Italia capitale europea del vino, UIV ospita il Comité Européen des Entreprises Vins

“L’Italia, per due giorni, è diventata la capitale europea del vino.  Dopo quattro anni il Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV), l’organismo che raccoglie le associazioni dei produttori vitivinicoli comunitari, è tornato nel nostro Paese per organizzare la propria Assemblea Generale.

Antonio Rallo_big
Antonio Rallo

In una congiuntura determinante per il futuro del nostro vino. Una testimonianza concreta del ruolo e del peso che l’Italia, attraverso l’Unione Italiana Vini, ha conquistato nel comparto tra i Paesi membri”. Con queste parole Antonio Rallopresidente Unione Italiana Vini, è intervenuto all’Assemblea Generale del Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV), organizzata in Sicilia il 20 e 21 giugno presso le aziende Donnafugata (Marsala) e Planeta (Sambuca). Oltre ai vertici del CEEV, rappresentati dal Presidente JeanMarie Barillère (Presidente Union des Maisons de Champagne e direttore delle attività champagne di Moët & Chandon), dal Vicepresidente Domenico Zonin (Presidente Casa Vinicola Zonin1821) e dal Segretario Generale Ignazio Sanchez Recarte, erano presenti numerosi autorevoli esponenti del comparto vitivinicolo nazionale (Frescobaldi, Ruffino, Zonin, Tasca d’Almerita oltre ovviamente a Donnafugata e Planeta) ed europeo (Miguel Torres s.a. – Spagna, Dao Sul e Sogrape Vinhos s.a. – Portogallo, Pernod Ricard – Francia). Significativa anche la presenza delle Istituzioni italiane con Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricola alimentari e forestali; Felice Assenza, Direttore Generale delle politiche internazionali del Mipaaf; Antonello Cracolici, Assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia; Alberto Di Girolamo, Sindaco di Marsala.

Due le tematiche prioritarie trattate durante i lavori, che decideranno le sorti del comparto per i prossimi anni: il nuovo assetto normativo che regolerà la vitivinicoltura europea dopo la conclusione della PAC nel 2020 e la riforma organizzativo-statutaria  che dovrà tenere conto della nuova geografia di rappresentanza espressa dalle associazioni nazionali dei produttori e della moderna realtà produttiva e di mercato della vitivinicoltura europea. “È urgente elaborare una proposta politica che privilegi la competitività del nostro settore per arrivare in tempo alla scadenza del 2020 continua il Presidente Rallo favorendo un orientamento che assicuri la specificità normativa sul vino non solo legata al budget finanziario, ma anche alla gestione e protezione delle DO e delle IG, oltre che all’etichettatura”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.