Mondo ONAV

sudafrica [320x200]Oltre cento soci Onav ed appassionati hanno partecipato, nei giorni scorsi, alla mensile riunione della Delegazione astigiana dell’Organizzazione guidata da Giancarlo Sattanino e che era dedicata ai “Grandi Vini del Sudafrica”, presentati dall’enologo Fabio Alfani della Afriwines srl e degustati sotto la guida dell’enologo Mario Redoglia.

La storia dell’enologia sudafricana è molto antica, risalendo a metà del ‘600 la produzione del primo vino, da uve di vitigni francesi, ad opera di Jan Van Riebeeck, fondatore di Città del Capo,

La coltura della vite si sviluppa successivamente nei secoli successivi, bloccata però dall’arrivo della Fillossera alla fine dell’800 e monopolizzata dalla Koöperatieve Wijnbouwers Vereniging van Zuid-Afrika Bpkt (KWV) a pèartire dal 1918. La caduta del regime razzista (1990) segna l’inizio del radicale rinnovamento della viticoltura con introduzione di nuove cultivar e con l’aumento sia della superficie vitata sia del numero della aziende operanti nel settore.

Il centro della produzione vinicola del Sud Africa è nel cosiddetto “Capo”, nella parte più a sud del paese, in prossimità di Città del Capo e del Capo di Buona Speranza. Tra le varie zone di produzione, si segnalano in particolare la “Paar”, a 50 km nord-est da Cap, specializzata nella produzione di vini bianchi con uve Chenin Blanc, Sauvignon e Chardonnay e  la “Stellenbosch” che vanta la maggior densità di produttori di vini di qualità del Paese, con vigneti di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Shiraz e Pinotage. Le cultivar tipiche del Sudafrica sono però lo Chenin Blanc e il Pinotage, la prima, originaria della Loira, rappresenta il 24% dei vini bianchi della nazione e può essere vinificata come vino fermo, spumante e da dessert, ma anche come base dello cherry; la seconda, uva autoctona del Sud Africa, dà origine a vini di corpo, struttura e aroma caratteristico che ricordano talvolta i vini del Beaujolais, da bere giovani e freschi.

I vini in assaggio sono stati: Belbon Hills Chenin Blanc 2008; IDIOM Viognier 2008; Linton Park Chardonnay 2008; Rico Suter Pinotage 2008; IDIOM Rhone Stylr Blend (50%Pinotage 40%Cabernet 10%Merlot) 2008 e Belbom Hills Passito Hanepoot

Il più “internazionale”, il più facile da accettare come prodotto in sintonia anche con i gusti europei, è stato sicuramente il Blend dove Cabernet e Merlot hanno mitigato l’esuberanza olfattiva e gustativa del Pinotage. Molto gradito è stato anche il passito prodotto con Moscato di Alessandria.

Sui restanti vini, tre bianchi e un rosso, l’esame è stato attento e meditato e con pareri molto diversi tra loro perché gli Assaggiatori astigiani si sono trovati davanti a prodotti del tutto insoliti e sconosciuti.  lontano. Chi è stato conquistato dalla corposità aromatica e agrumata del Viognier, chi ha apprezzato la morbidezza vellutata dello Chardonnay, chi infine ha apprezzato i toni minerali e pungenti del Pinotage. E chi ha dichiarato al contrario di non aver stimato questi vini più di tanto.

Questa è la filosofia che deve dare senso all’attività dell’assaggio: curiosità , assenza di preconcetti e equilibrio nel giudizio.

corso di soaveIl Corso, organizzato dalla Delegazione di Verona, presieduta dal Consigliere Nazionale Pierino Grigolato, si è proposto di formare nuovi assaggiatori facendo loro conoscere non solo le tecniche di degustazione ma anche realtà vitivinicole di uno dei territori più rappresentativi del panorama nazionale.

Moltissime le cantine prestigiose che hanno aperto le porte all’Onav e ai futuri assaggiatori: Balestri Valda, Cà Rugate, Cambrago, Cantina di Soave Borgo Rocca Sveva, Cantina di Colognola ai Colli, Romano Dal Forno, Fasoli Gino, Gini, Inama, Marcato, Marco Mosconi, Monte Tondo, Roccolo Grassi, Tenuta Sant’Antonio, Tenuta Santa Maria alla Pieve di G.Bertani, Trabucchi, Vicentini Agostino e Villa Canestrari.

