che può portare ad una sistematica azione a sostegno della promozione turistica. 60 le aziende vitivinicole che hanno onorato con la loro presenza l’elegante rassegna pontina con più 200 tipologie di vini”.

Da segnalare i particolari appuntamenti: gli show-cooking con abbinamento dei vini in esibizione ai piatti preparati dagli chef della Federazione Italiana Cuochi Latina (Presidente: Luigi Lombardi) ed Associazione dei Cuochi di Protezione Civile R2 Executive Team (Presidente: Roberto Rosati), e ben due degustazioni guidate a cura dell’Onav Sezione di Latina (Delegato Leonardo Pappa), tenuta dal Delegato della Sezione dei Colli Romani, Fulvio Comandini (nella foto in alto).

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La cultura enologica si è poi affiancata alla storia del territorio. La bonifica dell’agro pontino è stato tema di sfondo della manifestazione con le rilevanti presenze del Museo della Terra Pontina Assessorato al Turismo di Latina (che ha allestito una apposita postazione), delle opere degli Architetti ed artisti locali Luca Falzarano e Roberta Malossi.

Importantissime le sinergie dell’associazione organizzatrice Best Events (Presidente: Carol Thandi Ndlazi), con altri enti ed associazioni che hanno fornito un utile supporto all’evento: l’Ekoclub Pontino (Protezione Civile), Welcome to Sabaudia (reduci dal recente concorso fotografico Ulisse Photo Tour), Latina in Cucina (con il supporto del sommelier Elio Mazzocchi), Majorettes Blue Twirling (presenti all’inaugurazione), gli sbandieratori di Carpineto Romano (presenti alla chiusura domenicale) e il Comune di Carpineto Romano che ha allestito una postazione di promozione culturale Libri da Scoprire.

La Strada del Vino, dell’ Olio e dei Sapori della Provincia di Latina è stata presente con i vini e gli oli. Un cenno particolare va alla sensibilità mostrata verso i giovani e le scuole vicine al settore turistico: ben quindici ragazze dell’I.T.C. Vittorio Veneto hanno effettuato un tirocinio rivolto ai servizi al visitatore.

Divertente e stimolante poi la gara culinaria tra tre ragazzi degli Istituti Alberghieri di Latina, Formia ed Anzio che hanno preparato tre piatti con prodotti tipici del territorio. Una competente giuria con l’ausilio del voto popolare dei visitatori ha decretato il vincitore del premio Sky Cook 2013 in Piercarlo Di Meo dell’Istituto Alberghiero di Formia.

Con tracolla e calice si è passati quindi dal piano terra del grattacielo dedicato al mondo del vino, alle visite guidate all’ultimo piano dedicato alla degustazione di cioccolato nostrano (Antica Norba), vini spumanti e distillati. Di corredo la professionale osservazione del cielo coordinata dall’A.P.A. Associazione Pontina di Astronomia (Presidente: Andrea Miccoli). Da segnalare l’importante sinergia con il privato che ha messo a disposizione gli spazi della Torre Pontina per un evento rivolto al pubblico.

Il Latina Sky Wine 2013, crescendo rispetto allo scorso anno come contenuti e partecipazioni ha registrato provenienze di visitatori da Roma e Napoli, giornalisti enogastronomi ed operatori del settore.

Anche quest’anno, i produttori del Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese hanno organizzato (quarta volta), un weekend di degustazione sui vini e specialità tipiche del Chierese. La manifestazione è stata anche un momento importante per festeggiare i 40 anni della DOC Freisa di Chieri, denominazione nata nel 1973 che ha avuto il merito di riportare in zona la coltivazione del vitigno (in parte abbandonata per l’arrivo, nei primi decenni del ‘900, della fillossera) e di favorire la costituzione di aziende vitivinicole in un territorio dove la produzione di vino era prevalentemente indirizzata all’autoconsumo.

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Il Freisa è un vitigno molto versatile, a triplice attitudine, può essere vinificato per produrre vini fermi, frizzanti, rosati, spumanti e passiti, merito della sua leggera aromaticità e della durezza della buccia ed è geneticamente un parente stretto del Nebbiolo (Schneider e altri 2004).

La manifestazione è stata aperta sabato mattina con un Wine Tasting dove i produttori del Consorzio hanno presentato in degustazione a operatori del settore vini vinificati con uve Freisa nelle varie tipologie.

La degustazione è iniziata con un rosato da bel colore di petalo di rosa brillante dai profumi fruttanti e dal sapore secco, armonico ed equilibrato seguita da un chiaretto dal bel colore cerasuolo, con profumi di frutta rossa, lampone e  giusto equilibro in bocca.

