Cultura

campobasso

Importante momento di collaborazione tra la Delegazione ONAV di Campobasso e l’Istituto Agrario “Pittarelli” del capoluogo molisano. Sabato 11 Maggio, la dirigenza scolastica dell’Istituto ha organizzato, come ogni anno, la giornata “ Scuola Porte Aperte”. Gli studenti hanno potuto, così, aprire la propria “Azienda Agricola” alla città di Campobasso, presentando ai visitatori tutta la produzione agroalimentare realizzata nel corso dell’anno scolastico che va a concludersi. In una giornata gioiosa arricchita dalle produzioni alimentari di ogni genere: dai formaggi alla frutta, alle piante aromatiche ed ornamentali, non poteva mancare il nettare di Bacco. Gli studenti del “Pittarelli” coltivano, infatti un ettaro e mezzo di vigna a Tintilia, l’autoctono regionale, e ogni anno trasformano le uve prodotte in vino che, poi, mettono in vendita per autofinanziare il progetto vitivinicolo.

Quest’anno a condurre la degustazione dei vini prodotti dai ragazzi presso l’Azienda Agricola, all’interno del loro Istituto, è stata la Delegazione ONAV di Campobasso guidata dal delegato, Carolina Iorio che, unitamente a un folto gruppo di Assaggiatori (foto), ha illustrato ai visitatori la produzione enologica della scuola. Vivo il plauso espresso dai presenti  alla maestria dei neo vinificatori e dei loro docenti, tra cui il professor Michele Paduano, che con dedizione hanno  seguito i loro studenti durante tutte le fasi della produzione. L’esperienza maturata nell’occasione è stata molto significativa soprattutto sotto l’aspetto umano. Vedere, infatti, dei giovani dedicarsi all’attività agricola con tanta passione e professionalità da fare invidia a molti adulti, è stata una grande lezione di vita, in tempi non facili come quelli che il nostro paese sta vivendo. Tanto che al momento dei ringraziamenti è stata la Delegazione ONAV, con i suoi Assaggiatori, a ringraziare i docenti e gli studenti per l’opportunità concessale di presentare la produzione “Aziendale”, con l’augurio di poter continuare la proficua collaborazione nata con “Scuola Porte Aperte”.

milleprima

Se è vero che i Mille di Garibaldi hanno contribuito all’Unità d’Italia, è altrettanto vero che due alimenti autenticamente nostrani, come la pizza e la pasta, hanno creato, assieme ai vini, una identità nazionale, anzi nazional-popolare, che oggi sembrerebbe avere più forza vincolante della nostra Costituzione.

Da questa constatazione è nata l’idea di raccogliere in un libro, in una gradevole sintesi, la storia della spedizione dei Mille, immaginando che nelle soste delle battaglie, i popolani o i contadini – patriotticamente coinvolti – offrissero alle “camicie rosse” cibi gustosi e buoni vini locali; tutto sommato non molto diversi da quelli che vengono oggi messi in tavola, in versioni che, più o meno riviste, ricordano le loro lontane origini.

milletrenette

E’ stato così realizzato un volumetto dall’intrigante titolo di “A Tavola con i Mille” in cui si snoda un percorso storico-gastronomico con protagonisti Garibaldi ed i suoi eroi. Il libro inizia con le belle immagini di una graziosa Garibaldina in “Camicia Rossa” che, con garbo coinvolgente, narra le vicende dei Mille spaziando subito dopo nella parte eno-gastronomica di quella lontana Italia garibaldina che è poi rimasta, nei suoi gusti e nei suoi sapori, quella di oggi. Un panorama di ricette regionali che, partendo da Genova, come i Mille, toccano la Toscana, la Sicilia, la Calabria e per finire la Campania. In tutto quarantaquattro ricette ed altrettanti vini di abbinamento scelti con cura ed attenzione dall’Assaggiatore Onav, Nando Mutarelli.

Il volume, edito da Luce&Pensiero Srl, è in vendita al prezzo di copertina di 30 euro. (Prezzo riservato ai soci Onav: 21 euro con uno sconto del 30%). Si può richiedere, previo pagamento tramite bonifico, a Luce&Pensiero srl, Via della Meccanica, 2 – 20083 Gaggiano – 02.90841452 – 02.90841457 - fax 02.90841454, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,www.lucepensiero.com.

tappisughero

Tappi di sughero da recuperare per utilizzarli a fini sociali ed ecologici. Si stanno diffondendo gli esempi virtuosi di questo fenomeno di cui citiamo qui due esempi.

