Mondo ONAV

talento_344E' ripresa, dopo la pausa di agosto, l'attività della sezione ONAV di Vercelli con la presentazione, in anteprima per il Piemonte, degli spumanti aderenti all'Istituto Talento Italiano; presentazione e degustazione di otto spumanti "metodo classico" delle più importanti e blasonate aziende nazionali.
Ermanno Raffo, Delegato ONAV vercellese, ha presentato, lunedì 19 settembre, a Vercelli, gli ospiti della serata: Andrea Peri dell'azienda bresciana Peri Bigogno di Castenedolo ed Ezio Alini, consigliere nazionale ONAV e ad Andrea è spettato il compito, svolto con competenza e passione, di condurre i numerosi Assaggiatori presenti attraverso l’affascinante “mondo” degli spumanti collegato alla filosofia produttiva ed etica che sta alla base dell’Istituto Talento Italiano.
Gli spumanti presentati e degustati (ben otto talenti!) hanno degnamente rappresentato l'enologia più raffinata del Nord Italia, dal Trentino al Piemonte, e le diverse tipologie di elaborazione che ogni azienda ha scelto per caratterizzarsi, scelte comunque sempre legate alla specificità dei territori di produzione ed alle regole che sono alla base della "filosofia" del Talento:
Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, affinamento sui lieviti di almeno 15 mesi,
Si è iniziato con il bouquet fruttato, ampio e fragrante, arricchito da delicate note di lievito del Brut di Arunda Vivaldi, per passare al tipico profumo di crosta di pane di Equipe 5, della Cantina di Soave, unito ad aromi di mela con sfumature di agrumi. Le due Cuvées di Villa Banfi Vigne Regali, Rosé 2008 ed Alta Langa 2005, hanno piacevolmente colpito i nostri sensi, soprattutto il Rosé con sentori di lampone e di fragolina di bosco, note eleganti di lievito e sfumature di mele rosse. Ed ampia è stata la gamma delle sensazioni di bocca con il carattere e la forza del Pinot nero (Testarossa Millesimato 2005 e Vigne Cuvée Aurora Alta Langa 2005) con la freschezza e "cremosità" dello Chardonnay (Rotari Talento Cuvée 28 e Talento Brut Peri 46).
Da tutti è stato apprezzato l'alto livello qualitativo della produzione spumantiera presentata e l'ampiezza delle sensazioni discendenti dai vitigni utilizzati, dal territorio e dalle scelte aziendali produttive che sicuramente garantiranno un "futuro" di successi al Talento ed alle 22 fra le più importanti Case Spumantistiche Italiane che in questo progetto credono fortemente, come Andrea Peri con calore e grande partecipazione ha ricordato al folto pubblico, attento ed affascinato.

degustare il vino [320x200]Si è svolta presso l’Hotel Cruise di Montano Lucino (Como) la degustazione “Uno sguardo sul panorama enologico italiano”, ormai giunta alla terza edizione e molto conosciuta e apprezzata da appassionati e da addetti ai lavori. L’evento era stato pubblicizzato su tutti i media locali (stampa, radio e televisione).

Alla manifestazione hanno dato la loro adesione ben ventiquattro produttori provenienti dalle varie regioni italiane che hanno gestito direttamente il tavolo loro assegnato. I tavoli erano disposti nella sala in ordine di regione, iniziando dal Piemonte e proseguendo con Lombardia e Veneto, fino ad arrivare a Basilicata e Sicilia. C’era poi una grande postazione gestita direttamente da Assaggiatori Onav comaschi in divisa, dove venivano fatti degustare i vini di quei produttori che non avevano potuto essere presenti direttamente. Oltre cento i diversi vini presenti, tra i quali Barolo, Barbaresco, Amarone, Aglianico del Vulture, Sagrantino di Montefalco, Bolgheri, Brunello di Montalcino e molti bianchi e spumanti metodo classico. Da segnalare anche degli IGT Terre Lariane (rosso, bianco e spumante) prodotti sulle rive del lago di Como.

Durante la serata sono stati serviti ai presenti una pasta e successivamente un risotto (buffet in piedi) ed era disponibile un tavolo con formaggi ed affettati. Ancora una volta il folto pubblico presente ha decretato il successo della manifestazione ed ha contribuito a tenere alto il nome dell’Onav.

veronasiciliaonavNella cornice della 31^ edizione di “Vinimilo”, importante manifestazione dedicata al vino e all’arte che si svolge all’ombra dell’Etna in provincia di Catania, la Sezione locale  e quella di Verona hanno proposto ai soci e simpatizzanti una serata dedicata all’Amarone della Valpolicella.