I successivi vini hanno rispecchiato le tipologie previste dal disciplinare, spaziando tra Freise di Chieri Frizzanti, Vivaci, Ferme e Superiori presentate seguendo l’anno di vinificazione. Le Freise 2012, sia nella tipologia vivace che ferma, hanno evidenziato bei colori rossi vivi carichi, profumi fruttati di lampone e piccoli frutti di bosco, ancora giovani. I successivi vini del 2011, anche questi nella varie tipologie, hanno confermato le sensazioni già precedetemente evidenziate e per i vini con la mezione “Superiore” note speziate e maggiore complessità. In seguito sono state presentate Freise del 2010 e 2009 nelle quali si potevano già rilevare iniziali complesse note terziarie a dimostrazione della potenzialità del vino all’invecchiamento.

Una piacevole sorpresa sono stati lo spumante metodo classico, affinato oltre 24 mesi su lieviti, elegante in tutte le sue componenti e  due spumanti dolci con eleganti profumi di fragoline di bosco e rosa. Per completare il panorama  sono stati servite tre Freise  prodotte in Astigiano e Langa.

La degustazione si è conclusa con un dibattito tra i partecipanti sulle potenzialità e sbocchi commercaili del Freisa di Chieri e un intervento del dott. Hock, responsabile della Cantina Sperimentale Bonafous (nata nel 2002 grazie a una collaborazione tra la Città di Torino e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino) che ha illustrato alcune tecniche di vinificazione del Freisa sperimentate nella cantina come la svinocciolatura, eliminazione di una parte dei vinaccioli, e il “ripasso”. Tecniche che, come la svinocciolatura, sono oggi applicate da molti produttori.

 

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Sauternes e Barsac. Importante muffato bordolese la cui origine è ricca di aneddoti che i produttori raccontano quando i visitatori domandano “mais depuis quand, Monsieur, fait-on de tells vins?”. Alcune però sono le certezze storiche quali la lungimiranza e la caparbietà di alcuni produttori come il “négociant” bordolese Focke, proprietario di Château La Tour Blanche e il Marchese de Lur-Saluces, proprietario di Yquem che, nei primi decenni del 1800, si impegnarono per valorizzare questo vino. Successo certificato nel 1855 quando ben 27 cru di Sauternes e Barsac rientrarono nel “classement” dei vini del Medoc e Graves, voluto dall’Imperatore Napoleone III, per mostrare al mondo, in occasione della Esposizione Universale di Parigi, le più grandi realizzazioni francesi. Gerarchia rimasta sino a oggi attuale e praticamente invariata.

La muffa nobile è uno degli elementi fondamentali che caratterizzano i Sauternes e i Barsac. Sviluppo che avviene in particolari condizioni climatiche: alternanza di periodi umidi e periodi secchi. Ma anche il terroir, la vendemmia selettiva dei soli acini aggrediti dalla muffa nobile con passaggi successivi, le tecniche di vinificazione e la base ampelografica: Sémillon, Sauvignon blanc e Muscadelle, svolgono un ruolo fondamentale.

Il terroir, che ha un’estensione di circa 2.200 ettari comprende i comuni di Sauternes, Preignac, Bommes, Fargues e Barsac, ha significative diversità pedologiche tra la zona di Barsac e gli altri comuni; per questo motivo il Legislatore ha autorizzato di denominare Barsac i vini prodotti in questa zona anche se tutti i vini sono soggetti a un unico disciplinare di produzione.

Per approfondire la conoscenza di questi vini la Sezione Onav di Biella, ha organizzato a fine Marzo, con grande successo (oltre 70 gli assaggiatori presenti), una degustazione di Sauternes e Barsac, proponendo una selezione di Premiers Crus e Deuxièmes Crus.

Alla relazione introduttiva del consigliere nazionale Onav Ezio Alini (nella foto in alto) che ha illustrato la realtà enologica evidenziando i punti di forza: il territorio, il clima, l’importanza della muffa nobile, e le tecniche di vinificazione, è seguita la degustazione guidata dei vini.

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Ch. Doisy Daëne 2007 Barsac AOC, Deuxième Crus, vino ancora giovane dal bel colore dorato, con profumi intensi di frutta bianca, miele di acacia e frutta candita (pesca) e buon equilibrio tra acidità e dolcezza.