In Piemonte si riciclano i tappi di sughero usati per finanziare “Cascina Graziella”, una casa per donne maltrattate a Moncalvo, in provincia di Asti. E’ il progetto Etico, promosso da Amorim Cork, colosso portoghese leader nel mercato del sughero, con partner Vignaioli Piemontesi e l’associazione Libera Piemonte. Sono oltre trenta i punti di raccolta tra cantine vinicole, enoteche e i due negozi Eataly a Torino e Pinerolo. Avviato nel giugno 2011, il progetto ha coinvolto dapprima le cantine del Veneto e quelle toscane aderenti al Consorzio Chianti Classico, in seguito ha visto l’adesione di numerosi altri attori e nel 2012 è partita la raccolta in Piemonte. Il progetto non solo promuove una sensibilità ecologica ma prevede una destinazione benefica del ricavato dalla vendita dei tappi usati, che Amorim non riutilizza, ma cede a titolo oneroso ad aziende del settore edile per la realizzazione di malte speciali, atte alla coibentazione termoacustica dei muri. In Piemonte si è scelto di raccogliere fondi per vedere realizzato il sogno di Cascina Graziella, nelle campagne del Monferrato Astigiano che la magistratura ha confiscato alla mafia e dato in gestione a Libera, l’associazione fondata da don Ciotti. Cascina Graziella,  è destinata a diventare un centro di accoglienza per donne in difficoltà, in fuga da maltrattamenti e dipendenze, e una cooperativa di lavoro (si pensa anche a un pastificio artigianale). La cascina è dedicata a Graziella Campagna, una ragazza siciliana di 17 anni uccisa a colpi di lupara perché –stiratrice in una lavanderia – si era trovata tra le mani un’agendina dimenticata in una camicia boss mafioso Gerlando Alberti jr.

In Toscana un esempio di salvaguardia dell’ambiente. Durante l'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano è stato presentato un progetto che rientra nelle attività cosiddette "green" del Consorzio. Si chiama il “Salvasughero” e l'obiettivo è quello di raccogliere i tappi di sughero e riciclarli nel campo della bioedilizia. L'iniziativa rientra nel progetto "Qui si ricicla il sughero", promosso dall'Associazione "A Braccia Aperte", di cui il Consorzio è entrato a far parte. Il "Salvasughero" è un box realizzato in carta riciclata che contiene circa 50 tappi di sughero. Una volta riempita, la scatola può essere riconsegnata all'Enoteca del Consorzio e in cambio il consumatore riceverà una bottiglia di Vino Nobile, fondamentale volano per l'economia del territorio della provincia senese. Il vino a Montepulciano muove una forza lavoro importante considerando che sono oltre mille gli addetti del settore. Ogni anno a Montepulciano arrivano mossi dal vino circa 250 mila enoturisti. Il valore patrimoniale dei vigneti è stimato intorno ai 200 milioni di euro mentre il valore della produzione si aggira sui 60milioni di euro all'anno. Altro dato curioso è che su 16 mila ettari di superficie comunale, a Montepulciano 2.600 ettari sono vitati (il 16% del totale) con una produzione di 55 mila ettolitri di Vino Nobile (7,5 milioni di bottiglie) e circa 18 mila destinati a diventare Rosso di Montepulciano (2,6 milioni).

 

libro cannonau

Cannonau, il vino più antico del Mediterraneo ed il vitigno a bacca nera più diffuso in Sardegna, è il protagonista di un approfondito studio di Enzo Biondo, Accademico della vite e del vino e Delegato Onav per la Sardegna con la collaborazione di alcuni specialisti interdisciplinari.

L’inizio di “Cannonau. Mito Mediterraneo”, questo il tiolo del libro, è la storia della viticoltura ai tempi dei Nuraghi e quella del Cannonau, con particolare riferimento al collegamento di questo vitigno con altri che si trovano in Francia e in Spagna. Di certo fin dal 1549 quando il vino Cannonau compare per la prima volta in un atto notarile a Cagliari il vitigno ne ha fatto di strada, tanto da essere ormai identificato con il territorio viticolo della Sardegna essendo presente in quasi tutti i comuni con ben 7691 ettari, pari al 29% del totale regionale. I comuni di Oliena e Dorgali, in provincia di Nuoro, sono quelli con la maggiore superficie coltivata a Cannonau.