Alla serata inaugurale del corso, patrocinato dal Comune di Colognola ai Colli, che ha ospitato parte delle lezioni nella propria Sala civica, erano stati presenti il sindaco Alberto Martelletto ed il Vice Sindaco Giovanni Verzini del Comune. La chiusura solenne delle lezioni si è invece avuta al Vinitaly, negli spazi dello stand del Consorzio di tutela del Soave, con la consegna dei diplomi, alla presenza del Direttore del Consorzio, Dott. Lorenzoni, e del Pro Presidente Onav, dott. Intini, accompagnato da numerosi altri autorevoli membri del Consiglio Nazionale, che ha portato i saluti del Presidente nazionale, Prof. Giorgio Calabrese.

morroalbnaSi e’ svolta presso il ristorante “Dal Mago” di Morro D’alba la serata monotematica sulle varie espressioni dell’omonimo vino il “Lacrima di Morro D’alba”. La serata e’ stata organizzata dall’O.N.A.V (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino)Delegazione di Ancona che ha saputo curare la preparazione in ogni minimo dettaglio.

L’ottima riuscita dell’evento e’ stata inoltre caratterizzata dalla numerosa partecipazione di tutti i migliori produttori i quali per la prima volta nella storia della festa dedicata a questo vitigno autoctono Marchigiano,  hanno personalmente aderito alla cena degustazione. Presenti inoltre enologi,cantinieri ed addetti ai lavori oltre ad appassionati interessati a conoscere la famosa “Lacrima”.

Dopo  un’introduzione guidata degli enologi, Potentini e Soverchia, sul vitigno e sulle numerose potenzialità che possiede,  si assaggia un’ottimo rosato spumante targato Marotti Campi. Si prosegue con i rosati fermi che accompagnano l’antipasto di salumi formaggi e fave: vengono serviti i vini di Giusti,Santa Lucia,Marotti Campi,Quota 33. I partecipanti rimangono piacevolmente affascinati dai rosati a base Lacrima,i produttori spiegano a loro volta i sistemi e gli obiettivi che intendono raggiungere nel loro vigneto. In seguito vengono serviti i vini “Lacrima” nella versione base: Mancinelli (Sensazioni di Frutto), Vicari (Essenza del pozzo buono), Marotti Campi (Rubico), Poderi Santa Lucia, Fratelli Badiali, Mezzanotte, Verdecarmine, Lucchetti, Giusti, Quota 33 ed infine Olivetti.

“Il Mago” accompagna questa prima batteria con Ciavattoni al pepe del Mago e Tagliatelle fatte a mano con fave, piselli e carciofi. Si introducono poi le tipologie “Lacrima” selezione, la serata si fa sempre piu’ interessante ed i produttori presentano i loro vini di punta con grande entusiasmo coadiuvati dagli enologi che mostrano le loro creazioni. Gli abbinamenti con le tipologie di vini proposti sono perfetti.  Con la selezione viene proposto: Galletto in potacchio e Prosciutto insaporito cotto al forno accompagnato da contorni misti.

I “Lacrima” selezione assaggiati e valutati sono: Mancinelli,Vicari, Marotti Campi (Orgiolo), Santa Lucia, Fratelli Badiali (Paucca), Mezzanotte(Passione di Mezzanotte), Lucchetti, Giusti (Luigino), Quota 33, Olivetti. Infine vengono presentati i passiti di Mancinelli e Lucchetti, serviti con Ciambellone al cioccolato e crostata con marmellata di uva lacrima,i presenti assaggiano ed apprezzano moltissimo anche la versione “passito”,

goriziatargaL’incontro mensile di marzo della Sezione Onav di Gorizia si è svolto presso l’Azienda Agricola di Roberto Picèch in Località Pradis, ai piedi delle dolci colline di Cormons. La cultura della vite e del vino in questa zona Doc Collio è secolare: i suoi vini bianchi venivano apprezzati già nel ‘600 nelle più importanti corti europee.

I nonni Picèch, detti “Pontar”, si stabilirono a Pradis nel 1920 coltivando la terra come mezzadri dei nobili de Savorgnan; terra che acquistarono nel 1963. Dal 1989 Roberto, l’unico figlio maschio, conduce l’azienda, precedentemente impostata dal padre Egidio e dalla madre Jelka Sirk. Nel 2003, insieme alla moglie Alessia, ha avviato la ristrutturazione della cantina interrata e posta su più piani, dove, nella primavera del 2005, sono state sistemate botti e barriques con i vini in macerazione. Da l’azienda ha fatto passi da gigante non seguendo tanto mode e tecnologie del momento ma l’istinto di appassionato viticoltore di Roberto.

