23 ottobre 2017

La guida Prosit prende forma

La guida Prosit, felice intuizione di ONAV, sta prendendo corpo con l’apporto del lavoro delle diverse delegazioni. ONAV Trento ha avviato i contatti con le cantine della provincia per l’invio dei campioni da sottoporre all’assaggio delle tre commissioni locali, composte per lo più da enologi e succesivamente della commissione nazionale.

Sono stati consegnati per questa prima tornata circa 120 campioni, con una media di poco più di due vini per cantina. Un risultato che è stato valutato positivamente, a testimonianza della credibilità di ONAV e della fiducia riposta in un’iniziativa nuova e non ancora consolidata. La ripartizione dei campioni pervenuti rispecchia abbastanza fedelmente il contesto viticolo della provincia, dove i vitigni a bacca bianca rappresentano poco più del 75% dell’intera produzione e il vino bandiera, che sempre più sembrerebbe caratterizzare il Trentino, è il Trentodoc.

Circa due terzi dei campioni assaggiati dalle commissioni locali, in forma strettamente anonima, presso la sede del Consorzio Vini del Trentino sono stati valutati idonei a sostenere il secondo assaggio previsto in sede nazionale. Nessuno dei campioni valutati che non hanno raggiunto il punteggio minimo di 83 centesimi presentava però dei difetti tali da escluderlo a priori dall’assaggio. Anche tutti questi vini hanno conseguito dei punteggi superiori ai 70 centesimi, in più di un caso sfiorando gli 83 punti, vini sostanzialmente corretti, ma che le commissioni di valutazione hanno ritenuto non esprimessero l’eccellenza della vitienologia trentina.

In particolare per i vini rossi la selezione è stata mediamente più severa rispetto ai vini bianchi e soprattutto rispetto ai Trentodoc e ai vini da vendemmia tardiva. Indice di come il Trentino stia faticando in questi anni a trovare un posizionamento convincente soprattutto per quanto riguarda i vini rossi. Campioni di Marzemino, rossi di taglio bordolese e in parte anche Lagrein hanno avuto maggiori difficoltà a totalizzare punteggi elevati rispetto ai Teroldego. Al pari di alcuni uvaggi da uve bianche, che non sempre riuscivano ad esprimere una peculiarità riconoscibile e distintiva, in grado di identificare un territorio di montagna come il Trentino.

L’impegno assunto da ONAV nei confronti di ciascun produttore conferente, anche – e soprattutto – per coloro che non hanno raggiunto gli 83 punti, sarà di far conoscere il punteggio assegnato giustificandone la valutazione e fornendo anche delle indicazioni per possibili miglioramenti futuri, mediante un rapporto diretto con l’azienda.

Gianfranco Betta

 

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