Vini e cucina

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Iniziata di qualche giorno, proseguirà fino al 22 Giugno a Roma “Vinòforum” che raccoglie l’adesione di alcune tra le migliori aziende vitivinicole italiane e internazionali in uno spazio di circa diecimila metri quadrati en plein air sul Lungotevere Maresciallo Diaz (Farnesina).

Per la sua decima edizione Vinòforum rafforza il legame con l’eccellenza gastronomica attraverso Cantine da Chef, che quest’anno vedrà la partecipazione di 30 tra i migliori chef italiani, suddivisi in “Cantine da Chef Roma” e “Cantine da chef nazionale”, abbinati ad altrettante grandi cantine. Negli spazi dedicati all’eccellenza della cucina italiana, il dialogo costante tra cibo e vino diventa connubio di semplicità, tradizione e riscoperta del territorio. Vini e gastronomia si affiancano a vicenda in un calendario di 28 appuntamenti in cui i cuochi protagonisti realizzeranno dal vivo piatti ideati partendo direttamente dal vino, per esaltare al meglio il prodotto con l'abbinamento più adeguato. Tra i presenti si segnalano i nomi di Gianfranco Vissani, Heinz Beck, Oliver Glowig, Filippo La Mantia, Paolo Barrale, Arcangelo Dandini e Kotaro Noda.

In diretta sulle note di Vinòforum poi, il programma radiofonico dedicato all’enogastronomia, condotto da Federico Quaranta e Nicola Prudente, in arte Fede e Tinto, sempre pronti ad intervistare e coinvolgere protagonisti e partecipanti.

Costo del biglietto d’ingresso: 16 euro nei giorni di domenica e lunedì; 20 euro venerdì e sabato. Orari di apertura: dalle 19 alle 24 domenica e lunedì; dalle 19 alle 01,00 il venerdì e sabato. Lunedì chiuso al pubblico, accesso riservato agli addetti al settore.

Info: www.vinoforum.it, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Estate piena di fermento quella che propone Enoteca Regionale Emilia Romagna (nella foto), che anche quest’anno accoglie la bella stagione all’insegna delle migliori produzioni vinicole della regione con il ciclo di degustazioni Sere d’estate fresche di vino, già iniziato con le “tappe” di inizio Giugno dedicate, la prima a Burson e Centesimino e la seconda al Gutturnio. Tutti i martedì sera fino al 23 Luglio, a partire dalle 20,45, nella bella Rocca Sforzesca di Dozza, in provincia di Bologna Sere d’Estate Fresche di Vino”si percorreranno le vie del Bacco emiliano romagnolo assieme a produttori e ad esperti sommelier, che guideranno le degustazioni e spiegheranno le caratteristiche e le modalità produttive delle diverse tipologie.

Ecco le date dei vari appuntamenti: 18-giugno Sangiovese; 25-giugno Pignoletto, 2 Luglio Albana, 9 Luglio Malvasia, 16 Luglio Lambrusco/Fortana, 23 Luglio Rebola.

Costo di partecipazione al singolo evento Euro 15. Prenotazione obbligatoria.

Informazioni e prenotazioni 0542.678089, e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

enotecdionisioFu il veneto Mauro Lorenzon a coniare il termine Enoiteca per distinguerle dalle Enoteche, che prevalentemente, negli anni '80-90, erano bottiglierie dedite alla vendita dello sfuso. L'originale intuizione ha trovato seguaci in tutta Italia ed Angelo Fumarola ha subito colto l'occasione per differenziarsi creando una piccola oasi per i consumatori più attenti ed appassionati.
Oltre al vino che Angelo sulla base della sua esperienza seleziona da tutta Italia, troverete anche una proposta gastronomica di tutto rispetto che alterna a piatti tipici della tradizione locale e pugliese anche quelli più creativi.
Carne e pesce nei suoi menù stagionali che prevedono oltre ai canonici salumi , formaggi e latticini anche carpaccio di tonno o spada affumicato, oppure controfiletto ed altro. Buoni dolci non mancano mai, così come un ottima selezione di cioccolato, da accompagnare con buonissimi distillati.
Enoiteca Dioniso Corso Garibaldi 121 tel 347-0103470 Terlizzi