Il 31 agosto scorso il Delegato Provinciale di Catania Gregorio Calì accompagnato dai rappresentanti della sezione di Verona Francesco Galeone e Antonio Monaco, rispettivamente Vice-Delegato e Segretario della provincia scaligera, presso la sala del Centro Servizi del Comune di MILO, hanno portato all’attenzione dei partecipanti, la storia, le curiosità, il territorio e le qualità del vino Amarone vanto dell’enologia veronese e dell’Italia nel mondo.

Un interessante viaggio illustrato e commentato da Galeone e Monaco con ausili multimediali che ha suscitato interesse e domande ai convenuti. I due relatori hanno  concluso l’incontro guidando una degustazione di quattro amaroni premiati nell’ultima edizione 2011 del Concorso Enologico Nazionale Duja d’or di Asti, con un abbinamento di formaggi stagionati e mostarde locali.

Il servizio e l’organizzazione particolarmente curato in ogni aspetto nelle vari fasi ha portato durante lo scambio dei rituali saluti a commenti positivi e complimenti allo staff catanese ed agli ospiti veronesi da parte dei partecipanti e soci tutti.

Il Delegato provinciale Calì ha espresso il proprio ringraziamento alla Sezione di Verona augurandosi una più stretta collaborazione tra le due realtà che hanno millenni di storia da potere leggere nei bicchieri condiviso pienamente dagli ospiti veronesi che hanno dato appuntamento agli amici siciliani fin da ora al prossimo Vinitaly 2012.

rondaSi svolgera' domenica 18 settembre 2011 la 10° Edizione della Ronda del Bramaterra, passeggiata enogastronomica tra le colline di Lessona e Masserano, dedicata al Bramaterra, gemma preziosa dell'enologia di qualità del Piemonte, organizzata dall'Associazione Turistica Pro-Loco di Masserano, con la collaborazione di numerose Associazioni Culturali e Sportive locali.
Il percorso di 9 km, con partenza dalle 9,30 alle 11,00 dal Centro Acquisti di San Giacomo di Masserano, si snodera' tra le colline vitate masseranesi in 6 tappe enogastronmiche con la degustazione di BramaterraCoste della Sesia e Lessona, selezionati dall'
Associazione per la Valorizzazione delle Aree Vitivinicole di Pregio del Bramaterra e del Lessona e di Erbaluce di Caluso.

Il costo di questa allettante giornata enogastronomica e' di € 30,00 e per informazioni piu' dettagliate sul programma, sull'iscrizione e prenotazione (obbligatoria), sul percorso, sugli orari della navetta da Masserano al Centro Acquisti, etc...,  e' possibile contattare entro il 12 settembre prossimo l'Associazione Turistica Pro Loco di Masserano: Cellulare: 3388989059
Fax: 0159517003

zidriachL’azienda di Benjamin Zidarich, nata nel 1988, è situata a Prepotto, piccolo centro dl Comune di Duino Aurisina, in provincia di Trieste, dove le cime e le doline dell’altipiano del Carso sono un esempio lampante di nicchie ecologiche e microclimi. In queste piccole valli (“dolina” in sloveno significa appunto “valle”) circolari dalle dimensioni modeste di origine carsica si può rilevare un’escursione termica eccezionale: un grado centigrado ogni dieci metri di profondità. Questo fenomeno permette di avere in superficie una vegetazione amante del caldo e resistente alla siccità, mentre scendendo verso il fondo troviamo specie man mano sempre più amanti delle temperature fresche.

Un’area che spazia dal mare alla montagna spazzata da un tipico vento, la bora ed è proprio su questa terra caratterizzata da rocce calcaree e pochissima terra rossa che Benjamin ha rivoluzionato l’azienda paterna, ampliando dall’allora mezzo ettaro vitato agli attuali otto ettari.

Situata in una casa rustica perfettamente restaurata ed ampliata, l’azienda ha riservato il pianoterra a sala per degustazioni con terrazzo affacciato a ridosso del Golfo di Trieste: un panorama fantastico che ammalia gli ospiti nel periodo dell’”osmizza”. Una tipica abitudine delle case carsiche, quest’ultima a cui non si è sottratto nemmeno Zidarich che due volte l’anno apre per una quindicina di giorni il punto di ristoro, offrendo prodotti genuini abbinati ai suoi grandi vini. Dal pianoterra si scende in cantina formata da vari piani di lavoro e conservazione del vino fino all’ultimo livello, a quindici metri di profondità. I vari livelli sotterranei sono in parte ricavati mettendo a nudo le pareti di roccia di un inghiottitoio pieno di terra rossa, in parte demolendo la dura pietra carsica usata per i muri e le volte costruiti interamente a mano.