La parte tecnica di conoscenza del vino è rappresentata dal capitolo dedicato alla caratterizzazione chimica e sensoriale con i risultati delle analisi condotte su 13 campioni di Cannonau provenienti da zone diverse dell’isola ed è completata da quella dedicata ai valori compositivi e sensoriali e dal disciplinare di produzione.

Il volume, corredato da splendide immagini fotografiche, termina con gli abbinamenti ai cibi e riporta alcune ricette degli chef Luigi Pomata e Franco Fenu.

 

Enzo Biondo (a cura di) – Cannonau. Mito Mediterraneo. S.Vi.SA editrice – Pagg. 536 – Euro 50

bianchi e neri

In presenza di una svolta epocale nella gastronomia contemporanea Accademia Italiana della Cucina – Centro Studi Territoriale e Delegazioni della Romagna - ha dato vita a un importante progetto editoriale dal titolo “BIANCHI & NERI, cuochi e camerieri…patron e sommelier”, nel quale sono raccolte le testimonianza dei personaggi più rappresentativi che hanno fatto la storia della ristorazione romagnola dal 1960 fino ai giorni d’oggi. La pubblicazione, concepita per essere periodicamente aggiornata, contiene le schede di 38 testimoni eccellenti, per i quali l’ideatore e coordinatore del progetto, Franco Chiarini, ha raccolto il numero più alto di informazioni; in particolare ha recensito i loro archivi che rappresentano un patrimonio unico e inestimabile per gli studiosi ma anche per tanti appassionati e curiosi “gastronomi”.

I personaggi che si trovano nella pubblicazione sono:

i cuochi Silverio Cineri del ristorante Silverio di Faenza, Paolo Teverini dell’omonimo ristorante di Bagno di Romagna, Igles Corelli attualmente al ristorante Atman di Pescia, Tarcisio Raccagni del Gigiolè di Brisighella, Verdiana Villa Turicchia dell’Antica Trattoria Al Gallo di Ravenna, Lucia Velia Zaghini del ristorante Zaghini di S. Arcangelo, Luigi Sartini della Taverna Righi a San Marino, Raffaele Liuzzi dell’omonima Locanda a Cattolica, Fabio Rossi del Ristorante Vite a San Patrignano, Stefano Ciotti del ristorante Vicolo Santa Lucia a Cattolica, Silver Succi del ristorante Quartopiano di Rimini, Gino Angelini del ristorante Angelini Osteria a Los Angeles; Marco Cavallucci del ristorante La Frasca a Milano Marittima, Gian Paolo Raschi da sempre è al Ristorante Guido di Miramare (Rimini), Riccardo Agostini del ristorante Il Piastrino a Pennabilli, Giuliana paragoni della Locanda al Gambero Rosso di S.Piero in Bagno, Alberto Faccani al ristorante Magnolia a Cesenatico, Gian Carlo Mondini oggi è sommelier professionista, Pier Giorgio Parini dell’Osteria del Povero Diavolo a Torriana; Vincenzo Cammerucci del ristorante CâMí a Savio di Ravenna, Roberto Olmeti de La Baita a Faenza, Sivio Piccari dell’Osteria del tempo perso a Ravenna;

i “maestri di casa” Nerio Raccagni di Torre Pratesi di Brisighella, Walter Bartolini detto “Titon” dell’omonimo ristorante di Cesenatico, Pietro Berdondini del San Francisco di Parigi, Roberto Spadoni del Maddalena di Marina di Ravenna, Lionello Casali del ristorante Casali di Cesena, Gianfranco Bolognesi de La Frasca di Castrocaro/Milano Marittima, Giacinto Rossetti del Trigabolo di Argenta, Giovanni Morri de La Vecchia Rimini di Rimini, Sante Baroncini del ristorante Tino di Massa Lombarda, Luigi Rossi detto “Chilone” dell’omonimo ristorante di Lugo, Ambra Lenini all’ Osteria del Vicolo Nuovo a Imola, Stefano Bartolini oggi fra Milano Marittima e Cesenatico nelle Osterie del Gran Fritto, a La Buca o nell’estiva Terrazza Bartolini, Egidio Garriamone oggi coordina l’Associazione “La Madia” a Tossignano, Remo Camurani alla Trattoria di Strada Casale a Strada Casale di Brisighella;

il cameriere Bruno Renna attualmente al ristorante Terrazza Bartolini di Milano Marittima. Una scheda unica è dedicata al cuoco Valentino Marcattili e Gianluigi Morini del San Domenico di Imola.