D’ora in poi, sarà il 21 il numero emblema di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, la nota associazione portabandiera della migliore enogastronomia regionale. Due nuove prestigiose insegne, una in Friuli e una a Trieste, sono state infatti cooptate dagli associati: si tratta dei noti  ristoranti Al Bagatto di Trieste e Costantini di Tarcento. Con loro, il gruppo dei “Magnifici ristoratori del Friuli Venezia Giulia” sale, infatti,a 21. Altra new entry dell’autunno è  Zidaric di Prepotto, azienda-simbolo dei vini del Carso, che si va ad affiancare ai vignaioli e produttori di grappe e alla  selezionatissima schiera di artigiani del gusto, che condividono il percorso di qualità e valorizzazione di cibi, vini, prodotti del Friuli Venezia Giulia intrapreso da tempo con successo dai 21 ristoratori.

Al Bagatto è fra i ristoranti più conosciuti di Trieste. Con i suoi 45 anni di attività, un locale che la città considera, a ragione, storico. Inizialmente era una piacevole osteria, aperta nel 1966 da Eleonora e Giordano Marussi.  Nel 1980 il timone passa al figlio Gianni che, con sua moglie Patrizia, lo trasforma in uno dei primi ristoranti della città, sia per qualità della cucina, sia per la sua frequentazione. E’ lui a dare alla cucina l’impronta attuale, solo marinara: una cucina semplicissima basata sull’assoluta freschezza e qualità del pesce, garbatamente innovativa. Politica seguita anche dal figlio Roberto, che nel 2008 ne prende in mano la conduzione. La grande attenzione per i vini è una delle prerogative del locale ed ha radici profonde. Gianni, infatti, aveva sostituito le scaffalature dell’osteria, dietro al bancone, con una vetrina frigo per i vini, capace di 1500 bottiglie: una sorta di libreria di bottiglie. Certamente il primo locale di Trieste a fare la scelta di una cave de jour tanto funzionale  quanto spettacolare. La carta conta oggi oltre 300 etichette. 

La cucina del Friuli Venezia Giulia, ispirata alla tradizione, è il biglietto da visita del ristorante Costantini di Collalto di Tarcento (Ud), che nel menu spazia con libertà dai piatti di carne a quelli di pesce. Pio Costantini definisce la sua cucina tradizionale con innovazione. “Per tenere viva la cucina tradizionale – dice- oltre a rinnovarla con le tecniche di cottura, la scelta di condimenti più leggeri e via dicendo, un ruolo fondamentale lo giocano le materie prime del luogo”. In cucina il  papà Eligio, cuoco di prim’ordine, come i fratelli Costantino e Lino, con cui aveva aperto il locale nel 1988 nella zona di Tarcento, fra gli angoli più ameni del Friuli, a pochi chilometri da Udine. Grande interprete dei piatti di selvaggina, è affiancato dal 2000 dallo chef Silvio Di Giusto: tradizione e modernità si fondono nelle loro creazioni. Ottima e ben fornita la cantina, con ampia scelta di vini locali e no: una sua parte è visibile dal ristorante.

Con Zidaric si amplia la rosa dei grandi vini proposti da  Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori . “Il Carso è amore, è fede per la propria terra” racconta Beniamino Zidarich che, nel 1988, assieme alla moglie Nevenka, inizia il suo percorso di vignaiolo.  Varietà autoctone in prevalenza. “Seguo una filosofia naturale nella coltivazione del vigneto e in cantina: no a concimi chimici e sì alla lavorazione dei terreni. Vini bianchi macerati sulle bucce per 2 settimane, quindi affinati in legno e imbottigliati senza filtrazione.” Nel 2002 inizia la nuova cantina, che verrà ultimata nel 2009: cinque piani interrati, rubati alla roccia. “La pietra che abbiamo scavato è tutta tornata al suo posto: selezionata, lavorata e trasformata in capitelli, archi per portoni, colonne, pavimenti.” Pochi i vini. Tra i bianchi: l’autoctona Vitovska; la Malvasia e l’uvaggio ottenuto dalle prime due con del Sauvignon. Tra i rossi: il Terrano e il Ruje, da Terrano e Merlot. Un dato può da solo riassumere la filosofia produttiva di Zidarich: dai suoi 8 ha pari a 60.000 viti, seleziona 23.000 bottiglie in media l’anno!