Su sette ettari di vigneto si producono in maggioranza vini bianchi (Ribolla Gialla, Friulano, Malvasia Istriana), ma anche rossi (Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc) ed il Passito di Pradis. Per il primo brindisi in cantina, Roberto stappa un ottimo Pinot Bianco. Si prosegue con la degustazione in anteprima della Malvasia 2010 spillata direttamente dalla vasca inox e quindi con una degustazione verticale (alla presenza di tutta la famiglia Picèch) dell’uvaggio Bianco Jelka, prodotto con Ribolla Gialla, Tocai Friulano e Malvasia. L’escalation è iniziata dall’annata 2008 ed è proseguita con 2007, 2006, 2004, 2003, 2002 per concludersi con un’eccezionale 2001. Vini che, dopo mesi di macerazioni, esprimono grandi valori alla vista, all’olfatto, al gusto ed alle lunghe persistenze e si esaltano in abbinamento ai sapori genuini dei salumi e formaggi nostrani. Molti di questi prodotti hanno ottenuto riconoscimenti importanti come l’Oscar del Vino bianco con il Pinot Bianco 2005 al Premio internazionale del Vino 2007.

La delegata Onav, Claudia Culot, organizzatrice della visita, ha consegnato alla famiglia, prima del brindisi finale dedicati ai piccoli Athena e Ruben Picèch, una targa ricordo a ringraziamento della splendida accoglienza.

verona clivusVenerdì 3 giugno a Monteforte d’Alpone presso il Palazzo Vescovile si è tenuto il Premio Grappolo D’Oro Clivus, riconoscimento giornalistico nazionale istituito dal Gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone-De Megni, gara podistica nata nel 1976 a Monteforte d’Alpone e oggi gemellata con Roma, New York e Tai Pei, assieme alla Cantina di Monteforte, al Comune e al Consorzio tutela vini Soave. Il Premio è stato assegnano quest’anno a Gerardo Greco, corrispondente del TG2 da New York, per essersi distinto per la sua professionalità, ma anche per correttezza e umanità raccontando alcuni dei momenti più importanti della storia contemporanea

La scelta di assegnare questo premio a Gerardo Greco non è casuale. Gli Stati Uniti, infatti, sono il paese in cui il Soave si sta oggi riaffermando, con una crescita nell’ultimo anno del 20%. Grazie ad una strategia triennale, messa in campo dal Consorzio di Tutela con un investimento di circa 600.000 euro all’anno, oggi il Soave parla ad un nuovo consumatore, attento allo stile italiano come sinonimo di cultura e “dolce vita”.

Oltre ai grandi temi toccati durante l’intervista, Greco ha stupito con alcune affermazioni, dall’asserzione che l’America non si interessa alla politica italiana ma, piuttosto, alla nostra storia e cultura enogastronomica. Per questo motivo si aprono buone prospettive per il Soave, che rappresenta italianità, naturalità.

Dopo il dibattito, la serata è proseguita con la consegna del Premio da parte del Presidente della Cantina di Monteforte Massimino Stizzoli. A conclusione, Gerardo Greco Greco ha autografato 100 bottiglie Magnum di Soave Classico, trasformate in singolari opere d’arte grazie alle etichette uniche, disegnate dagli alunni delle scuole elementari e medie di tutto il mondo.

A collaborare alla buon riuscita dell’evento, la Sezione Onav di Verona, chiamata a condurre e coordinare il servizio del vino sia rinfresco che alla cena di gala con cui si è conclusa la manifestazione.

onavreggioemilioCon l’avvento della primavera, un ricco calendario di eventi per ONAV Reggio Emilia ha caratterizzato il periodo marzo-aprile. Dapprima una degustazione di Vini dell’Etna (30 marzo), coi suoi caldi vini, quelli della prima DOC siciliana. Denominazione ETNA BIANCO per vini ottenuti dai vitigni Carricante e Cataratto, vini corposi e dal gusto sapido, olfatto floreale e di buona persistenza in bocca, degustati anche nella variante metodo Charmat (senza denominazione DOC). Vitigni Nerello mascalese e Nerello Cappuccio per ETNA ROSSO; colore rosso rubino molto intenso, profumi di frutta rossa, minerali e con sfumature animali all’olfatto, al palato si caratterizzano per note di frutta matura e spezie, avvolti da sensazioni tanniche, talvolta un po’ ruvide.

