Fontanafredda, la storica tenuta piemontese nelle Langhe del Barolo, propone al mercato quella che si presenta come una novità assoluta per quanto riguarda il mondo del vino piemontese: un Langhe rosso giovanissimo, proposto a poco più di due mesi dalla raccolta, quindi frutto dell’ultima vendemmia, destinato a rivoluzionare il concetto stesso di vino di qualità e con un nome accattivante e curioso: “Già”, a disposizione del pubblico a partire “già” dal prossimo 8 dicembre, momento in cui, avvicinandosi il Natale, più forte è l’attenzione e la curiosità nei confronti di nuovi prodotti mentre di norma il mercato non propone invece alcuna novità, poiché le annate dei vini nuovi vengono d’abitudine presentate solo nella primavera successiva.
Già non è solo una novità commerciale, quanto piuttosto un vino ricco di valenze innovative che nasce a Fontanafredda dopo anni di ricerca e di sperimentazione in vigneto e in cantina. “GiA’ è una vera e propria anteprima della vendemmia appena terminata - spiega Danilo Drocco, direttore tecnico dell’azienda -. Non ha nulla a che vedere con i vini novelli ma è invece un prodotto che recupera un’antica tradizione delle campagne albesi, dove si era soliti imbottigliare il vino nuovo già a novembre. Noi non abbiamo fatto altro che riprendere la stessa tradizione, per riproporla ovviamente con in più il bagaglio delle conoscenze tecniche di cui oggi possiamo disporre. Il risultato - conclude Drocco - è un vino fresco e fragrante, di colore rosso rubino giovane. Al naso il profumo è intenso e fruttato, mentre in bocca il sapore è piacevolmente secco, con buona stoffa, armonico e vellutato, e uno spiccato retrogusto di mandorla”.
Di straordinaria leggerezza: con soltanto 11 gradi di alcool, il vino a più bassa gradazione di tutta la D.O.C. Langhe, GiA’ nasce dalle uve più tipiche e apprezzate delle Langhe: il Dolcetto, il Barbera e il Nebbiolo vendemmiate e vinificate separatamente e poi sapientemente assemblate. Credo però che il vero punto di forza di GiA’ sia la sua bassa gradazione alcolica, che lo rende piacevole, leggero e buono da bere subito”.
Successo della degustazione dell’Alta Langa Metodo Classico organizzata dalla delegazione di Torino con la partecipazione del presidente del Consorzio di tutela, dott. Lamberto Vallarino Gancia, quinta generazione della famiglia Gancia.
Il progetto Alta Langa Metodo Classico inizia nel 1990 a seguito del protocollo d’intesa firmato dagli organismi istituzionali di Oltrepo Pavese, Franciacorta, Trentino e Alto Adige con cui venivano sanciti i confini dell’area italiana vocata alla produzione di spumanti Metodo Classico circoscrivendola solamente alle loro zone. Le case spumantiere piemontesi, Cinzano, Contratto, Fontanafredda, Gancia, Martini & Rossi, Riccadonna e Vini Banfi escluse dall’area vocata, vararono il Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte con due obiettivi fondamentali: dimostrare attraverso ricerche ed indagini dell’esistenza sulle colline piemontesi delle condizioni ambientali e pedologiche adatte alla coltivazione dei vitigni Chardonnay e Pinot e stimolare la nascita e lo sviluppo in Piemonte di un settore viticolo orientato alla produzione di tali uve. In Piemonte fin dalla prima metà dell’800 aleggiava la voglia di una soluzione italiana allo Champagne. Carlo Gancia era rientrato in Piemonte da Reims con l’idea di individuare dei terreni idonei per la coltivazione delle uve francesi oppure di adattare il metodo di vinificazione champenois a qualche uva autoctona che presentasse caratteristiche simili a quelle dei pinot, anche se non mancavano in Piemonte degli impianti di Pinot, importati dal generale Emilio di Sambuy nella tenuta di famiglia vicino a Mondovì, quelli del cav. Boschiero nella tenuta La Galleria e quelli del Marchese Leopoldo Incisa nei vigneti di Rocchetta Tanaro.