Il padrone di casa ha illustrato ai soci della delegazione Onav di Gorizia, “pietra per pietra” tutti i suoi calli, sudori e anni di duro lavoro ed ha poi guidato una degustazione direttamente dalle botti d’affinamento. La Malvasia si presenta gialla dorata non totalmente limpida, fruttata, speziata e minerale, con sapore sapido e delicatamente tannico, aromatico con sentori minerali.

La Vitovska (vitigno a bacca bianca diffuso nella provincia di Trieste e nella vicina Slovenia) si presenta gialla dorata non totalmente limpida, fruttata e minerale, polvere di pietra del Carso. Molto naturale, rivela finezza al palato, rinfrescante. Durante l’assaggio, Benjamin ha spiegato le varie fasi di lavorazione: vendemmia manuale in piccole cassette, diraspatura, fermentazione e macerazione direttamente sulle bucce in tini aperti con più follature giornaliere e nessun controllo di temperatura. Lieviti autoctoni. La fermentazione malolattica avviene in botti grandi di rovere, mentre l’affinamento si svolge in botti e tini grandi di rovere di Slavonia per circa due anni senza filtrazione e nessun tipo di stabilizzazione. Dopo due anni si passa alla commercializzazione.

La degustazione dei soci Onav è proseguita con l’uvaggio bianco Prulke (da Vitovska, Malvasia e Sauvignon) e l’uvaggio rosso abbinati agli squisiti formaggi carsici “Jamar”.

rosa_di_prisco_3Pomeriggio d’agosto: pigro il pomeriggio, pigro io. Il pensiero migra a una serata di tarda primavera dedicata ai tesori vitivinicoli della Campania. La sala è quella dell’Hotel Filoxenia di Trieste, “requisita” per l’occasione dall’Onav. Ritorna vivida la conduzione incalzante di Rosa Di Prisco, misto di passione e di raffinato intelletto partenopeo. Rosa, nativa di Sorrento ma naturalizzata triestina, ha ideato e realizzato l’iniziativa: sua la selezione dei millesimi, e sua la preparazione delle sfiziosità gastronomiche proposte per i curatissimi abbinamenti.

Il tema è impegnativo, stante la miriade di vini che la Campania produce. Numerosi i vitigni, autoctoni quanto antichi, spesso su piede salvo (la filossera sembra rifuggire i terreni vulcanici). Interessanti le diapositive proposte, sempre correlate da esaustive spiegazioni. A colpire, in particolare, gli impianti a “alberata aversana”, vere muraglie in cui l’asprinio cresce maritato a “tutore vivo” (olmi, faggi o pioppi) con i tralci che possono dipanarsi sino a quindici metri di altezza: vendemmie da climbers per i dorati grappoli a sfiorare il cielo.

Vini da Imperatori! In particolare il falerno, Doc ante litteram. In epoca romana il falernum, ottenuto da vitigni diversi, prendeva il nome dal territorio: le colline dell’Ager Falernus appunto (l’area, oggi in provincia di Caserta, compresa tra il Mar Tirreno e il Lazio). Gli antichi vi cercavano la verità. L’idea era che l’ebbrezza potesse trasmutare in veggenza. 

La degustazione inizia con il Falerno Bianco di Villa Matilde “Carracci” Doc 2007, ricavato da un biotipo esclusivo di falanghina denominato “Falerna”. Fermentazione e affinamento in legno di particolare grazia. Caratterizzato da spessore minerale, preciso riverbero del terreno vulcanico da cui nasce. Segue il Furore Bianco “Fiorduva” Doc 2008 di Marisa Cuomo: un classico. Terreni rubati alle gole dolomitiche della Costiera Amalfitana. Un uvaggio tutto autoctono di fenile, ginestra e ripoli. Presenti sentori di buon legno e ricca mineralità. È quindi il momento dell’Irpinia. L’altitudine e il clima affatto mediterraneo, con inverni rigidi e estati particolarmente calde, conferiscono particolare complessità ai bianchi ed eleganza ai rossi. 

A chiudere la rassegna dei bianchi un Fiano di Avellino Docg 2006 di Ciro Picariello, prodotto tra i 500 e i 650 metri di quota. Naso e palato “settentrionali” con latenze di pietra focaia e zolfo. Un vino di ricercata evoluzione. Epilogo sontuoso con due taurasi. Vini da 100% uve aglianico (il barolo del sud).

Il Taurasi “Radici” Docg 2006 di Mastroberardino. Sciropposo. Al naso ciliegia sotto spirito, ma anche tabacco. Malva e liquirizia in bocca. Più che piacevole. E ancora il Taurasi “Vigna Macchia dei Goti” Docg 2001 di Antonio Caggiano. Verticale, aristocratico, quanto bisognoso di amorevole scaraffatura. Un lento respiro in grado di effondere umori di rare conserve.