Ch. Fillot 2001 Sauternes AOC, Deuxième Crus, alla vista è brillante, con un bel colore dorato, al naso presenta una complessa evoluzione di profumi con predominanza di note muschiate intese, in parte dovute alla presenza di uve Muscadelle, e un’ottima complessità aromatica e tattile in bocca.

Ch. Coutet 1999 Barsac AOC, Premier Crus, un Barsac dal colore dorato inteso, con profumi intensi, complessi, con note di fiori bianchi, agrumate, frutta secca (noci) e frutti canditi e con ottimo equilibrio.

Ch. Sigalas Rabaud 1999 Sauternes AOC, Premier Crus, dal colore dorato intenso, al naso si presenta con note di agrumi canditi, di miele d’acacia e floreali, in bocca esprime un’ottima armonia tra freschezza e alcolicità, grande persistenza.

Ottima è stata la scelta di due vini, stesso millesimo ma vinificati con uve provenienti da due zone diverse: Sauternes e Barsac- Questo ha permesso di evidenziare le differenze: profumo più fresco (pesca bianca, pompelmo), struttura più fine e maggiore presenza di alcol nel Barsac; profumo più fruttato (fico, mandarino, confettura), struttura ampia, complessa e minor presenza di alcol nei Sauternes.

Ch de Malle 1998 Sauternes AOC, Deuxièm Crus, vino con un elegante colore dorato carico, con note agrumate, miele e pain d'épices, in bocca fresco e con buon equilibrio, complesso e lungo.

I vini sono stati, nel corso della serata, abbinati a un ottimo foie gras artigianale d’anatra “mi-cuit”, a un gorgonzola dolce cremoso e a uno più erborinato, piccante. Abbinamenti ideali che hanno esaltato e valorizzato i sapori confermando la versatilità del Sauternes.

Le tre valli, Val Demone, Val di Noto e Val di Mazzara, erano i tre territori in cui, secondo la storia, gli arabi avevano suddiviso la Sicilia.

“I Vini d’oro” di questa terra costituiscono uno dei più antichi e pregiati patrimoni vitivinicoli siciliani che, a partire dalla rinascita enologica dell’isola, vive un rinnovato interesse. Sin dall’antichità, il caldo sole siciliano ha ispirato e “guidato” queste produzioni spingendo le diverse popolazioni a creare nei propri territori i preziosi vini dolci.

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La simbologia delle tre valli richiama il diffondersi di questo tipo di vino nelle tre aree storiche, ognuna delle quali ne ha visto nascere una precisa tipologia: la Malvasia delle Lipari per la Val Demone; i Moscati di Siracusa e Noto nella Val di Noto e i Passiti di Pantelleria e non solo, nella Val di Mazzara.

Le Delegazioni Provinciali dell’Onav di Enna e Siracusa (in foto una riunione di descrizione), dopo la realizzazione del Master sul Marsala, hanno concluso il Master sul Moscato di Siracusa e di Noto, e dopo la pubblicazione su Onavnews della descrizione sensoriale del Marsala in tutte le sue tipologie, hanno prodotto un altro importante documento che riguarda il profilo sensoriale del Moscato di Siracusa e di Noto.

 

DESCRIZIONE SENSORIALE DEL MOSCATO DI SIRACUSA

Moscato di Siracusa – Annata 2010

COLORE - Giallo Oro;

OLFATTO - Albicocca, fichi secchi, miele e pesca

GUSTO :Pera , pesca, albicocca e miele

 

Moscato di Siracusa – Annata 2009

COLORE - Giallo paglierino 

OLFATTO - Pesca e spezie bianche 

GUSTO - Caramelle al miele, frutta secca

 

Moscato di Siracusa – Annata 2007

COLORE - Giallo oro con riflessi ambrati

OLFATTO - Frutta secca, miele, banana, albicocca, pesca e panettone

GUSTO - Mandorle amare, frutta secca, miele e caramello

Moscato di Siracusa – Annata 2006

COLORE - Giallo ambra

OLFATTO - Pesca e albicocca

GUSTO - Miele, vaniglia, tostato e tabacco

 

DESCRIZIONE SENSORIALE DEL MOSCATO DI NOTO

Moscato di Noto – Annata 2009

COLORE - Giallo Oro

OLFATTO - Frutta secca ,miele, mandorla e albicocca

GUSTO - Miele, frutta secca, caramello

Moscato di Noto – Annata 2009 (passito)

COLORE - Giallo oro carico

OLFATTO - Pera, banana, albicocca, miele, frutta secca, tostato, balsamico

GUSTO - Prugna, mela cotogna, albicocca, pesca e miele

Moscato di Noto – Annata 2006

COLORE - Giallo oro con forti riflessi ambrati

OLFATTO - Nocciole, uva passa, olive verdi, frutta secca, caramello e miele

GUSTO - Nocciole, mandorle e miele

Moscato di Noto – Annata 2010

COLORE - Giallo paglierino con riflessi oro

OLFATTO - Melone bianco, mandarino,vaniglia, banana, miele e albicocca

GUSTO - Fichi secchi, melone bianco, miele, pesca , albicocca, banana

 

Il 2012 chiuderà i lavori per la costituzione della banca dati sulla descrizione sensoriale dei vini delle tre valli siciliane, con il Master sul Passito di Pantelleria ed il Master sulla Malvasia delle Lipari.