Per ogni personaggio, la scheda riporta un’approfondita ricerca: la scuola e il lavoro, maestri e allievi, la filosofia, le ricette e i menù, le iniziative, i riconoscimenti e i clienti affezionati, le pubblicazioni, oltre al già citato archivio. Ogni scheda riporta anche una ricetta “inimitabile” proposta/suggerita dai protagonisti.

Info: 3477827175 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Franco Chiarini – Bianchi&neri, cuochi e camerieri, patron e sommelier – Accademia Italiana della cucina Delegazione di Romagna – Euro 50 (spedizione compresa).

 

libro toscano

L’ennesimo libro di cucina, mamma mia non se ne può più!. E invece questo è davvero diverso. Si parla di cucina e di vini, le ricette sono tante e tutte di grande interesse ma soprattutto si parla di una grande famiglia siciliana, delle sue abitudini quotidiane, delle persone, delle figure che la animano, di una terra straordinaria, ricca di contraddizioni e di valori che per essere capita ed apprezzata come merita deve essere, come afferma l’autore, ammirata, ascoltata, odorata, toccata e gustata. E siamo così arrivati all’autore, Enrico Maria Toscano, originario di Catania, da molti anni abitante a Gela, tecnico del petrolchimico dell’Eni, ma grande appassionato di vini, cucina, storia e tradizioni della sua terra oltre che della sua famiglia. Dal 1986 è Assaggiatore Onav, anzi Maestro Assaggiatore, è stato delegato provinciale di Caltanissetta e componente della Commissione d’assaggio della Camera di Commercio di Ragusa. E’ anche un esperto di olio e formaggi e, tanto per non farsi mancare nulla, cura la produzione di vino e olio di nicchia nell’azienda di famiglia.

Giunto ad una certa stagione della sua vita (leva 1946) ha deciso di mettere nero su bianco i ricordi, gli usi, gli insegnamenti e le consuetudini alimentari della sua famiglia. Ne è nato “Storie di monsù, prelati e veli”, uno straordinario ritratto non solo di un’epoca ma di vita quotidiana, quasi sempre legata ad episodi riguardanti il cibo, i pranzi, gli approvvigionamenti, di una buona famiglia borghese tra la fine dell’800 e la metà del ‘900. Da cui si capiscono anche i riferimenti del titolo per cui “monsù” (dal francese monsieur in quanto avrebbe dovuto vivere per un certo periodo in Francia ad apprendere i segreti di quella famosa e celebrata cucina) era il capocuoco di famiglia, mentre i prelati sono uno o più Monsignori, il cui arrivo coincideva con la preparazione di memorabili menu. I veli sono infine quelli che si sistemavano sul tavolo imbandito per le grandi feste comandate dell’anno onde evitare che qualcuno, persona o animale, rovinasse l’effetto di una lunga e complessa preparazione.

E tutto questo si alterna ad una serie strepitosa di ricette e preparazioni, rigorosamente di tradizione famigliare, che vanno dai sicilianissimi Arancini, Bucatini caserecci col pesce spada, Caponatina, Cuccia, Impanatigghi modicani, Timballo di anelletti eccetera eccetera, a preparazioni meno legate al territorio (Pesca Melba, Costolette, Besciamelle, Risotto con funghi porcini) ma tutte cucinate con un tocco di originalità e fantasia.

Ovviamente, trattandosi di un Onavista di lungo corso, Enrico Maria Toscano dedica molto spazio ai vini, al come degustarli e abbinarli ed a tutto ciò che riguarda il bere consapevole e di qualità. Infine una corposa sezione del volume è dedicata ai formaggi, non solo siciliani, ed a come si possano “assaggiare” e degustare al meglio.

Un’opera assai godibile e di divertente lettura che è aperta da una bella e sagace introduzione del presidente nazionale dell’Onav, prof. Giorgio Calabrese, cui non è parso vero di poter parlare al meglio, e giustamente, della sua terra d’origine.

Enrico Maria Toscano - Storia di monsù, prelati e veli. "A favuriri". Ricordi, Curiosità, ricette, formaggi e vini - Tip. Comunicotra - s.i.p.