La magia del Picolit in degustazione a Milano

Luigi Veronelli lo definiva il più nobile dei vini italiani. Raro e pregiato, dall’aroma inebriante ed intenso che, nel corso dei secoli, ha affascinato nasi e palati.

Preziosissimo perché viene prodotto dai pochi acini che maturano per ogni suo grappolo, è vino da vitigno autoctono un tempo coltivato in tutto il Friuli, oggi, invece, sui colli udinesi e goriziani a causa della sua scarsa produttività. Ma l’uva che produce, a maturazione tardiva, è un vero nettare, ricco di componenti aromatiche e di zuccheri. Onav Milano, ha ospitato in una magica serata  guidata da Vito Intini, l’Associazione “ Gli amici del Picolit”.

savorgnano
Vigneti di Savorgnano

Si tratta di piccole cantine che si sono associate per condividere il progetto comune di valorizzare il loro territorio attraverso il suo prodotto più prezioso e caratterizzante. Il Picolit, vitigno autoctono friulano, antichissimo, già coltivato in epoca imperiale romana, ebbe l’onore di essere molto famoso, fin dall’antichità, tra i palati più raffinati. Tra i suoi estimatori, anche Carlo Goldoni. Si racconta che il vitigno venne salvato dalla scomparsa grazie all’opera del Conte Fabio Asquini di Fagagna, nel 1700 che, in seguito, lo rese noto ai “forestieri” in mercati di alto prestigio come Londra, Parigi, Genova, Milano, Ancona. Il Picolit veniva apprezzato e consumato non solo in Italia, ma anche presso le principali Corti europee. Nell’Ottocento la produzione subì una fase di arresto, ma ritornò vigorosa nel ventesimo secolo. La sua terra d’elezione è la zona dei Colli Orientali del Friuli ed è per questo motivo che l’Associazione “ Amici del Picolit” punta a valorizzare il territorio di Savorgnano, vero e proprio crù della zona, sia seguendo la tradizione della locale viticoltura eroica, sia privilegiando la tutela ambientale e la coltivazione ad impatto zero ma anche e soprattutto sperimentando nuove tecniche produttive nel totale rispetto dell’ambiente. Ed è anche grazie all’aiuto del Consorzio Friuli Colli Orientali che l’associazione punta ad ottenere il riconoscimento della “sottozona” Savorgnano, a testimonianza della presa di coscienza che il prodotto proposto è davvero di qualità.

In degustazione:

Aquila del Torre – Oasi 2014 (Picolit secco)
Marco Sara – Picolit – Docg 2014 Colli Orientali del Friuli
Falcon – Picolit – Docg 2013 Colli Orientali del Friuli
Falcon – Picolit – Docg 2012 Colli Orientali del Friuli
Sara&Sara – Picolit – Docg 2011 Colli Orientali del Friuli
Aquila del Torre – Picolit – Docg 2010 Colli Orientali del Friuli

Enrica Bozzo, foto in copertina di Claudio Fabbro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.