i ristoratori urbr davanti villa widmann rezzonico foscariOvidio Mugnai dell’Hotel Villa Carlotta di Belgirate  (Vb) è stato confermato alla Presidenza dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo. Vicepresidente è stato eletto Antonio Pagani del ristorante I 5 campanili di Busto Arsizio. Con loro, fanno parte del nuovo Direttivo Franco Marini del ristorante Là di Moret di Udine, Lucio Marangoni del ristorante Guaiane di Noventa di Piave (Ve), Aldo Morassutti del ristorante Da Toni di Gradiscutta di Varmo (Ud), Enzo Barbieri del Ristorante dell’Hotel Barbieri di Altomonte (Cs), Gabriele Carraro del ristorante Il Burchiello di Oriago di Mira (Ve), Carlo Bianconi  del ristorante Granaro del Monte dal 1850 di Norcia (Pg), Genuino Del Duca del ristorante Enoteca del Duca di Volterra (Pi), Luciano Spigaroli del ristorante Al Cavallino Bianco di Badia Polesine (Pr), Luciano Scafà del ristorante Davide dal 1955 di Porto San Giorgio (Fm), Giuseppe Stancampiano del ristorante La Scuderia di Palermo, Paolo Teverini del ristorante Pret à Porter di Bagno di Romagna (Fc), Sergio Carboni della Locanda degli Artisti di Cappella de’ Picenardi (Cr), Sergio Mauri del ristorante La Rimessa di Mariano Comense (Co), Luigi Concutelli del ristorante Hotel Bassetto di Ferentino (Fr).

Nell'assemblea è stato deciso che, come avveniva nei primi tempi, la pietanza simbolo del locale sarà nuovamente servita nel piatto di ceramica che la rappresenta e che viene donato ai commensali, come “buon ricordo” di una piacevole esperienza culinaria. Dipinti a mano dagli artigiani di Vietri sul Mare con metodi tali da garantire la sicurezza alimentare, i piatti sono oggetto di collezionismo e, con i loro disegni naif e coloratissimi, abbelliscono le pareti di cucine e sale da pranzo di chi li raccoglie da anni con passione, nonché le sale di gran parte dei ristoranti dell’associazione : ora, si propone di riportarli al loro originario utilizzo, per imbandire tavole giovani e allegre all’insegna del creativo mosaico della cucina italiana.

peperonicapriglioRosso o giallo, grosso più o meno come un pomodoro di media pezzatura, coltivato da più di un secolo ma ormai quasi dimenticato, il Peperone di Capriglio, un paesino al confine tra le province di Asti e Torino che diede i natali alla mamma (Margherita) di San Giovanni Bosco, sta vivendo una sorta di seconda giovinezza, dopo essere diventato oggetto di un Presidio Slow Food e dell’Associazione “Un Cuore di Peperone” (presieduta da Raffaella Firpo) ed aver così ritrovato spazi commerciali importanti, ancorché limitati dalla contenuta quantità di produzione.

Ottimo da consumare fresco (le ricette sono moltissime, raccolte tra l’altro, in un prezioso “quaderno” prodotto dalla Biblioteca comunale del paese) soprattutto se accompagnato dalle Freise e dalle Barbere che si producono in zona, è considerato particolarmente adatto ad un uso alimentare tradizionale e tipico del Piemonte meridionale: la conservazione “sotto graspa”, che consente di portarlo in tavola anche molti mesi dopo la raccolta che avviene ogni anno, tra i mesi di Agosto e Ottobre. Il peperone di Capriglio viene sistemato, insieme alle vinacce dell’ultima vendemmia, a strati alterni in recipienti di vetro o di legno (botticelle) che vengono colmati con un liquido di conservazione costituito da acqua e aceto. I recipienti si chiudono infine con un intreccio di foglie di canna ed il tutto viene ben pressato con mattoni o pietre per almeno un mese.

Il rinnovato interesse per questa produzione orticola di nicchia (quattordici i produttori, tutti di Capriglio) sarà sancito il prossimo 11 Aprile quando nel Municipio del paese sarà conferita la Cittadinanza onoraria al Presidente mondiale di Slow Food, Carlin Petrini ed all’Amministratore Delegato di Marcopolo Engineering, Antonio Bertolotto, considerati i principali protagonisti del risveglio produttivo del Peperone di Capriglio. Info: 0141.997194.