Nella sede Onav di Milano si è tenuta una degustazione fuori dal comune. Sotto la guida sapiente del Pro Presidente Onav Vito Intini, sono stati gli stessi vini a scrivere una pagina di teoria della degustazione, spiegando ad un pubblico attento le specificità di aromi, odori e profumi. Il relatore ha scelto una trattazione di carattere tecnico, senza tuttavia volutamente indugiare su specifiche chimiche, regalando ulteriore spessore alla serata e non abbandonando mai l’esperienza degustativa. Con un doveroso preambolo Vito Intini ha descritto le principali differenze tra aromi e profumi: primari e legati all’uva i primi, secondari e terziari i secondi si distinguono dagli odori che sono legati agli aspetti patologici del vino, dovuti a deviazioni, alterazioni e malattie. I profumi sono secondari se prodotti in seguito alla fermentazione alcolica e terziari se legati alla fase dell’affinamento.
Gli aromi si sviluppano nella buccia dell’uva dopo la fase dell’invaiatura ed aumentano gradualmente con la maturazione del frutto. Non necessariamente, tuttavia, all’aumento quantitativo degli aromi corrisponde una crescita qualitativa, sottolinea Intini, specificando che spesso invece si perdono proprio gli aromi “fini”.
Il primo vino è un Moscato d’Asti 2009 Tenuta del Fant “IL FALCHETTO” DOCG. E’ un metodo charmat con tappo raso. Le riflessioni appena fatte sugli aromi primari dell’uva trovano immediata realizzazione e nel bicchiere si sprigionano note citrine e di pesca bianca e pera. In bocca il vino è pieno e grasso pur conservando una buona acidità.
In un crescendo di aromi si degusta un Passito di Pantelleria del 2007, il BEN RYE’ di Donnafugata. Colpiscono il colore intenso e mirabile e gli aromi del Moscatello di Alessandria, cui si uniscono profumi secondari: pesca ed albicocca sciroppate, frutta tropicale e frutta secca, note di miele e caramello, rosmarino e spezie. In bocca è grasso e rotondo, ma estremamente acido e fresco.
Terzo ed ultimo dei vini aromatici un Brachetto. L’ANTHOS 2009 di Matteo Correggia è tipicamente aranciato, ricco di frutto e speziatura al naso, secco e gustoso in bocca.
Intini passa poi ad una digressione sui profumi secondari e sulle deviazioni olfattive del vino.
I profumi secondari nascono nella fase fermentativa con l’inserimento dei lieviti. Questi ultimi non producono profumi ma selezionano gli aromi migliori ed incidono sul loro sviluppo. La selezione dei lieviti, scelta spesso per non incorrere in altri rischi, finisce, spesso, per uniformare e banalizzare i profumi.
Si torna al vino con un Ruchè. Dall’omonimo vitigno, caratterizzato da un buon contenuto polifenolico e semi-aromatico, può affrontare con moderazione anche la fase di terziarizzazione. Il Ruchè DOC CARESANA 2009 dell’azienda Pierfrancesco Gatto ha un colore brillante ed è vinoso, aperto e spontaneo al naso. Regala al gusto un tannino nobile (da buccia) acidità e freschezza e un accenno di note terziarie.
La terziarizzazione è tipica della fase evolutiva del vino. Note di cuoio, minerali, idrocarburi ,talco, gesso e grafite sostituiscono gradualmente le connotazioni fruttate e floreali. Intini ne parla quasi con soddisfazione invogliando la platea all’assaggio del Barolo 1978 di Giacomo Fenocchio. Color tonaca di cappuccino non è molto intenso a bicchiere fermo, alla rotazione del bicchiere si percepisce frutta cotta dolce, ancora gradevole e goudron. In bocca è ancora strutturato.
La Vernaccia di Oristano DOC 1998 dell’Azienda Contini conclude una serata davvero intensa. Arricchita da lieviti Flor con una colorazione da vino passito dona una sensazione forte di caramello, bachelite e mela ossidata dovuta all’acetaldeide (tipica anche degli champagne più evoluti). In bocca grande la persistenza e la struttura, evidenti le note secondarie e terziarie.
La neo eletta delegazione di Varese ha esordito nell'aprile 2010 con un'affollata degustazione di Barolo nella sala dello Swim Planet Cafè & Restaurant di Brebbia. Il nuovo Delegato, Umberto Rosanelli, ha condotto la serata che ha visto impegnati oltre 50 auditori, molti dei quali per la prima volta ad una degustazione ONAV. La prosa e la competenza di Vito Intini ci ha accompagnato lungo un percorso che è iniziato con l’assaggio e la scoperta di un Vigna S. Caterina del 2006 di Guido Porro: un Barolo presentato in anteprima assoluta con profumi di legno e tannini morbidi in bocca che hanno fatto intuire per questo vino un grande futuro, fino ad una riserva 1999 di Giacomo Fenocchio che ha deliziato con profumi maturi di frutta matura e cuoio e equilibrio ed armonia in bocca. Il produttore Guido Porro, presente alla serata, ha svelato particolari tecnologici innovativi utilizzati nella sua cantina.
Tra i due estremi altri cinque assaggi DOCG con il promettente Vigna Lazzairasco 2005 di Guido Porro o il profumato Albe 2004 di Vajra, il Bricco Ravera 2005 di Giovanni Rocca, il Fontana 2005 o il Sorì dell’Ulivo 2000 di Gigi Rosso.
Al termine della serata, dopo oltre due ore di partecipati assaggi, un risotto al Barolo in crosta di formaggio per concludere in golosa serenità un evento che speriamo possa essere solo il prologo di tanti simili e egualmente frequentati.