 

giordano_zinzani_gian_alfonso_rodaLa storia è fatta di alcune giornate memorabili e di mesi e anni di lavoro nell'ombra. L'11 dicembre 2011 è stata una vera e propria pietra miliare per i vini romagnoli, grazie all'inaugurazione della Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna e al rito della messa a dimora delle prime bottiglie. I vini di 35 cantine delle quattro province di Romagna sono andati a formare il nucleo di un progetto in divenire, che aumenterà di anno in anno il proprio valore per rappresentare l'identità del principale vino romagnolo attraverso una memoria storica fatta di bottiglie.

Dalla statua del vignaiolo, simbolo della tradizione vinicola di Bertinoro, il rito del primo conferimento si è snodato per le vie del borgo, in una sfilata aperta dalla banda e dal carro con le cassette di Sangiovese seguito dai tribuni di Romagna, dalle autorità e dai gonfaloni dei borghi del vino della Romagna – Castrocaro, Predappio, Brisighella, Faenza e Bertinoro.

In 7 tappe e ben 26 etichette storiche il degustatore e curatore della Riserva Storica Giorgio Melandri ha ripercorso la storia del Sangiovese a partire dal 1970, annata della prima riserva firmata dalla bertinorese Fattoria Paradiso. Nel corso della degustazione si sono evidenziati alcuni caratteri rappresentativi dell'evoluzione delle pratiche agricole, aspetti tipici della moda enologica dei diversi momenti ma anche una coerenza di fondo nelle etichette di aziende che hanno impostato il proprio lavoro su una filosofia rimasta costante negli anni. Non sono mancate alcune piacevoli sorprese tra le vecchie annate, in particolare di Sangiovese in purezza.

 

giordano zinzani brindisiL'8 ottobre 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 235 il Decreto di riconoscimento della nuova denominazione di origine controllata dei vini "Romagna". Denominazione che, oltre a prevedere la modifica della Docg Albana di Romagna in "Romagna Albana", accorpa in un unico disciplinare, oltre all'Albana spumante, le Doc Sangiovese, Trebbiano, Cagnina e Pagadebit, variandone la denominazione in "Romagna Sangiovese", "Romagna Trebbiano", "Romagna Pagadebit", "Romagna Cagnina".Il disciplinare "Romagna" riunisce quindi tutte le attuali denominazioni, con l'obiettivo di salvaguardare e promuovere con maggiore efficacia, sul mercato nazionale e internazionale, i territori dei vini e ovviamente i prodotti a Denominazione di Origine. 

Fra i fautori/promotori della realizzazione di questo nuovo disciplinare, e del successivo impegno per portare a termine l'iter di attuazione (iniziato addirittura a giugno del 2009) un ruolo decisivo è stato ricoperto dal Consorzio Vini di Romagna.

«Il nuovo disciplinare non ha stravolto le denominazioni che conosciamo da anni ma le ha solo unificate in un unico documento, anteponendo la parola Romagna al vitigno - sottolinea Giordano Zinzani, Presidente del Consorzio Vini di Romagna - Il nome geografico in premessa aiuta nell'immediata identificazione di un territorio che ha una spiccata vocazione nell'ospitalità, nella cultura, nell'arte, nel paesaggio, nella qualità della vita e nella qualità della gastronomia. Nel contempo il disciplinare ha anche apportato delle piccole modifiche che si erano rese necessarie al fine di recepire i miglioramenti produttivi e per avvicinarsi sempre più alle richieste dei consumatori». Oggi il Consorzio Vini di Romagna controlla circa 12 milioni di bottiglie contraddistinte dal marchio del "Passatore" ed è costituito da 9 cantine cooperative, 83 produttori vinificatori, 11 imbottigliatori e 4.900 aziende con vigneti iscritti agli albi delle denominazioni di origine.

La nuova denominazione "Romagna" sarà in vigore già dalla vendemmia 2011.