In data 15 aprile, invece, a coronamento dell’esame per assaggiatori di vino, consegna degli attestati ai 20 partecipanti al corso organizzato dalla sezione ONAV di Reggio Emilia. Trattasi di una nota particolarmente positiva per la sezione a distanza di anni dall’ultimo corso tenuto. L’entusiasmo e la partecipazione costante dei corsisti fanno bene sperare nella loro voglia di coinvolgere e coinvolgersi nelle attività dell’organizzazione, in una terra dove l’enogastronomia è particolarmente ricca di prodotti.

Per festeggiare l’evento, nell’ampia sala della Cantina Colli di Scandiano, oltre 60 presenti hanno partecipato alla degustazione I vini dolci naturali del Languedoc Roussillon, guidata dall’esperienza e spontaneità del neo-francese Giuseppe Meglioli, reggianissimo consigliere nazionale ONAV.

Sette vini, ognuno abbinato ad un elemento gastronomico, sette perle enoiche, delle quali 3 esposte nelle ultime bottiglie in commercio. Bastano questi pochi elementi per caratterizzare un evento più unico che raro.

Languedoc Roussillon, regione del Sud della Francia, zona di confine con la Spagna, delimitata dal fiume Rodano e dai Pirenei, si affaccia sul Mediterraneo e risente a livello climatico di questo mix di influenze. Qua si produce il 90% dei vini dolci naturali DOC (AOC) della Francia. 5 sono le denominazioni DOC: Rivesaltes, Maury, Banyuls, Banyuls Grand Cru e Muscat de Rivesaltes.

Una ricca gamma di terreni, il già citato clima mediterraneo, un ampio ventaglio di vitigni sia bianchi (Grenaches, Macabeu, Malvoisie du Roussillon, Muscats) che rossi (Grenache noir e Carignan) e l’attività dell’uomo che si caratterizza per tipologie produttive differenti e talvolta bizzarre per chi le sente raccontare per la prima volta, soprattutto quando si esaminano le metodiche di invecchiamento dei vini che talvolta possono essere esposti in damigiane di vetro all’aria aperta sotto l’azione battente del sole.

La denominazione “Vini dolci naturali” deriva dalla pratica di aggiungere alcol di origine enologica al 96%, in proporzione del 5-10% del volume del mosto, affinché la fermentazione dei lieviti si arresti, garantendo una naturale dolcezza nel vino e preservando quei profumi che andrebbero perduti nel corso della normale fermentazione.

Muscat de Rivesaltes AOC, (2010) 15,5% (abbinato all’ananas); vino bianco, note floreali e di frutta tropicale ne caratterizzano l’olfatto, note che si rendono ancora più accentuate assaggiando il vino;

Muscat de Rivesaltes AOC, (1993) 15,5 % (abbinato al pecorino stagionato con marmellata di mela cotogna); colore bianco aranciato, rispetto al precedente sono svanite le note floreali, mentre emergono note più evolute come frutta secca, confettura, melassa e si percepisce meglio l’alcolicità del vino.

Rivesaltes Ambré AOC, (1978) 15% (abbinato al gorgonzola dolce); colore ambrato, notevole potenza olfattiva, ricco di note che ricordano la frutta candita. Dopo averlo ingerito mostra una lunga persistenza, pur lasciando pulito il palato. Trattasi della prima bottiglia non più in vendita.

Rivesaltes RANCIO AOC, (1974) 16% (abbinato al Parmigiano Reggiano, con noce e Aceto Balsamico tradizionale di Reggio Emilia dell’Acetaia Dodi); seconda bottiglia non più in vendita. Come suggerisce il nome “Rancio”, presenta gusto maderizzato. Importanti note olfattive di caramello, all’assaggio si percepiscono meglio la tannicità e l’alcolicità. Pur derivante da uve prodotte nel 1974, la messa in bottiglia è avvenuta soltanto nel 1998. Colore intensamente ambrato.

Rivesaltes Grenat AOC, (2008) 15% (abbinato al formaggio Roquefort); colore rosso, decisamente il meno complesso per olfatto e gusto, dove, in entrambi, si riconoscono viola e frutti di bosco.