Indubbiamente gli Imperatori la sapevano lunga… sul vino!

albainoGrazie alla collaborazione con il dipartimento agroalimentare dell’Ambasciata di Spagna ed il Consorzio di tutela della D.O. Rias Baixos, si è tenuta a Bari, presso l’Hotel Rondò, una degustazione di vini bianchi della varietà Albarino, la più significativa e nobile fra quelle a bacca bianca della penisola iberica,  guidata dal Consigliere nazionale ONAV Pasquale Porcelli e dal delegato regionale ONAV PUGLIA Enzo Scivetti.

La degustazione di questi vini, diversi da quelli ai quali siamo abituati, è stata introdotta da Pasquale Porcelli attraverso una relazione sul territorio spagnolo e delle D.O. presenti, in particolare della Rias Baixas, non la Spagna solare ma quella parte della Galizia  verso il confine col Portogallo e vicino all'Atlantico in cui le insenature (rias, appunto) provengono direttamente dall'oceano per inoltrarsi nel terreno. La bassa insenatura è caratterizzata da una serie di fiordi in cui sfociano fiumi come il Mino e l’Arousa. Lungo i loro estuari irrorati  direttamente dall’oceano, si  sviluppano serie di vitigni e proprio la vicinanza all’acqua caratterizza i vini. Qui piove spesso,  la temperatura è rigida ed il vino che si beve è bianco, (il rosso quasi non si sa cosa sia) il vitigno è appunto l’albarino,  bianco aromatico, vero vanto dell'enologia locale.

Per la degustazione,  attesa  ed apprezzata dai partecipanti,  sono stati versati: 

ALBARINO SENORIO DE RUBIOS;

  • MARTIN CODAX ;
  • ALBARINO AGNUSDEI;
  • ANDON NUNEZ;
  • ALBASTRUM RIAS BAIXAS. 
  • Tutti presentano uvaggio Albarino in purezza tranne l’Albastrum nel  quale  si trova anche la Treixadura e la Leoureina.

Il colore paglierino con iridescenze dorate non è carico o intenso ma mostra una sorprendente luminosità caratterizzante proprio del territorio.

L’odore gioca molto sulle note erbacee e della mela verde  ma nell’Albastrum si riesce a percepire una nota boisèe  accompagnata da sentori di frutta matura come banana e susina, portando in bocca sensazioni tropicali paragonabili all’ananas.

Al palato questi vini risultano ampi, carnosi e succosi, ricchi di sensazioni molto persistenti e con un ampio ed elegante aroma retro nasale. L’acidità è spinta e vivida, possiedono  una buona struttura ed eleganza con una chiusura salina e fruttata, che dona al vino un gusto delicato. “Sono vini appaganti  e donano il piacere di bere vini bianchi”.

standNel corso della manifestazione  Jazz in Campo svoltasi a Campodipietra (cb),dal 18 al 23 luglio 2011  la delegazione di Campobasso dell’ ONAV,  Organizzazione Assaggiatori Vino, ha presentato il primo banco d’assaggio dei vini Molisani. L’iniziativa ha riscosso un’enorme successo. E’ la prima volta che nella regione si è dato vita ad un’iniziativa di questo tipo. Numerose le cantine che hanno aderito all’invito della delegazione provinciale di Campobasso a presentare i propri vini : Agricola De Lisio, Agricola Cianfagna, Agricola D’Uva,Cantine Borgo di Colloredo, Cantine Catabbo, Cantine Cipressi, Cantine Salvatore,Cantine San Zenone.  In degustazione dalle DOC Molise rosso alle IGT Terre degli Osci, Aglianico e Falangina, nonché una numerosa rappresentanza di Tintilia. Gli intervenuti muniti del calice da degustazione hanno potuto realizzare un excursus tra le varie tipologie di vino, guidati  dagli assaggiatori ONAV di Campobasso, che durante i primi tre giorni di Jazz in Campo,  hanno presentato in maniera dettagliati i vini in degustazione, fornendo delucidazioni in merito alla viticultura Molisana. Circa 700 i visitatori allo stand ONAV, che dal 18 al 20 si sono susseguiti,ed hanno trovato risposte a molte domande. Numerosa anche la partecipazione degli Assaggiatori, che si sono alternati dietro il banco per soddisfare le curiosità del pubblico, che interessato ha seguito il lavoro degli onavisti.  Non resta che darsi l’appuntamento al prossimo banco d’assaggio, non senza aver prima ringraziato le aziende che hanno messo gratuitamente a disposizione dell’ONAV di Campobasso i propri vini, rendendo possibile l’iniziativa,che come scopo primo ha avuto quello di avvicinare il pubblico alla produzione del territorio,nonché alla filosofia e cultura Ovavista del bere consapevole e di qualità.