Nel 1993 le sette case vinicole piemontesi si riuniscono nell’Associazione “Tradizione Spumante”, diventata inseguito “Case storiche piemontesi”. Occorre attendere fino al 1994 per vedere la produzione dei primi 20 ettari di impianti sperimentali, ma sarà solo con la vendemmia del 1999 che i quasi 60 ettari entrano in piena produzione. Nel 2001 si costituisce il Consorzio di tutela “Alta Langa” con sede a Isola d’Asti e solo l’anno dopo viene completato l’iter normativo con il passaggio alla doc Alta Langa. I vigneti si trovano nei terreni collinari ad altitudine non inferiore a 250 metri s.l.m. situati nei territori di 142 comuni nelle provincie di Asti, Alessandria e Cuneo, alla destra del fiume Tanaro, una cinquantina di agricoltori, circa 60 ettari, prima annata in commercio il 2003 con circa 300 mila bottiglie. Nel Consorzio, oltre ai vignaioli, fanno parte Case storiche e maison famigliari: Gancia, Bera Valter, Cocchi Giulio Spumanti, Fontanafredda, Germano Ettore, Giovanni Bosca Tosti, Martini & Rossi, Sella & Mosca e Vigne Regali.
L’Alta Langa Doc è vino spumante elaborato applicando il metodo della rifermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale o classico, prodotto nelle tipologie bianco, rosso, rosato riconosciuto con DM del 2002 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel 2003. La composizione ampelografica prevede Pinot Nero e/o Chardonnay dal 90% al 100%, per l’eventuale restante percentuale possono concorrere le uve di altri vitigni non aromatici autorizzati nella zona. Gli spumanti Alta Langa possono proporsi in due forme: senza l’indicazione dell’annata di produzione e con il millesimo. Tuttavia c’è un accordo tra tutte le Case storiche a dare la preferenza esclusiva al millesimato, il cui disciplinare prevede un periodo di elaborazione non inferiore ai trenta mesi, calcolati a decorrere dalla vendemmia.
L’Alta Langa Doc è caratterizzato da una notevole ampiezza dei profumi con sentori che ricordano il lievito, la crosta di pane, il muschiato e la vaniglia, grande pienezza nel sapore. Temperatura di servizio attorno agli 8°, in flute o calice allungato. Ideale come aperitivo o per accompagnare tutto il pasto: dall’antipasto (piatti a base di pesce e frutti di mare, particolarmente quelli crudi), ai primi piatti, ai secondi, tralasciando quelli a base di carni rosse brasate e stufate) a meno che non si disponga di una versione rosè millesimato di una certa struttura.
I vini assaggiati durante la serata sono stati:
Alta Langa doc Atelié millesimato 2004 12,5° di Tosti: 100% Pinot nero.
Alta Langa doc 2007 sboccatura 2010 13° Az. Germano Ettore: 80% Pinot Nero 20% Chardonnay
Alta Langa doc Riserva Montelera Millesimato 2005 12° Martini & Rossi: Pinot nero e Chardonnay
Alta Langa doc Contessa Rosa 2006 sboccatura 2010 12° Fontanafredda: Pinot nero e Chardonnay
Alta Langa doc Bianc ‘d Bianc 2005 sboccatura 2010 12,5° Giulio Cocchi Spumanti : 100% Chardonnay
Alta Langa doc Bera brut 2005 sboccatura 2009 13° Az. Bera: Chardonnay e Pinot nero
Alta Langa doc Talento Cuvée Aurora 2004 sboccatura 2010 12° Vigne regali, Castello Banfi : 70% Pinot nero 30% Chardonnay
Alta Langa doc Cantina Maestra 2004 sboccatura 2010 12,5° Cantina Enrico Serafino, gruppo Campari
Alta Langa doc Millesimato 36 mesi 2006 sboccatura 2009 12° F.lli Gancia: Pinot nero e Chardonnay
Alta Langa doc Cuvée Aurora Rosé 2006 sboccatura 2009 12° Vigne regali, Castello Banfi: 100% Pinot nero