Banyuls AOC, (1981) 17% (abbinato ad una pralina di mandorle e pinoli); colore rosso ambrato, al naso si riconoscono cocco, caffé, frutta secca e frutta matura, mentre in bocca la lunga persistenza è baciata da una notevole nota balsamica. Questa è la terza bottiglia non più in commercio.

Maury AOC, (1969) 16% (abbinato alla torta al cioccolato); colore ambrato scuro, il calice è pervaso di note balsamiche e di prugna matura, in bocca esaltano le note acide e dolci, col cioccolato a farla da padrone. Notevole persistenza per chiudere in bellezza questa serata. 

castagnole lanzeIn occasione della storica e tradizionale Festa della Barbera e del Raduno degli Adottanti i filari di Castagnole Lanze, in provincia di Asti, gli organizzatori hanno affidato all’Onav astigiana la gestione delle degustazioni “Invito alla conoscenza della Barbera”. Affiancata dall’iniziativa di “Adotta un Filare”, la Festa si svolge da venerdì 29 aprile a domenica 1° Maggio con la serie di degustazioni di prodotti tipici e vini del territorio “Di cortile in cortile” e la consegna, a metà del pomeriggio di domenica, del riconoscimento del “Lanzevino” assegnato negli oltre trent'anni di storia della Fiera ai massimi esponenti del mondo enologico nazionale.

Le degustazioni Onav, al costo di 5 euro (gratuite per gli Adottanti), sono aperte ad un massimo di 45 persone e si svolgeranno sabato 30 alle 18.30 e domenica 1°maggio alle 11.30 al Lanze Point, nell’interno della Ex Chiesa dei Battuti Bianchi, al centro del percorso enogastronomico della Festa della Barbera.

I soci Onav alterneranno teoria e pratica, parlando di territorio e di vendemmia, di vinificazione e cura del prodotto in cantina. Dopo una sintetica spiegazione della tecnica dell’assaggio, si procederà alla degustazione vera e propria di diverse Barbere, dalla più giovane alla più invecchiata, da quella maturata in acciaio a quella affinata in legno. Il servizio sarà curato dai Mescitori Onav astigiani, che daranno dimostrazione del corretto modus operandi per aprire la bottiglia e servire il vino.

E’ possibile confermare l’adesione tramite una e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Nei locali delle degustazioni Onav sarà aperta la mostra di pittura dell’artista castagnolese Beppe Gallo, le cui opere sono servite per creare i collarini che personalizzano le etichette delle bottiglie di Barbera.

valsusaDella viticoltura eroica delle valli alpine piemontesi, con particolare riferimento alla realtà enologica della Valsusa, si è discusso ampiamente al Palazzo delle Feste di Bardonecchia durante un incontro promosso dalla delegazione torinese dell’Onav, aperto dal consigliere nazionale Ezio Alini che per l’occasione, aveva al suo fianco il delegato provinciale Guido Rainero, il funzionario della Provincia di Torino, Luca Cavallo e la guida naturalistica Agnes Dijaux.

Il relatore dell’incontro (conclusosi con un’apprezzata degustazione di dolci confezionati da Franco Ugetti) è stato Luca Cavallo che ha sottolineato l’importanza storica ed economica, della viticoltura valsusina che conta, malgrado la sostanziale esiguità delle superfici valligiane riservata alla coltura viticola, ben otto varietà autoctone come la precoce Avanà, le tardive Biquet, Chatus e Nebiolo o la Musinè, scoperta recentemente e che viene considerata l’antenata della vite coltivata.

Cavallo ha quindi posto in rilievo l’importanza che la viticoltura ha avuto nei secoli scorsi per l’economia di valle che proprio nel commercio delle uve aveva avuto uno dei momenti di maggior importanza per gli scambi con la vicina Francia ed in particolare con le Abbazie di Gap e Grenoble. Fiorente fino all’inizio dell’Ottocento (nell’area compresa tra i Comuni di Giaglione, Chiomonte ed Exilles si contavano ben 600 ettari di terreno vitato), l’economia vitivinicola della Valsusa è attualmente, dopo lunghi anni di decadenza, in un momento di rilancio grazie anche al riconoscimento, avvenuto nel 1997, della Valsusa Doc che ha dato nuovi slancio ed immagine all’intero comparto.